"PROCESSO A DIO"
Manuel Omar Triscari
PROCESSO A DIO.
EPITOME.
Si mette in rilievo come l’Elohim Jahweh, chiamato comunemente Dio nella Bibbia ebraica ed in quella cristiana, non sia un Dio misericordioso ma sia invece un essere che si è macchiato di stragi, di crimini verso l’umanità ed in particolare verso le donne ed i bambini.
Si sono raccolti tutti i
passi della Bibbia in cui Jahweh, insieme a Mosè, Giosuè, Saul, Davide e
Salomone hanno perpetrato genocidi nei confronti dei popoli degli Madianiti,
Moabiti, Ammoniti, Malakiti.
In tali atti di pulizia
etnica dei predetti popoli vi è stata la partecipazione attiva e personale di
Jahweh che ha aiutato i succitati soggetti. Questi eccidi di massa sono stati
perpetrati anche con mezzi meccanici, chiamati cavod e ruack, tradotti
erroneamente come gloria del signore e nei vangeli chiamati spirito santo o
spirito del signore, tra cui anche un arma denominata l’arca dell’alleanza.
L’opera crea i capi
d’accusa giuridici nei confronti di tutti i personaggi antecedentemente citati,
con l’intenzione di creare un virtuale ma verisimile processo.
PREAMBOLO.
Tutte
le volte che mi recavo al rito della Messa, ascoltavo in religioso silenzio il
sermone riferito alla misericordia di Dio-Jahweh nell’amare gli esseri umani.
Un
giorno, tornato a casa, mi accorgevo che la nonna Santa era venuta a trovarci e
aveva portato con sé la Bibbia Masoretica e con lei volli andare a leggere quel
passo meraviglioso che Don Meloni aveva appena letto, si parlava del Salmo 136,
un cantico di ringraziamento all’Elohim cioè al Signore.
La
nonna Santa era convinta che da grande continuando a studiare e continuando a stimare
gli insegnamenti di Dio-Jahweh, sarei diventato un bravo cristiano.
Nonna
Santa iniziò a leggere “Rendete grazie al Signore (El) poiché è buono, perché
il suo amore è per sempre. Rendete grazie a Jahweh degli Elohim, perché il suo
amore è per sempre. Rendete grazie all’El-Elohim degli Elohim, perché il suo
amore è per sempre”.
Ma
dopo la lettura dei primi tre Salmi improvvisamente la litania mutò.
La
nonna continuando a leggere disse: “Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti, perché
il suo amore è per sempre. Da quella terra fece uscire Israele perché il suo
amore è per sempre. Con mano potente e braccio teso, perché il suo amore è per
sempre. Divise il Mar Rosso in due parti, perché il suo amore è per sempre. In
mezzo fece passare Israele perché il suo amore è per sempre. Vi travolse il
Faraone e il suo esercito perché il suo amore è per sempre. Guidò il suo popolo
nel deserto perché il suo amore è per sempre. Colpì grandi sovrani perché il
suo amore è per sempre. Uccise sovrani potenti perché il suo amore è eterno.”.
Le
feci rileggere almeno quattro volte lo stesso brano e poi chiesi: “Nonna, ma
questo Jahweh non è un Dio d’amore?”.
Mi
misi a piangere “non può un Dio misericordioso uccidere, non può questo Dio-Elohim
asserire ‘Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai
fatto, beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra’.”.
Non
riuscivo a credere che esistesse un Dio che sfracellasse i bambini sulla
pietra, gioendo e facendo gioire chi leggeva quei passi.
La
stessa nonna non si peritava di ciò che mi aveva appena letto.
Lei
si era fermata a ciò che leggeva il prete nella Messa, ma non era mai andata
oltre nella lettura.
Questo
non era un Dio-Elohim d’amore come volevano farmi e farci credere, era un
assassino, bravo solo con la tribù di Israele.
Chiesi
ancora alla nonna “Ma noi siamo della famiglia di Israele?”
Lei
candidamente mi rispose che noi eravamo Siciliani e che quel Dio non aveva
fatto mai nulla a noi.
Non
riuscii più a credere a quel Dio e pensavo che un essere così non era mai
esistito, non con quelle modalità.
E
poi perché hanno sempre voluto farci credere e farci pensare ad un essere di
bontà, misericordioso, buono che amava tutto e tutti indistintamente?
Crescendo,
morì la nonna, ma io continuai a leggere tutti i libri, e dato che avevo
compreso che nelle Bibbie che venivano commercializzate, ogni credente ad una
fazione religiosa aveva il suo scritto di favole, narrato nel modo più
confacente al proprio credo, decisi di acquistare la Bibbia originale in
Ebraico, con la traduzione in lingua Italiana.
Feci
le comparazioni di tutte e mi accorsi che erano tutte rimaneggiate e con parole
e vocaboli artefatti in base a chi era diretta la lettura o l’indottrinamento.
Mano
a mano che andavo avanti nella lettura mi accorsi di una serie infinita di menzogne
che rendevano improbabile che fosse avvenuto l’Esodo, addirittura impossibile
che sia avvenuto, in particolare in quelle modalità.
La
mia certezza era determinata da notizie fornite sempre dalla Bibbia che si è
arrogata il diritto di affermare che essa era un libro rivelato dallo stesso
Jahweh in persona.
Hanno
voluto proporre per millenni ed a miliardi di individui che il popolo d’Israele
era stato circa 430 anni in schiavitù.
E
questo stato di sudditanza iniziò con l’entrata in Egitto di un loro Patriarca
da cui prese il nome sia il popolo che il territorio in cui si andarono a
stanziare.
Come
tutti ben sanno, il presupposto che sia esistito l’Esodo è il fondamento della
cultura Ebraica, se non ci fosse la fuga dalla schiavitù non ci sarebbe la
Pasqua ebraica, quantomeno la figura di questo El-Elohim, che ripete sino
all’esasperazione “Io sono colui che vi ha portato fuori dall’Egitto a seguito
della vostra schiavitù verso il Faraone”.
Hanno
voluto scientemente farcelo credere prima gli Ebrei e poi la Chiesa cattolica-cristiana
che si è impossessato del loro Dio spacciandolo come un Dio di pietà.
Il
tutto riconducibile all’Esodo, tutti i lettori della Bibbia hanno focalizzato
la loro attenzione su questo El-Elohim che fece uscire Israele dall’Egitto con
una moltitudine di persone quantificate sempre dagli esegeti biblici in un
numero esorbitante che solo di maschi era di 600 migliaia, quindi conteggiando
donne e bambini si supera abbondantemente i 2 milioni di persone.
Ma
l’inganno non è questo, il lettore perde di vista nella lettura, il personaggio
che avrebbe portato a termine questo disegno divino.
Eh,
si, la manipolazione dell’intero testo non è né la schiavitù, né il periodo,
quantomeno la moltitudine di anime che Mosè avrebbe portato fuori dall’Egitto.
L’inganno
è proprio lui Mosè, lui era il bis-nipote di Levi, uno dei dodici figli di
Giacobbe.
Cerchiamo
di ricapitolare brevemente la storia narrata nella Bibbia di questo mitico
individuo.
Era
il figlio di Isacco e nipote di Abramo, gli esegeti biblici lo dipingono come
colui che combatté contro un El-Elohim e non perse la vita. Da quel momento venne
chiamato Ish-Ra-El e cioè colui che combatte con un essere Alieno che nella
Bibbia viene chiamato prima El Chadday, poi Jahweh.
Questo
racconto proposto come una favola narra di lui che ebbe due mogli e altrettante
concubine e che da loro ebbe dodici figli e tante figlie che non vengono mai
menzionate tranne una che venne violentata e che diede il destro di uccidere
un’intera famiglia che dimorava a Sichem, sbeffeggiandosi di loro.
Uno
di questi figli, un certo Giuseppe venne venduto a degli Egiziani come schiavo,
solo perché era uno psicologo preistorico che aveva il dono di interpretare i
sogni.
Questa
sua dote, sempre secondo i biblisti, gli permise di interpretare dei sogni del
Faraone e di entrare così nelle grazie del monarca che gli diede il sigillo,
facendolo diventare la seconda persona più importante, dopo il Re.
Questo
dono di interpretare i sogni gli permise di fare la propria fortuna e del padre
e dei fratelli che vennero invitati dal figlio di Giacobbe, a stabilirsi in
Egitto, per sfruttare tutta la fortuna accumulata e il potere che da essa ne
derivava.
Al
momento in cui entrarono in Egitto tutta la famiglia di Giacobbe e quella di
Israele, contava 70 persone, comprese quelle di Giuseppe, sua moglie e i due
figli.
Ma
a noi interessa in modo particolare esclusivamente un fratello, un certo Levi,
molto più vecchio di lui, che a sua volta aveva avuto tre figli prima di
arrivare in Egitto, essi si chiamavano Ghereschion, Keath e Merari.
Vi
erano circa trent’anni di differenza d’età tra Levi e Giuseppe, e i figli dello
stesso erano quasi coetanei di Giuseppe, il quale quando l’intera famiglia del
padre arrivò in Egitto, aveva trentasette anni.
Giacobbe-Israele
visse ancora 17 anni in Egitto, quindi quando egli morì, Giuseppe aveva
cinquantasette anni e nel contempo i figli di Levi erano già alla seconda
generazione.
Occorre
necessariamente porre in evidenza un’altra serie di elementi, come la durata di
vita di Giuseppe che fu pari a 110 anni, cioè 56 anni dopo la morte di Israele.
Ma
ciò che è molto rilevante è il fatto che si dica che Giuseppe vide la terza
generazione di suo figlio Efraim e di Manasse.
Questa
mia spiegazione è impostata sul dimostrarvi che sia Aronne che Mosè erano già
nati e anche adulti, prima che il loro pro-zio morisse.
Questo
pro-zio, ricco e potente permise alla famiglia d’Israele di vivere nella
ricchezza ed agiatezza sino all’Esodo, in quanto la stessa Bibbia racconta che
il Faraone subentrante a quello che aveva insignito Giuseppe al grado di Vice-Faraone
accettò il rango che il precedente monarca aveva insignito il figlio d’Israele.
Non
è pertanto verosimile che la famiglia di Israele abbia patito anche un solo
giorno di schiavitù.
L’inganno
narrativo creato ad arte nella Bibbia, ha permesso tramite l’Esodo di costruire
nei minimi particolari i presupposti di una religione, riconducendo un evento
base, come la strage dei primogeniti Egiziani e l’immunità creata col sangue sullo
stipite della porta di salvaguardare i primogeniti maschi della famiglia di
Israele, questo sempre per dimostrare che non era dio, in quanto essendo lui
onnisciente non avrebbe avuto bisogno di marchi o segni riconoscitivi per
identificare se uno fosse stato egiziano o ebreo (Esodo 12,7-22-23).
A
seguito della creazione di questo primo evento inverosimile, gli Israeliti
crearono artificiosamente una Pasqua su elementi che non sarebbero mai potuti
avvenire.
Su
una presunta fuoriuscita dall’Egitto, dove a causa proprio di Giuseppe, il
popolo in schiavitù fu quello Egiziano e non Israelita, in quanto come si
evince inequivocabilmente negli ultimi passi della creazione, negli anni di
carestia, furono gli Egiziani che pur di avere il grano da Giuseppe, prima si
spogliarono del denaro, e poi dei loro terreni, poi concessero carne ed ossa a
Giuseppe e pertanto fu il suo Faraone pro-tempore che li ridusse realmente in schiavitù.
(Genesi 47,19-20).
Pertanto
essendo costruito l’Esodo su una mostruosa macchinazione artificiosa di eventi
non veritieri, ma plasmati ad arte solamente per condurre il lettore nei
meandri di un’inesistente schiavitù, per creare le basi di una nuova religione,
si volle scrivere le fondamenta del presupposto di una dominazione presunta
“divina”, di un essere Alieno che Mosè incontrò nel deserto, di cui l’unica
dote importante in quel momento fu ed era una spropositata tecnologia che in
quel momento storico un umano non poteva minimamente possedere.
Ma
cerchiamo di analizzare, con le nozioni che ora abbiamo, questo essere,
denominato Dio, che non corrisponde a quegli elementi di umanità che
contraddistinguono un essere umano da un essere “diverso” e non corrispondente
ai crismi di ordinaria analisi di un uomo.
Egli
apparteneva a quei soggetti che appaiono continuamente nelle narrazioni di
esseri mitici che popolavano la vita irreale e reale del passato, che l’uomo
fece assurgere al rango di Dei-Divinità e che noi successivamente abbiamo in parte
chiamati Dei, altri miti ed ancora, chissà perché quello narrato nella Bibbia,
lo abbiamo chiamato Dio-Creatore.
Questo
era il peggiore di tutti, in un analisi psicologica e delle cose che lui
avrebbe fatto, sempre eventi raccontati da altri e minuziosamente descritti nei
particolari, si evince indiscutibilmente che era un essere che amava la guerra,
gli piaceva uccidere, godeva delle sofferenze che arrecava agli altri, non
aveva il minimo senso di pietà, era irascibile, beveva, si ubriacava, usava
sostanze allucinogene, si stordiva con gli odori, pretendeva che la carne umana,
in particolare dei bambini primogeniti maschi e delle bestie, fossero date a
lui, s’inebriava e si calmava con il cuocere sul fuoco di certe parti del
corpo, descritte minuziosamente come di macelleria umana, specificando che se
anche gli umani si fossero appropriati di questi prodotti, da lui richiesti in
esclusiva, e venissero scoperti con l’appropriazione o la bruciatura di quegli organi,
avrebbe dovuto essere messi a morte.
Questo
essere non umano, si arrogò il diritto di uccidere chi gli pareva e come gli
piaceva, secondo la tecnologia a lui confacente e, dopo avere addestrato alla
guerra il popolo che fece girovagare nel deserto per quarant’anni, decise sua
sponte di consegnargli una terra che era abitata da altri, di uccidere tutti
coloro che l’abitavano con l’ordine imperituro “Uccidete tutti, bambini, vecchi
e donne, lasciate solo in vita le bambine che non hanno conosciuto uomo e i
bambini consegnateli a me”, chissà cosa ne faceva?
La
parte che lascia perplessi è la strage di interi popoli semitici,
l’annientamento di nazioni come i Moabiti, Amaleciti, Madianiti e tantissimi
altri, solo per rubargli la terra e concederla alla tribù d’Israele.
ATTO PRIMO.
In
un certo momento della mia vita, mi sono stancato di leggere che i proseliti di
questo El-Jahweh, dopo circa duemila anni, avessero mutato questo essere da
assassino stragista in una divinità benevola-creatrice del genere umano, il re
di tutte le guerre divenne un’entità di pace, protettore dei deboli, malati
(che odiava e non voleva in sua presenza), dispensante premi che sarebbero
arrivati dopo la morte e che si sarebbero assisi presso di lui e beati della
sua essenza-presenza.
Siamo
riusciti nell’arco di quasi 4 millenni a mutare questo essere mostruoso,
criminale contro l’intera umanità, e farlo diventare l’essere protettore di
tutti, quando secondo la narrazione biblica, egli s’interessava esclusivamente
dei suoi bisogni personali, di proteggere ed aiutare il popolo Israelita e di
tutti gli altri non gliene importava nulla, non prometteva una vita eterna dopo
la morte, ed a malapena dovevi essere felice se ti lasciava vivere la tua vita.
Sulla
scorta di questi ragionamenti, essendo io una persona che ha dedicato la vita a
proteggere gli uomini dalle prepotenze e ingiustizie e come difensore della
legge, mi misi all’opera per effettuare un “giusto” processo a quest’essere,
sulle stesse dichiarazioni riportate dai suoi proseliti Ebrei e Cristiani.
Volevo
comprendere e capire quanto e a che punto siamo stati indottrinati e plagiati
nello spazio temporale di millenni.
La
mia analisi verteva focalizzando su tutti quei passi dove, quest’essere dedito
alla guerra, potesse avere con la sua condotta commesso dei crimini e sino a
dove il suo potere potesse avere plagiato gli individui che credevano in lui ed
erano suoi complici nell’avere posto in essere tutte quelle uccisioni, stermini
di massa di popoli, crimini contro l’umanità, strage di minori, infanticidio.
ATTO SECONDO.
Per
poter mettere in atto questi miei proponimenti, dovevo comporre una giuria, con
i suoi Giudici, con il Presidente e i Giudici popolari, con due Pubblici
Ministeri e i due o più Avvocati della difesa oltre al pubblico.
Affinché
si possa svolgere un regolare processo è necessario che l’accusa prepari un
accurato fascicolo contenente i capitoli d’accusa in capo all’Imputato o agli
imputati.
I
capi d’accusa devono contenere gli elementi di colpa e gli stessi devono essere
provati documentalmente oppure avvalorati da testi che confermano l’accusa e le
tesi svolte durante il processo e contenute nel Libro Sacro agli Ebrei e
Cristiani.
È
vero, sarà un processo virtuale, ma non per questo meno importante e comunque
deve seguire certe regole che vanno rispettate.
La
prima regola da rispettare in modo assoluto, è quella riferita all’applicazione
di un diritto internazionale, cioè che si possa esperire, in e da tantissimi
stati che abbiano delle norme e caratteristiche similari, che possono essere
tese ad una condivisione d’intenti similari fra loro e con la medesima
finalità.
Occorreva
comunque superare il principio che le leggi hanno valore solo per il futuro e
non possono essere retroattive, in quanto tutti i crimini perpetrati da Jahweh-Mosè
e Giosuè sono stati posti in essere circa 3.500 anni fa, per tale motivo è
giusto applicare le leggi retroattive emanate per il processo di Norimberga e
quello della ex Iugoslavia e per Rwanda.
Affinché
un processo possa svolgersi, occorre necessariamente una legge che venga
infranta e colui che infrange i suoi precetti deve essere perseguito assumendo
la veste di imputato.
Per
contro deve esserci una struttura, un organismo che possa instaurare un
regolare processo, con dei personaggi che abbiano raccolto delle prove in capo
a questa persona.
I
soggetti che possono essere sottoposti a processo devono necessariamente avere
una buona capacità d’intendere e di volere (in altre parole essere sani di
mente), pertanto un essere che noi abbiamo chiamato Dio, associandolo a chi ha
creato l’uomo e l’intero Universo, vi è la presunzione che abbia una sana
capacità d’intendere e di volere.
Cerchiamo
di comprendere ed analizzare il nostro creatore, si certo, secondo
l’indottrinamento che abbiamo ricevuto per migliaia di anni, essendo il
pensiero dominante, colui che viene chiamato il Signore, Dio, l’Elohim, sarebbe
lui che oltre l’umanità, ha creato tutto ciò che ci circonda, l’universo, le
galassie, la stessa creazione del tutto e del niente è a lui riconducibile.
Vediamo
ora se realmente, come si narra nella Bibbia, chiamata anche Tanach o Vecchio
Testamento, se colui che noi chiamiamo Jahweh, sia il Dio Creatore che ci hanno
voluto fare credere.
Gli
esegeti biblici narrano, in questo libro che loro vogliono definire “Sacro”, in
quanto è stato dettato direttamente da questo creatore che quasi sempre dagli
studiosi ed in lingua ebraica originale, viene chiamato Elohim, oppure Jahweh, che
questo Dio crea il Mondo, l’uomo e poi lo uccide a suo piacimento.
La
narrazione contenuta in questo libro, inizia con la tesi che il creatore crea
dal nulla l’universo, la Terra, il cielo e tutto ciò che sta sopra e sotto di
essa. (teoria della relatività).
Improvvisamente,
malgrado in questa terra siano apparsi esseri straordinari come i dinosauri,
per cause non precisate questi esseri si estinguono, si viene a modificare la
fauna e la flora della terra, appare e si evolve un ominide che per migliaia di
anni si modifica sino a diventare un essere molto similare a quello attuale,
con fattezze similari alle attuali.
Verso
un periodo oscillante intorno ai 30.000 anni fa, vi è una svolta epocale,
quell’ominide si estingue ed appare all’orizzonte una nuova razza che prende il
posto della precedente.
Questo
nuovo essere, radicalmente diverso, non nella crosta esterna, che continua ad
essere similare a quella precedente, muta i componenti interni, cioè un
componente che ha sempre avuto, ma che non si sapeva che esistesse sino ai
primi anni del 1.900, quando degli studiosi scoprirono una sequenza genetica
chiamata DNA cioè acido desossiribonucleico, questo elemento conteneva la
nostra sequenza genetica, cioè quelle informazioni genetiche necessarie ed
indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo e quello di
tutti gli esseri viventi.
Orbene,
comparando le notizie genetiche del nostro organismo attuale, con quello degli
altri nostri predecessori, si venne a scoprire che il nostro DNA non era
compatibile con le specie umane che ci hanno preceduto, pertanto in un certo
momento storico qualcosa di esterno è accaduto.
Qualcuno
ha mutato il corso della nostra evoluzione.
Ma
come poteva essere accaduta una cosa simile?
La
Bibbia e/o Vecchio Testamento ed altri libri da cui questo libro ha attinto le
sue nozioni, molto più vecchi come quelli dei Sumeri-Accadi-Assiri-Babilonesi,
spiegano come tutto ciò sia potuto avvenire.
In
tutte le culture, civiltà è raccontata la medesima storia, narrano che degli
esseri provenienti dal cielo, sono arrivati sulla Terra ed hanno effettuato
delle leggere modifiche agli esseri che l’abitavano.
Le
mutazioni riguardavano la fauna, la flora e anche l’aspetto geografico dei
luoghi dove dimoravano e crescevano sia gli animali che i vegetali.
In
tutti i documenti scritti dagli uomini, prima decantati oralmente e nei tempi
tramutati in scritti, prima sulla roccia, poi sui papiri, pelli ed infine
cartacei, si raccontano sempre le stesse storie.
Dai
libri Atrahasis-Enuma Elish-Epopea di Gilgamesh deriva il Vecchio Testamento,
il quale estrapola nella sua narrativa, la creazione dell’Universo e dei suoi
protagonisti chiamati in modo diverso, ma nella realtà sono gli stessi
personaggi con un vissuto similare e con le stesse discendenze.
Vi
è poi la storia del diluvio, che si può definire realmente “universale”, in quanto
decantato sempre con la medesima modalità anche se avvenuto in luoghi diversi
secondo le fonti.
Nessuno
ha mai voluto farci caso che l’Odissea contiene gli stessi racconti con la
creazione, gli Dei, gli uomini, mutando solo i luoghi.
Noi
per squisita comodità continueremo raccontando con minuziosità di particolari,
gli eventi narrati nella Bibbia.
Nel
giardino di Alcinoo, si raccontano per filo e per segno, tutti gli eventi di
cui alla Bibbia, con fiumi che partono da quel luogo e con un particolare, che
non continuerà mai di stupirmi, in uno di questi fiumi si trovavano enormi
quantità di un minerale chiamato oro, come se tale elemento fosse necessario
come alimento.
Ma
continuiamo nel racconto biblico, inizialmente tutti i libri citati, raccontano
che l’uomo già modificato-costruito-assemblato-manipolato, venne deposto in
Eden, anzi più esattamente nel Gan Eden, che viene tradotto dagli esegeti
biblici in Giardino Recintato Protetto e anche Paradiso.
Il
termine “deposto” sta a significare che la manipolazione di questo essere era
avvenuta in un altro luogo ed il Gan Eden, era il luogo finale ove esso doveva
essere indottrinato ed addomesticato, in modo che fosse pronto a ricevere i
comandi a cui era e sarebbe stato destinato.
Sino
dalle prime righe scritte del Genesi, si dice che “Dio creò l’uomo a sua
immagine”.
Questa
frase è di facile interpretazione, anche se per millenni ci hanno fatto credere
in modo diverso. Il suo significato esprime in un modo molto semplice che
questi Dei cioè gli Elohim, hanno con il loro apporto spermatico, accoppiandosi
con le femmine che loro stessi costruivano, modificato l’essere che era già
esistente e che fuori dal giardino recintato, vivevano a migliaia.
Occorre
denotare la scaletta che si è prefisso il narratore biblico nella sua
“creazione, egli non dice che l’uomo e la donna sono nati insieme per una
inequivocabile procreazione e discendenza dell’intera umanità.
No,
questo non avvenne per mano di quel creatore che si narra nel Vecchio
Testamento.
Lui
preferisce dire che prima manipola il maschio, e poi da una “costola”
costruisce con clonazione genetica la femmina.
Qui
gli esegeti biblici hanno la prima titubanza, essi devono superare delle grosse
difficoltà per ricondurre la “creazione” cioè questa manipolazione genetica in
capo a Jahweh.
Mentre
negli altri libri Sumero-Accadici sono più espliciti, il “creatore “manipolatore
si chiama Enki, assistito da un altro scienziato manipolatore che risponde alla
sorellastra Ninur Sag.
Nella
Bibbia infatti Jahweh appare per la prima volta quando si parla di Enoch,
figlio di Seth e nipote di Adamo ed Eva, cioè circa 250 anni dopo.
Ma
perché appare? Perché il narratore biblico fece delle aggiunte alla Bibbia,
raccontando circa mille anni dopo che un monarca di nome Ciro, Re dei Persiani
aiutò il popolo ebraico a dare una forma scritta alle loro tradizioni con un
libro chiamato Tanak, ove gli Ebrei, prendendo come esempio la religione
Persiana professata da Ciro, che adorava un solo Elohim, un certo Haura Mazda,
incentivava i religiosi ebraici a cancellare tute le divinità descritte
oralmente in numero non inferiore ad una trentina, riconducendo tutto il
racconto biblico all’adorazione di un solo El-Elohim, cancellandone prima il
ricordo e successivamente la menzione nel libro Sacro agli Ebrei, per tale
motivo risalendo sino ad Enoch si riuscì a cancellare tutti gli Elohim citati
nel libro, mutandone il nome in Jahweh.
Ecco
il motivo perché non si riuscì a mutare il “creatore” in Jahweh, in quanto non
era possibile sostituirlo mettendo il suo nome, il tutto non sarebbe stato
credibile, per le circostanze e gli eventi che fra poco narreremo.
Questi
uomini chiamati Sapiens, che sostituiscono le specie che continuavano a vivere
e moltiplicarsi fuori dal Gan Eden, danno origine alla civiltà Sumera, che
nasce dal nulla, in un luogo dove questi esseri “scesi dal cielo” decidono che
questa nuova civiltà prenda piede e inizi la sua evoluzione.
Mentre
le specie precedenti arrivano dalla loro preistoria, questa nuova specie
modificata si presenta al mondo, con la sua scrittura, nozioni di astronomia,
aritmetica, geometria, numeri, capace di fondere i metalli, costruire città che
si elevano in altezza e si propagano in linea orizzontale.
La
cosa più strabiliante è che, sia nel giardino di Alcinoo che nel Gan Eden, si
narri che tale luogo fosse controllato dai Keruvin-Cherubini, cioè macchine
volanti che controllavano e custodivano con le loro “spade folgoranti” il Gan
Eden, Genesi 3,24.
Dopo
l’Elohim creatore, in persona di En-Ki e la sua sorellastra Ninur Sag, appare
ad Abramo un soggetto chiamato Dio Onnipotente che gli esegeti biblici
chiamarono col suo vero nome con il quale si era presentato e cioè El Chadday
(Dio Onnipotente), ma in pochi passi della Genesi vi appaiono una serie impressionante
di Elohim, Melkisedec e l’Altissimo tradotto quale Elyon, cioè il capo supremo
degli Elohim, Genesi 14, 18-19-20.
Tutti
questi Elohim appaiono, in quanto si stanno facendo la guerra con le loro armi
convenzionali cioè armi che lanciavano dal cielo dai loro Cavod (la Gloria del
Signore) e che produssero la distruzione di Sodoma e Gomorra, ma in altri libri,
come i Veda si parla di altre due città distrutte che si chiamavano Haratta e
Moenjodara, entrambe con armi che ancora noi non conosciamo, ma che determinarono
la distruzione di tutte e quattro le città e dei popoli che in esse vivevano.
Nel
contempo che Iddio Onnipotente, che appare scritto in Ebraico El Chadday,
continua ad comparire ad Abramo, Isacco e poi a Giacobbe, con quest’ultimo accadono
eventi meritevoli di essere menzionati, come il momento in cui Giacobbe, dopo
il commiato con suo zio Labano, attraversa un intero accampamento di Elohim,
che in ebraico viene tradotto Machanaim e che la Bibbia ricorda come Messi del
Signore, tradotti dall’ebraico Malakim, ma nella Bibbia viene detto che quello
era il Campo di Dio, dato che sempre nel predetto libro Sacro agli Ebrei. Il
termine Elohim anche se è un plurale che dovrebbe essere tradotto in Dei, viene
invece tradotto al singolare Dio.
Fatti
alcuni kilometri dall’accampamento, Giacobbe incontra per la prima volta questo
nuovo El di nome Jahweh.
Egli
combatte con Giacobbe ed al termine della lotta, stranamente finita in parità,
il figlio di Isacco viene da quel momento chiamato Jsh-Ra-El e cioè “Colui che
ha combattuto con un El-Elohim”, questo El verrà chiamato d’ora in avanti
Jahweh dagli esegeti biblici, e sarà il nume tutelare del popolo Israelita.
Ma
non è da questo episodio che lui si fa conoscere dalla famiglia di Giacobbe.
Per
poter assurgere a deità principale nella Bibbia si creano degli espedienti non
indifferenti perché questa divinità rispondente al nome di Jahweh, possa essere
adottato dal popolo ebraico quale divinità primaria e unica e nel contempo lui
essere il protettore di Giacobbe, diventato secondo le scritture Israel, cioè
l’uomo che combatté con Jahweh.
Ma
qual è l’espediente usato dai narratori biblici per fare diventare questo El un
Dio potente, unico, inimitabile?
Si
inventano una inesistente fuga dall’Egitto per scappare da un’altra
inverosimile schiavitù.
E
questa nuova verità come viene narrata?
Per
essa vengono spiegate minuziosamente tutte le fasi in cui l’evento sarebbe
accaduto, raccontando nei minimi particolari degli eventi che cercano di
proporre quali incredibili, ma che invece sono dei semplici e normali
accadimenti naturali da loro chiamate “piaghe”.
Sulla
scorta dei fatti da loro narrati, propongono la più spregiudicata menzogna e
cioè che la loro schiavitù durava da circa 430 anni, ma nel proporre queste date
dimenticano di omettere la cosa più evidente, la solita cronologia della
discendenza dei figli di Giacobbe.
Dei
fatti preponderanti, come il numero dei componenti della famiglia d’Israele che
si presenta davanti al Faraone che non vogliono menzionare, in quanto si
scoprirebbe l’inganno, viene sottaciuto, ma passa quasi in sordina che l’intera
famiglia di Israele è composta da 70 persone comprendendo anche Giuseppe, la
moglie e i figli (Genesi 46,27).
Tali
elementi a prima vista appaiono insignificanti, ma nell’esposizione narrativa
della Bibbia, hanno una rilevante importanza, in quanto a distanza di circa
ottant’anni dalla morte di Giacobbe-Israele, questa famiglia improvvisamente
diventa così prolifera superando abbondantemente i due milioni di persone, (Esodo
38,26), in quanto loro affermano che solo i maschi erano seicentomila.
Tali
affermazioni non solo sono spropositate ed inverosimili, ma fanno
inequivocabilmente divenire l’intero libro non credibile.
Ma
noi non possiamo fare altro che fingere di crederci, in quanto per migliaia di
generazioni, ci hanno indottrinato e addomesticato obbligandoci a credere che
tutto ciò che è contenuto in tale libro, essendo rivelato direttamente da Dio,
non può che essere veritiero.
Pertanto
non possiamo esimerci dal credere che tutto ciò che si narra, corrisponde a
verità, quindi continueremo a raccontare e credere ciecamente ad ogni cosa che
in tale libro viene narrato, in quanto se dovessimo contestarne il contenuto,
l’intera narrazione porterebbe automaticamente a disconoscere sia la religione
Ebraica, quella Cristiana e Islamica.
Sino
al momento in cui questo immenso popolo che era stato per 430 anni in
schiavitù, viene liberato con atti mirabolanti da Mosè, in quanto non un solo
atto viene realmente perpetrato da questo Elohim, dato che resta molto
appartato ed un po’ sottotono, si arroga l’improbabile diritto di avere portato
a termine la missione di far uscire dall’Egitto questa moltitudine di persone,
dirigendole con il suo mezzo meccanico, chiamato cavod, ma che gli Ebrei per
non farci capire che era un mezzo che volava, chiamavano la “Gloria del
Signore”, ma scrivendolo nella Bibbia originale Ebraica col nome Cavod e/o
Cabod.
Dopo
migliaia di kilometri nella penisola Sinaitica, questi milioni di persone e di animali
percorrono il deserto e vanno a fermarsi ai piedi di una montagna chiamata
prima Oreb, poi Sinai per buttarsi in braccio a questo essere che loro chiamano
Dio, ma che in realtà scrivono Jahweh e tale nome non possono neppure
pronunciarlo, pena la morte.
Questo
impressionante numero di persone, arrivati alla prima destinazione del monte
dove è stanziale questo El con il suo cavod volante camuffato da nube durante
il giorno e la notte si trasforma in un tubo fiammeggiante che esce da questa
macchina che rimane sospesa in aria e che avvolgeva le tende di questo popolo,
Esodo 40,34.
Il
vero miracolo raccontato nella Bibbia fu quello che 3.500 anni fa, questa
moltitudine di esseri che superava ampiamente i 2 milioni di uomini e donne ed
altrettanti animali, sia riuscita a sopravvivere con un filo d’acqua che
scaturiva dalle rocce del monte Sinai-Oreb, quasi totalmente privo di vegetazione
tranne quelle poche oasi in cui per poter attingere l’acqua occorreva
combattere ed uccidersi come fecero con il popolo degli Amaleciti, ma ciò che
impressiona di più è che questa moltitudine visse per circa quarant’anni di un
elemento quasi sconosciuto ai più, chiamata “manna”, che riuscì a sfamare
giornalmente le persone, che si ribadisce, essere milioni e sempre milioni
erano gli animali che si portavano dietro e che bevevano nelle pozze sgorganti
nelle oasi e gli animali mangiavano anche essi la manna.
Gli
esegeti biblici, in questi passi fanno un macroscopico errore nel non prendere
nella dovuta considerazione che agli animali occorre dare quantità enormi di
foraggio e granaglie, oltre all’acqua giornaliera, ciò che in quel paesaggio
desertico era totalmente mancante.
La
nostra caparbietà nel credere che tutto ciò che viene narrato nella Bibbia sia
vero e realmente avvenuto non può che essere encomiabile!
Ma
il paradosso sulla narrazione raccontato in particolare nell’Esodo, è quello
riferito a tutte le pretese e le richieste fatte da questa divinità che tratta
l’essere umano come una sua reale creatura e chiede di essere asservito in ogni
sua richiesta e desiderio, precisando che il mancato esaudimento o addirittura
non ottemperando ai suoi ordini, la morte era certa.
Affinché
vi sia un crimine è necessario che vi sia il mandante e l’esecutore materiale
della commissione del reato.
L’El-Elohim
che si presenta ad Abramo-Isacco e Giacobbe-Israele, si chiama El Chadday, è
lui a presentarsi con il predetto nome.
Cosa
promette questo individuo al capostipite, patriarca e genitore di Isacco e
nonno di Giacobbe?
Il
patto stipulato con Abramo prevede solo una florida e corposa discendenza e
l’insediamento nella terra che El Chadday e Abramo vedevano dall’altura che
dominava Sodoma e Gomorra, chiamata “le querce di Mamrè” (Genesi 18,1).
Questo
El-Elohim ottiene da parte di Abramo, il patto di non intromissione nella
distruzione dal cielo con il suo “cavod-Gloria del Signore” concedono l’apporto
materiale della presenza di Abramo e dell’El per la liberazione del nipote Lot
dalla cattura avvenuta dalla fazione avversa delle schiere contrarie al grande
capo in persona di Elyon (Capo Supremo, nella Bibbia viene chiamato l’Altissimo,
fatto logicamente per confonderlo con Jahweh).
A
seguito della strage perpetrata ai danni di un’altra famiglia, dimorante nella
città di Sichem, motivata da uno stupro avvenuto ai danni di Dina, figlia di
Giacobbe.
I
figli di Giacobbe passarono a fil di spada l’intera famiglia e tutta la tribù di
Camor e di suo figlio Sichem.
Successivamente
a questo evento, essendo El Chadday El-Elohim anche di quella famiglia di Camor-Sichem,
per non incorrere a quelle inutili liti con gli altri Elohim, consigliò
l’intera famiglia di Giacobbe di fuggire da Sichem, (Genesi 34,13),
chiedendogli di trasferirsi a Canaan e di mettersi al servizio di quell’El-Elohim
che apparve a Giacobbe e che con lui lottò uscendone vivo, ebbene costui aveva
il nome di Jahweh e chiamò da quel momento Giacobbe con il nome di Ish-Ra-El.
Costui
disse a Israele che lui era pronto ad accettare la loro sudditanza e
perpetrarlo stesso patto già stipulato con Abramo e Isacco, precisando che lo
scambio prevedeva l’assegnazione del territori di Canaan e una prolificazione
infinita come i granelli di sabbia e le stelle del cielo.
Ma
cosa avvenne nel frattempo, a seguito della presa di potere dei popoli pastori
Hyksos di cui Giacobbe-Israele faceva parte, un suo figlio, per vicende narrate
in modo rocambolesco come una fiaba, Giacobbe con tutta la sua famiglia
composta di 70 elementi, compresi Giuseppe, moglie e i due figli nel contempo
diventò Gran Visir del Faraone, chiamò in Egitto la sua famiglia ed ivi dimorò
in ricchezza sino alla nascita dei suoi bis nipoti Aronne e Mosè.
A
seguito dell’omicidio di un soldato egiziano, Mosè dovette fuggire dall’Egitto
ove era nato e si trasferì presso i suoi bis cugini, discendenti anch’essi da
Abramo che presero il nome del suo predecessore Madian, da cui presero il nome
di Madianiti.
Mosè
si rifugiò presso un sacerdote del culto di Jah rispondente al nome di Jethro, l’El-Elohim
Jahweh dimorava presso la montagna di Oreb-Sinai.
Come
abbiamo detto antecedentemente, il capo supremo Elyon, chiamato l’Altissimo, ma
confuso volutamente con Jahweh, assegnò allo stesso sia il territorio di Canaan
che la famiglia di Giacobbe, ma a causa del trasferimento in Egitto da parte di
questo patriarca e della sua famiglia composta di 12 figli, Jahweh aveva sì il
territorio, ma gli mancavano i sudditi per poterlo abitare, in quanto nel
contempo altre famiglie di pastori erranti, come gli Abiru, gli Hyksos, gli
Amorrei, i Chivvei, i Moabiti, gli Amalechiti, gli Edoniti, i Madianiti, i
Filistei, prima con i loro greggi e armenti occuparono i territori che Giacobbe
aveva lasciato e costruendo tantissime città fortificate.
Mosè,
pertanto avendo conosciuto nel suo esilio, questo El-Elohim chiamato
semplicemente Jah e corrispondente al Dio della luna Amorrita e anche Egiziano,
decise di stipulare con lui un nuovo patto.
Si
convenne pertanto che Mosè sarebbe dovuto ritornare in Egitto e chiedere al
Faraone pro-tempore il permesso di fare uscire la sua famiglia fuori
dall’Egitto.
Chi
ha una buona memoria, si ricorderà che circa 100 anni prima degli eventi che
stiamo narrando e raccontati nella Bibbia, Giuseppe dovette chiedere al Faraone
l’autorizzazione di fare entrare la sua famiglia per risiedere a Goshen, nel
delta del Nilo, modificandone, già allora il nome in Pi-Ram-Ses (Genesi 45,17).
Era
pertanto necessaria l’autorizzazione del Faraone sia per entrare che uscire
dall’Egitto.
Questa
autorizzazione per l’uscita, non arrivò mai, pertanto gli esegeti biblici si
inventarono di sana pianta una schiavitù di 430 anni, totalmente inesistente.
Si
inventarono altresì una serie di calamità naturali, facendo credere che fossero
tutte ascrivibili al loro Dio protettore, ma ciò che colpisce di più è la
menzogna più ardita, quella della costruzione fiabesca della Pasqua ebraica
commemorativa di una liberazione mai avvenuta dalla schiavitù in quanto
nottetempo la famiglia di Giacobbe-Israele fugge dall’Egitto, senza
partecipazione diretta di Jahweh se non con il suo appoggio esterno, anzi
dall’alto del suo cavod che indica la strada da seguire, senza incorrere nelle
roccaforti egiziane sapientemente sorvegliate dall’esercito del Faraone.
Jahweh
non appare mai personalmente, anzi lui manda un suo Malakim cioè un Angelo-Messo
incaricato di vegliare sul suo cammino (Esodo 23,23).
Occorreva
necessariamente incensare il proprio protettore, si inventano quindi un esodo
cioè una fuga mirabolante con la morte del Faraone che annega nelle acque del Mar
Morto insieme ai suoi 600 carri da guerra che avrebbero dovuto colpire 600.000
mila maschi d’Israele.
Venne
altresì, camuffato un furto ai danni del popolo Egiziano, facendolo apparire
come una donazione (Esodo 12,35-36).
Arrivati
al monte Oreb-Sinai dove dimorava stanzialmente Jahweh con il suo cavod e i
suoi Malakim, talvolta chiamati Angeli, altre volte Messi del Signore, i quali
erano dei suoi subordinati, stipulò un nuovo e definitivo patto con Mosè.
Questa
nuova alleanza prevedeva l’asservimento totale del popolo d’Israele a Jahweh e
come controprestazione l’El-Elohim avrebbe concesso il territorio che era stato
a lui assegnato e che gli esegeti biblici chiamavano la “terra del latte e
miele” che in questi ultimi 150 anni erano stati abbandonati da Giacobbe, ma
erano occupati da altri discendenti di Abramo, come abbiamo detto prima in
tutta la penisola Sinaitica sino ad arrivare ai confini del regno Hittita
nell’attuale Turchia, e quello Assiro nell’Iraq, vedendoli da un’altra
angolazione dai fiumi Tigri ed Eufrate sino ad arrivare al Nilo.
Mosè
e Jahweh decisero di fare un buon accordo, con Mosè che cedeva la proprietà
della sua famiglia asservendola alla divinità e a sua volta Jahweh con le sue
armi, che Mosè volle preventivamente vedere (Esodo 33,17-18-19-20) come il
cavod, l’Arca e il Tabernacolo, che metteva a disposizione previo addestramento
degli uomini d’Israele alla guerra, per poter conquistare i territori prima
menzionati.
Per
fare questo occorreva formalizzare i patti e come avvenne ciò?
Jahweh
in persona scrisse le regole d’ingaggio per Israele doveva rispettare pena la
morte. Tale patto non fu subito messo in opera, in quanto Mosè scendendo dal
monte Oreb-Sinai, fu avvisato da Jahweh che i suoi seguaci lo avevano già tradito
prima ancora di stipulare questo patto tramite il futuro sacerdote Aronne, dell’El-Elohim
costruirono l’immagine-idolo di un altro Elohim, la dea Hathor (Esodo 32, 27).
In
tale frangente, alla vista del vitello d’oro costruito da Aronne, Jahweh fece
vedere la sua vera natura distruttiva ordinando ai figli della famiglia Levi,
di cui sia Mosè che Aronne facevano parte: “Ognuno di voi si metta la spada al
fianco, percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso e uccidete il
fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino”, di coloro che avevano adorato
un altro Dio-Elohim.
In
quel giorno caddero circa 3.000 uomini e Jahweh ne fu compiaciuto, ma non fu
ucciso Aronne che fu il creatore del vitello d’oro.
Questo
fu il biglietto di presentazione di questo Dio di guerra che chiedeva al suo
popolo un asservimento totale e una fedeltà inimmaginabile che solo gli
animali, come per esempio il cane, riescono a dare all’uomo.
Jahweh
chiedeva che tutte le norme che lui aveva dettato che erano 613 e non dieci
come contenute nelle tavole della legge, fossero rispettate minuziosamente
senza alcuna sbavatura, né intromissione umana.
A
titolo d’esempio si ricorda nei Numeri 15, 26-32 che un uomo raccolse della
legna nel giorno di sabato e per ordine di Jahweh dato a Mosè, tutta la
comunità condusse l’uomo fuori dall’accampamento, lo lapidò e lui morì.
Questa
nuova alleanza, viene sbandierata continuamente e Jahweh ripete sino
all’inverosimile la litania della liberazione della schiavitù d’Israele, noi
invece ribadiamo che non vi fu alcun esodo, non vi fu pertanto alcuna Pasqua,
quantomeno un inseguimento di alcun Faraone che sarebbe perito annegato insieme
ai suoi cocchieri dei carri nell’attraversamento di un reale camminamento nei
canneti di una palude.
Da
tutti questi eventi raccontati quale reiterata menzogna, fanno comprendere una
serie di cose inverosimili.
Questa
nuova alleanza aveva dei contenuti nuovi, mai richiesti prima? E i nuovi patti
erano gli stessi che El Chadday aveva contratto con Abramo oppure l’Elohim non
era lo stesso, quindi Jahweh è un nuovo subentro e si arroga i patti stipulati
da altri?
Questa
Alleanza-patto, stipulato con Israele era valido esclusivamente per questa
famiglia.
In
un attimo cadono nell’oblio centinaia di biblioteche e la stessa Bibbia inizia
a vacillare nei suoi racconti.
Nel
momento esatto in cui si attesta che Mosè nella sua fuga dall’Egitto per aver
ucciso un soldato va a rifugiarsi presso un sacerdote Madianita che diventerà
successivamente suo suocero di nome Jethro.
Ma
di chi era sacerdote Jethro, lui asserviva Jahweh prima che arrivasse Mosè,
cioè attendeva ai suoi bisogni alimentari, così come spiegato nella Bibbia.
Egli
era molto felice quando suo genero arrivò con la famiglia di Israele nel monte
Oreb-Sinai accolto in pompa magna ed il suocero diede a Mosè dei consigli che
lui accolse volentieri (Esodo 18,24).
Ma
improvvisamente e senza alcun preciso motivo Jahweh comanda ad Israele di
sequestrare le donne e i bambini Madianiti “Presero tutte le spoglie e tutte le
prede “(numeri 31,9) e ancora 31,17-18 Jahweh ordinò a Mose di uccidere ogni
maschio Madianita tra i bambini e “ogni donna che aveva avuto rapporti sessuali
con un uomo”, ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con
uomini lasciatele in vita per voi.
Tale
affermazione mi ha sempre fatto sorridere, in quanto pensavo, ma come facevano
i soldati Israeliti a riconoscere le donne vergini? In altre parole uccidevano
tutte le donne adulte e risparmiavano solo le bambine.
Vi
fu la spartizione del bottino di bestie a centinaia di migliaia e le donne e i
bambini.
Ma
sapete l’aspetto grottesco dello sterminio dell’intero popolo Madianita? Mosè
con il sacerdote Eleazaro, figlio di Aronne, si arrabbiarono con i comandanti
dell’esercito israelita non perché fu sterminato tutto il popolo Madianita, ma
per il fatto che avessero risparmiato donne e bambini, pertanto per obbedire
ciecamente agli ordini di Jahweh, Mosè ordinò che quelli ancora in vita
venissero uccisi sul posto.
Questo
evento non è insignificante, esso deve essere preso con la dovuta cautela come
esempio per l’instaurazione di un processo a Jahweh, pensando che un intero
popolo di centinaia di migliaia di persone fu massacrato, uccidendo uomini,
donne, bambini e bestiame per la lucida follia omicida di quest’essere che
anche loro adoravano ben prima d’Israele e che discendeva da Madian, figlio di
Abramo.
Ciò
che non può passare in sordina è la riflessione che deriva da un comandamento e
cioè “Non uccidere” intimato al popolo e poi, il loro Dio non solo uccide, ma
fa stragi, stermina interi popoli a lui devoti, ma vi è di più, lo stesso Mosè
è mosso da una frenesia omicida ed ordina alla sua tribù, quella di Levi di
uccidere 3.000 uomini del suo popolo, solo perché suo fratello Aronne costruì
un idolo ad un altro Elohim.
Per
poter effettuare un processo credibile a carico di Jahweh, Mosè e Giosuè
chiamato anche Osea, occorre necessariamente ed obbligatoriamente una serie di
elementi affinché sia possibile espletare il tutto credibilmente.
L’evento
o gli episodi narrati nei vari passi della Bibbia devono essere realmente accaduti
affinché siano eventi degni di essere presi nella dovuta considerazione e che
essi diventino prove documentali e/o semplicemente provati con delle
testimonianze che avvalorino la tesi narrata nel libro Sacro degli Ebrei.
Ma
sapete cosa accadrà in realtà? Una modalità di risposta che nessuno si aspetta
che avvenga.
Dato
che le domande dovranno essere necessariamente poste ai ministri di culto delle
tre religioni interessate cioè quella Ebraica, Islamica e Cristiana, gli
eventuali testi interpellati sui passi oggetto di testimonianza, replicheranno
con le seguenti risposte: ADR: Dica il teste chiamato a rispondere “È vero che
il testo narrato in Giosuè 10: 36-37 afferma Jahweh lasciò che Giosuè uccidesse
il re di Ebron ed il suo villaggio con ogni abitante-Non ne lascò sfuggire uno
esattamente come aveva fatto a Eglon, la votò allo sterminio con tutte le
persone che vi si trovavano”.
La
risposta sicura è quella che tutti diranno all’unisono, che sono eventi
avvenuti migliaia e migliaia di anni fa oppure, sono narrazioni esagerate,
affinché un popolo che si accingeva ad avere un posto nel Mondo affermava per
potersi dare un tono politico di popolo al pari dei confinanti, oppure ancora,
è un’allegoria, una modalità di dire che Jahweh era potente e grande e
sicuramente una divinità più potente delle altre che proteggevano i popoli
sconfitti.
La
seconda difficoltà che si troverà è quella riferita al momento storico a cui
l’evento possa risalire, al luogo dove esso avvenne.
L’ultimo
scoglio è quello che in ogni processo ci sia oltre all’accusa un imputato che
possa rispondere alle domande e che sia un buon interlocutore che si difenda
con nozione di causa, mentre noi sappiamo sin d’ora che il processo sarà in
totale loro assenza.
Nel
nostro caso ci troviamo centinaia di episodi che non hanno bisogno di conferme
in quanto le stesse si trovano nella Bibbia che si possono attingere a piene
mani in quanto sono state avvalorate dall’atteggiamento di miliardi di persone
che non solo hanno creduto alla sincera verità degli eventi narrati, ma in nome
di questi scritti si sono evolute delle civiltà come quella Ebraica e poi
Cristiana e per ultimo quella Islamica.
Sulle
scorte delle rivelazioni contenute in questo scritto, si sono fatte guerre,
stermini di massa, distruzione di città e popoli.
Per
i predetti motivi è difficile che in un processo a quella divinità chiamata
Jahweh in due religioni e in un altro modo in quella Islamica, affermando
comunque che era la stessa persona e che loro dicono essere lo stesso Dio,
possa essere condannata in quanto con la religione Cristiana è stato modificato
in un Dio buono e misericordioso e la gente non crede che abbia perpetrato i
crimini decantati nella Bibbia e qui riportati.
Vediamo
ora di comprendere le verità nascoste in questo libro chiamato Vecchio
Testamento e/o semplicemente Bibbia, nel quale si raccontano le gesta di un
soggetto, anzi più esattamente come loro lo chiamavano al plurale Elohim, in
quanto invece è singolare cioè El che risponde al nome di Jahweh.
Questo
essere viene proposto in questo libro come colui che avrebbe “creato” l’uomo in
tutte le parti della Terra poi decise che come lo aveva fatto non gli piaceva e
lo sostituisce con un altro che aveva si le stesse caratteristiche, ma non
aveva più una durata di vita intorno ai mille anni, come i Patriarchi biblici, lo
fa “ristretto”, decide di non farlo durare più di 120-130 anni.
Gli
assegna un territorio dove vivere con un El protettore a comandarlo.
Per
lui decide di assegnarsi non un popolo, ma una parte di una famiglia, quella di
Giacobbe che sempre lui chiamerà Israele, cioè Jsh-Ra-El, in quanto prima ci
combatte insieme e dato che questo gli tiene testa e ne esce quasi indenne da
un combattimento notturno, gli “assegna” un grande futuro come figliolanza, ma
nella realtà non gli da alcun territorio (Genesi 32,25-26-29)
Ma
che fa questo Elohim, dato che i territori “lui” cioè il Creatore, anzi
l’Altissimo-Elyon (Deuteronomio 32,8) li aveva già assegnati ad altri El-Elohim
decide di combattere contro altri Elohim per prendersi i territori che sempre
lui, l’Altissimo, gli aveva assegnato, uccidendo anzi sterminando i popoli che vivevano
in quei luoghi per poi dire ai suoi protetti, cioè il popolo di Israele.
“Questo è il territorio”, che io vi avevo promesso sino dalla vostra uscita
dalla schiavitù che altri Elohim vi avevano costretto a subire, ma non poteva
assegnarseli subito, cioè tenersi per lui i territori, per non doverli uccidere
successivamente?
Questo
è un racconto senza senso e costui che la famiglia di Giacobbe-Israele scelsero
come nume protettore, non è quel “dio” che le varie comunità religiose, come
quella Cristiana volevano e hanno voluto proporci e farci credere come un Dio
buono e misericordioso.
Jahweh
era un uomo di guerra e si denota che era un El giovane e arrivista,
sicuramente a lui non fu assegnato proprio nulla, né territorio quantomeno un
popolo da farsi asservire, così con un incontro nel deserto con Mosè entrambi
per scopi affini decisero di creare quel tipo di associazione che oggi
chiameremo “a delinquere”, creando un esercito paramilitare nel deserto,
istruendolo per poi mandarlo a conquistare quei territori già occupati da altre
nazioni.
Sterminare
le persone nel luogo in cui vivevano, uccidendo tutti i maschi, bambini,
anziani e donne che avessero conosciuto uomo e mantenendo in vita solo le
bambine, in modo che potessero essere prolifiche solo per loro, mentre
uccidevano tutte le persone che avrebbero potuto vantare diritti sui territori
che loro andavano a conquistare.
Questo
genocidio, sterminio, pulizia etnica aveva il solo fine di non trovare
avversari che potessero recriminare alcun diritto sui territori che loro
andavano a conquistare.
Come
noterete, nella Bibbia le conquiste vantate sono a carico di piccoli popoli,
nazioni inesistenti, tribù, con una serie infinita di nomi, quasi tutte
discendenti da Abramo o/e dei suoi fratelli.
Nello scacchiere territoriale della penisola
Sinaitica delimitata da tre fiumi, Nilo-Tigri ed Eufrate, con il Mare
Mediterraneo ad est, ad ovest la penisola Arabica, a nord il monte Ararat e
l’Egitto a sud, una striscia di territorio di non più di 500 km. Per lato,
questo Elohim di nome Jahweh decise di scontrarsi solo con altri piccoli Elohim
come lui, protettori di esigue tribù che quasi sempre erano comandate da città
così definite, ma che al massimo non superavano un centinaio di edifici, con
popolazione che noi ora definiremo dei piccoli paesi di provincia e che al
massimo tra le mura che le recintavano, non superavano le centomila unità.
Vediamo
ora di elencare tutta una serie di crimini contro l’umanità che Jahweh avrebbe
compiuto con la connivenza dei seguenti individui, che dovremo perseguire con
un processo a loro carico.
Il
primo in assoluto da incriminare è Mosè. Infatti nella guerra contro i
Madianiti, il mandante dello sterminio è sempre l’El Jahweh, che diede l’ordine
di uccidere tutti i maschi (numeri 31,5) “Vennero consegnati dalla tribù
d’Israele mille per tribù, cioè in tutto dodicimila”, (ma dov’erano i
seicentomila uomini usciti dall’Egitto?) 7 “Essi si armarono contro Midiam come
l’El Jahweh aveva comandato a Mosè e uccisero ogni maschio”, 9 “I figli
d’Israele catturarono le donne di Miriam, i loro bambini”, 12 “Essi portarono a
Mosè, al sacerdote El’ Azar e a tutta la congrega dei figli d’Israele i
catturati”, 14 “Mosè si adirò contro i capi dell’esercito contro i capi di
mille e contro i capi di cento”, 15 “Mosè disse loro: Avete lasciato in vita
tutte le femmine?”, 17 “Ed ora uccidete ogni maschio fra i bambini e ogni donna
atta a coabitazione con uomo uccidetela”, 18 “Ogni bimba fra le femmine che non
conobbe coabitazione con maschi tenete in vita per voi”.
Prosegue
poi nella spartizione del bottino dopo la distruzione del popolo di Midiam-Madianiti
(numeri 31,35) “Persone, donne che non abbiano conosciuto coabitazione con
maschi erano trentaduemila (ricordarsi che erano bambine)”, 31,40 “Persone
umane sedicimila ed il tributo a Jahweh trentadue individui”, 31,52 “Tutto
l’oro dell’offerta che essi recarono a Jahweh era 16.750 sicli”.
Vediamo
ora in questo passo ove gli ordini di Jahweh diventano reati e Mosè è il suo
complice che esegue materialmente i crimini:
1)
il primo ordine era quello di uccidere ogni maschio madianita, tale ordine non
fu eseguito alla lettera, in quanto Mosè si adirò contro i capi dell’esercito
dato che i soldati d’Israele catturarono le donne e i loro bambini,
2)
Mosè pertanto chiese ai suoi comandanti: “Avete lasciato in vita tutte le
femmine?”, ed alla risposta affermativa, rispose che occorreva uccidere tutte
le donne che si erano unite agli uomini ed erano nati figli e contestualmente
uccidere i nati solo di sesso maschile, lasciando vive le bambine,
3)
per ultimo occorreva spartirsi il bottino, non indifferente di quasi un milione
di bestie, e donne in numero di 32.000, pertanto gli uomini uccisi erano
sicuramente altrettanti, mentre le persone umane catturate erano 16000, mentre
coloro destinati a Jahweh erano 32 individui anzi 32 bambine.
Vediamo
ora di comprendere quali reati sono da prendere in considerazione secondo la
narrazione biblica.
Un
popolo decide di andare in guerra contro un altro popolo e per tale motivo
mette in moto tutte quelle arguzie e tattiche militari che conosce affinché
possa uscirne vincitore.
Secondo
il motto che ogni guerra debba avere i suoi morti, nel caso che stiamo
analizzando è lo stesso cronista di guerra che ci dice che dalla sua fazione,
grazie al censimento prima effettuato cioè prima della battaglia dalle sue fila
nessuno manca, cioè alcun morto.
Mentre
dall’altra fazione, quella dei Madianiti si racconta che vi sono 32.000 morti,
16.000 “persone umane” catturate e 32.000 femmine.
In
una normale cronaca di guerra tutto ciò sarebbe passato nella cruda normalità
di quel tempo, ma allora dove si annidano i crimini preventivamente sbandierati
degni di passare all’incriminazione di Jahweh, Mosè?
L’ordine
ricevuto da Mosè e a sua volta dato ai comandanti d’Israele era “Uccidete ogni
maschio” e sin qui nulla è ed era anomalo in quanto in guerra allora andavano
solo i maschi.
Ma
ciò che induce qualunque persona di Diritto a riflettere, era la domanda posta
da Mosè ai suoi generali “Avete lasciato in vita tutte le femmine e i loro
figli maschi?”
Questa
frase è quella che permette la Giustizia terrena di incriminare sia Jahweh che
Mosè per lo sterminio selettivo che si volle fare di tutte le donne, bambini
maschi e degli adulti.
In
altre parole potevano rimanere in vita solamente le donne che non avevano avuto
figli, in quanto sarebbero servite come incubatrici-schiave del popolo
d’Israele, le quali non avrebbero mai potuto vantare alcun diritto sulle terre
in cui stavano dimorando.
Questa
pulizia etnica venne d’ora in avanti applicata sistematicamente dai comandanti
dell’esercito israeliano, a carico di altri popoli, come vedremo più avanti,
denominati Moabiti-Amaleciti-Amorrei, i quali si erano stanziati nei territori
che Jahweh aveva preso di mira, ma che non riuscirà mai ad ottenere e
conquistare nei secoli e millenni se non con uno strano stratagemma inventato
nel secolo XX, appena trascorso.
Analizziamo
ora una modalità anomala per un dio, come strano è in questo parlare di tributo-bottino
di guerra e la porzione che sarebbe toccata a lui.
Non
si comprende il perché ad un dio spettasse un tributo sui proventi della guerra
ed esattamente 16.750 sicli d’oro, mentre il “tributo” umano era di 32
individui, femmine, bambine.
Occorre
distinguere sugli individui, siccome i bambini maschi vennero uccisi con i loro
padri e le loro madri, cosa ne faceva Jahweh di 32 bambine che non avevano
toccato nella loro vita il maschio?
Ma
vediamo ora di proseguire nel racconto biblico affinché vi sia la prova della
reiterazione dei crimini da parte di Jahweh e di Mosè.
Nel
Deuteronomio 2,33-34 si afferma “Sotto la guida di Jahweh, gli Israeliti
sterminarono completamente le donne e i bambini di Sicon, “non vi lasciarono
nessuno in vita”.
Deuteronomio
3,6 “Noi li distruggemmo come avevamo fatto per Sicon, re di Cheshbun,
distruggendo ogni città, uomini, donne e bambini, ma tutto il bestiame ed il
bottino della città predammo per noi”.
Deuteronomio
7,2 “E l’El-Elohim Jahweh li avrà posti davanti a te e tu li avrai battuti,
dovrai distruggerli completamente, non dovrai fare patto con loro e non dovrai
averne pietà”.
Questo
passo è da carnefice impietoso, non solo che li avrai battuti, ma dopo dovrai sterminarli,
senza fare alcuna alleanza e non farai loro grazia.
Deuteronomio
20,4 “Perché l’El-Elohim vostro Jahweh cammina con voi per combattere per voi
contro i vostri nemici”. Qui vi è il coinvolgimento personale, 20,13 “l’El-Elohim
tuo Jahweh, darà la città in tua mano e tu passerai ogni suo figlio maschio a
fil di spada” 20,16 “Infatti delle città appartenenti a questi popoli che l’El-Elohim
sta per darti in possesso non dovrai lasciare in vita alcun essere vivente, ma
li dovrai distruggere, il Chitteo, il Cananeo, il Perizeo, il Chivveo e lo
Jevuseo come l’El-Elohim Jahweh ti ha comandato.”
In
questo passo è evidente il fine di Jahweh di non lasciare in vita nulla che
respiri, facendo una pulizia etnica del popolo che lui aveva deciso di
distruggere donne, vecchi, bambini, maschi, tranne quelle donne che non avevano
avuto figli e, poi pensate che tipo di punizioni a coloro che non si adeguavano
oppure erano disobbedienti?
Deuteronomio
28,47 “Come punizione per non avere servito l’El-Elohim Jahweh tuo, con gioia e
con letizia, quando avevi tutto in abbondanza servirai il nemico che l’El-Elohim
manderà contro di te” ed ancora “l’El-Elohim susciterà contro di te una nazione
da lontano dell’estremità della terra che si getterà su di te come fa l’aquila
… una nazione fiera che non porta rispetto al vecchio e che non sente pietà per
il bambino”… ed ancora 28,53 “Mangerai il frutto del proprio seno, le carni dei
propri figli e delle proprie figlie”.
Da
questo momento entra in scena un nuovo condottiero israelita di nome Giosuè,
figlio di Nun della famiglia del figlio di Giuseppe, gran Visir, di nome
Efrain, questo comandante delle truppe d’Israele, ormai così “benedette” da
Jahweh, equipaggiate con armi tradizionali, ma addestrate dagli Angeli-Messi-Malakim
alle dirette dipendenze e ordini dell’El-Elohim.
Giosuè
chiamato anche Osea, secondo la Bibbia era un capo spietato e sanguinario,
vediamo secondo la narrativa biblica gli eventi e le stragi a lui
riconducibili, sotto gli ordini di Jahweh, Giosuè 6 “E destinarono
all’interdetto tutto ciò che era nella città passando a fil di spada uomini,
donne, fanciulli, vecchi, buoi, pecore e asini”. “Bruciarono poi la città di
Gerico e tutto quanto contenuto, risparmiando l’argento, l’oro, i vasellami di
bronzo e di ferro che depositarono nel tesoro della casa dell’El-Elohim.
Giosuè
8, 22-25 “Cosicché furono battuti in modo che non ne rimase né superstite, né
fuggiasco. Ma il re di Ai lo catturarono vivo e lo condussero da Giosuè. Quando
Israele ebbe terminato di uccidere gli abitanti di Ai, sia in aperta campagna
come nel deserto, dove li avevano inseguiti e colpiti dalla spada finché non ne
rimase alcuno, Israele tornò verso Ai e la mise a fil di spada. Dodicimila
furono tra uomini e donne che caddero in quel giorno, cioè tutta la gente di Ai
e Giosuè non ritirò la mano nella quale teneva la lancia, fintantoché non ebbe
sterminato gli abitanti di Ai, in altre parole nessuno sopravvisse.”
Giosuè
10,11 “L’El-Elohim scagliò dal cielo su di loro grosse pietre fino ad Azecà e
morirono. E furono più quelli che perirono per i sassi della grandinata, che
quelli che ne avevano ucciso i figli d’Israele con la spada.”
Giosuè
10,28 “In quello stesso giorno, Giosuè prese Makkedà e la passò col suo re a
fil di spada, votandola all’interdetto con tutte le persone che vi si trovavano
senza lasciare superstite alcuno e usò il re di Makkedà lo stesso trattamento
al re di Gerico.”
Giosuè
10,29 “Poi Giosuè a tutto Israele con lui passarono da Makkedà a Livnà, dando
l’assalto a quest’ultima. Giosuè la ridusse a fil di spada con tutte le persone
che vi si trovavano senza lasciare superstiti, usando lo stesso trattamento di
Gerico”.
Giosuè
10,31 “Quindi Giosuè passò da Livnà a Lachish accampandosi dirimpetto a questa
e l’attaccò. L’El-Elohim diede anche Lachish in mano ad Israele che la conquistò
al secondo giorno, la passò a fil di spada con tutte le persone che vi si
trovavano come aveva fatto a Livnà”.
Giosuè
10,33 “Allora Horam, re di Ghezer, si mosse per aiutare Lachish, ma Giosuè batté
lui e la sua gente in modo da non lasciare alcun superstite”.
Giosuè
10,34 “Giosuè con tutto Israele passò da Lachish a Eglon, si accamparono e
diedero l’assalto. Presala in quel medesimo giorno la passarono a fil di spada
con tutti gli abitanti che erano in essa votandola all’interdetto come si era
fatto a Lachish”.
Giosuè
10,36 “Da Eglon salì Giosuè con tutto Israele a Chevron e l’attaccarono.
Presala, la passarono a fil di spada col suo re con tutte le sue città insieme
a coloro che vi abitavano in modo che non ne rimase superstite, come era già
stato fatto a Eglon, votandola all’interdetto con tutte le persone che vi si
trovavano”.
Giosuè
10,38 “Allora Giosuè con tutto Israele si rivolse a Devir e l’attaccò. La prese
col suo re e con tutte le sue città mettendo la a fil di spada, votando
all’interdetto ogni persona che vi si trovava, cosicché non ne rimase
superstite. Trattò Devir e il suo re come aveva fatto a Chevron e a Livnà e al
suo re”.
Ed
ancora, Giosuè 10,40 “Conquistò tutto il paese, la contrada montuosa, il
mezzodì, la regione bassa, le pendici dei monti e tutti i loro re. Non ne
rimase superstite, votando all’interdetto ogni anima viva come aveva comandato
l’El-Elohim Jahweh d’Israele”.
Così
Giosuè li sconfisse da Cadesh Barnea fino a Gaza (Azza) e tutto il paese di
Goscen fino a Ghiv’on.
Vorrei
porre l’attenzione del lettore che il termine “interdetto” è sempre il Signore
cioè l’El-Elohim, e che Dio è sempre scritto Jahweh e che l’interdetto di cui
si parla è sempre il Dio-Jahweh che l’esegeta biblico vuole camaleonticamente
ingannare, facendogli credere che sia un personaggio diverso, in realtà il
termine “votò all’interdetto” è la solenne promessa che la persona-la cosa-la
città era stata dedicata-separata in modo esclusivo all’El-Elohim-Jahweh cioè
il Signore-Dio.
Giosuè
11,6-7-8 “Jahweh ordinò a Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque di
Merom, tu taglierai i garretti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri,
Giosuè col suo esercito e sotto il comando di Dio sterminò il nemico senza
lasciare scampo a nessuno, ed ancora, infatti l’El-Elohim Jahweh faceva si che
il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse
allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro e li distruggesse come il
Signore El-Elohim aveva comandato a Mosè”.
Giosuè
11,11-12-13-14 “Passò a fil di spada ogni anima vivente che vi si trovava
votandola all’interdetto. Non vi lasciò anima viva e la città di Chatsor fu
data alle fiamme. Giosuè prese tutte le città di quei re, tutti i loro re li
passò a fil di spada, li votò all’interdetto”. Ed ancora “Le persone le
passarono a fil di spada fino al loro totale sterminio, senza lasciare anima
viva”.
Giudici
1,8-9 “I figli di Giuda combatterono poi contro Gerusalemme e la conquistarono,
ne uccisero gli abitanti a fil di spada, ed incendiarono la città.
Giudici
3,29 “Allora batterono Moav, circa diecimila uomini, tutti sani e prodi e non
scampò nessuno”.
Giudici
18, 27 “Giunsero sino a Laish, da una popolazione tranquilla e sicura, la
percossero a fil di spada e bruciarono la città col fuoco”.
Giudici
20,17 “E gli uomini d’Israele si censirono senza Beniamino e risultarono
quattrocentomila atti a maneggiare la spada, tutti guerrieri. Essi si mossero e
salirono a Beth-El, consultarono Jahweh per sapere chi doveva attaccare per
primo i figli di Beniamino e gli Israeliti uccisero ventiduemila uomini”.
È
inaudito, Jahweh uccide i suoi stessi figli.
Giudici
20,25 “Il secondo giorno uccisero altri diciottomila, tutti atti a maneggiare
la spada”.
Giudici
20,35 “Il terzo giorno Jahweh, l’El-Elohim sconfisse Beniamino davanti Israele
e in quel giorno Israele uccise venticinquemila e cento uomini, tutti atti a
maneggiare la spada e diedero alle fiamme tutte le città che trovavano, le
persone rimanenti in città fuggirono nel deserto, ma li attendevano in agguato
Israele e caddero lì diciottomila uomini, tutti di valore e poi uccisero qua e
là per le strade altri cinquemila uomini subito a Ghid’on altri duemila,
arrivarono a Selà Rimmon uccisero seicento uomini passandoli a fil di spada e
distruggendo interamente la città”.
Giudici
21,10-12 “La comunità uccise ogni uomo e ogni donna non vergine di Jabes in
Galad. Trovarono 400 vergini da portare con sé”.
Dai
passi precedenti si comprende che dopo la scomparsa di Mosè e la morte di
Giosuè-Osea, la situazione muta radicalmente, si susseguono vari condottieri e
sacerdoti nel comando di Israele, quando all’orizzonte appare una figura molto
carismatica, Samuele, costui era un fanatico servo della volontà di Jahweh.
Samuele
14,47 “Quando Saul ebbe preso possesso del regno d’ Israele mosse guerra a
tutti i suoi nemici d’intorno, Moav, i figli di Ammon, Edom, i Filistei e
ovunque si volgeva vinceva. Compì atti di valore, sconfisse gli Amaleciti”.
Samuele
15, 7-8-9 “Dopo avere vinto Amalec, prese vivo Agag, re di Amalec e distrusse a
fil di spada tutto il popolo. Saul e il popolo risparmiarono Agag”.
Jahweh
si rammaricò con Samuele perché non aveva ottemperato agli ordini ricevuti di
uccidere tutti e per tale motivo era indegno di essere re perché non aveva
ucciso il re Agag e a quel punto 15,33 “Samuele disse: Come la tua spada ha
orbato dei loro figli tante donne così sia orbata fra le donne tua madre e
Samuele trafisse Agag davanti all’El-Elohim in Ghilgal”.
Samuele
II 8, 1-18 “In seguito David batté i Filistei e li umiliò”. “Sconfisse pure i
Moabiti con due terzi di morti”. “Uccise e sterminò ventimila fanti”. “E quando
vennero gli Aramei ne uccise ventiduemila”. “Uccise diciottomila Edoniti”.
Samuele
II 10,18 Davide uccise settecento pariglie di cavalli e quarantamila Aramei.
Jahweh
aveva anche dei suoi subordinati, in Re 19,35 “In quella stessa notte uscì un
inviato dell’El-Elohim chiamato Angelo e Messo del Signore e percosse nel campo
degli Assiri centocinquantamila uomini, e quando la gente si levò al mattino
videro che erano tutti cadaveri”.
Cronache
2, 13-17 “Jahweh diede il controllo degli Israeliti ad Abia e Giuda.
Cinquecentomila Israeliti al comando di Geroboano morirono”.
Ezechiele
20,26 Israele insorse e la punizione di Jahweh fu sobria “Feci si che si
contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro
primogenito per atterrirli, perché riconoscessero che io sono l’El-Elohim”.
ATTO TERZO.
PREMESSA.
Come
preannunciato sin dalle prime pagine di questo scritto, il cosiddetto Dio degli
Ebrei è un personaggio sicuramente sgradevole, assume nel Libro Sacro una
connotazione di essere essenzialmente geloso, uno stragista, ripuliture etnico,
pregno di vendetta, assetato di sangue, un omofobo, femminicida, razzista ed
infanticida, con il genocidio nel suo DNA, dedito alla pestilenza, sadomasochista,
capriccioso e dedito al male ed è in assoluto il primo antisemita della storia.
Dal
Vecchio Testamento traspare sin dalla Genesi ed in tutti i suoi libri
successivi, un Dio crudele, propenso a terrificare gli uomini, vendicativo.
In
tutta la Bibbia non vi è un solo passo dove possano trasparire in Jahweh dei
sentimenti di pietà e di misericordia.
Se
tale essere fosse apparso ora, sicuramente sarebbe stato interdetto e ristretto
in un Ospedale psichiatrico.
Questo
essere, saturo di sentimenti anti ebraici-Semiti, non è sicuramente quel Dio
teologico-spirituale che vogliono fare apparire nel nuovo Testamento.
Jahweh
è un essere tra i più spregevoli criminali che la storia possa annoverare, fra
i più arroganti che la letteratura possa aver proposto, che si circondava di
soggetti tendenti alla schizofrenia e malvagità come Mosè, stragisti convinti
come Giosuè-Osea per poi continuare con Samuele, Saul, Davide e Salomone, tutti
dediti e atti alla violenza ed esecutori materiali dei crimini commissionati da
Dio-Jahweh, tutti questi soggetti inclini alla commissione della violenza
perpetrata nei confronti delle tribù Cananee, loro cugini e tutti Semiti con
discendenze e avi comuni.
Per
i predetti motivi trovo giusto che questo essere debba essere sottoposto a
processo nello stesso modo con cui si è svolto il processo di Norimberga e con
le stesse modalità e con gli stessi principi che hanno mosso le nazioni a
perseguitare i crimini che i Nazisti di Hitler hanno perpetrato con il fine di
sterminare popoli come pulizia etnica, come gli Ebrei e Zingari.
Le
modalità in cui si deve svolgere tale processo, devono ricalcare quelle del
processo di Norimberga e cioè:
1)
con la sua composizione di Giudici,
2)
dei P.M. che hanno raccolto le prove ed hanno creato i capi di imputazione
attingendoli esclusivamente dalla Bibbia,
3)
dei testimoni che saranno sacerdoti e/o ministri del culto delle varie
congregazioni religiose come quella Ebraica, Cristiana, Valdese,
Greco-ortodossa, Protestante, le quali tutte dovranno confermare la verità
biblica in questo senso:
a)
A.D.R. i passi richiamati nei capi di accusa corrispondono alla verità biblica?
b)
non si può e non si deve ricevere commenti dai testimoni, la risposta non può
che essere corrispondente a SI oppure NO, senza che il testimoniando emetta
pareri personali, sul genere “erano figurativi”, “si voleva intendere”, “si è
cercato di spiegare” ecc.
SVOLGIMENTO
DEL PROCESSO.
Preliminarmente
è necessario concordare con tutte le parti in causa e cioè il Collegio
Giudicante, i Pubblici Ministeri e gli Avvocati, devono essere tutti
consenzienti su quale legge applicare, rammentando che essa deve essere
retroattiva e dire su quale convenzione, si effettua il processo.
Dopo
aver optato a quale tipo di leggi a cui occorre sottoporre gli imputati,
rammentando che noi in Italia, nel caso di un Processo di strage-sterminio-pulizia
etnica-genocidio dobbiamo creare una Corte d’Assise, pertanto un Presidente del
Collegio Giudicante, almeno due Giudici di cui uno deve essere il Relatore, sei
Giudici popolari oltre altri 4 in caso di un indisposizione da parte dei
popolari già designati.
La
composizione di questa giuria può essere mutata in base a quale rito si vuole
aderire e quale legge si vuole e si desidera applicare.
Io
proporrei e opterei per una legge internazionale, il Collegio Giudicante
composto almeno da 3 Giudici, con una giuria popolare composta da almeno 11
individui, i quali si ritirano a deliberare emettendo il verdetto di COLPEVOLE
o INNOCENTE, senza che i Giudici “Togati” possano influire sulla sentenza, non
entrando in Camera di Consiglio con i Giudici Popolari, i quali dopo aver
sentenziato sul caso, debbano leggere solo il verdetto COLPEVOLE o INNOCENTE e
farlo leggere dal Collegio Giudicante.
Il
P.M. dovrà prima creare tutte le prove ricavandole esclusivamente dal TESTO
SACRO denominato “ANTICO TESTAMENTO” oppure la BIBBIA, nella sua totale
composizione con tutti i libri annessi.
Oppure
creare un Collegio Giudicante di 11 Giudici, come fosse un caso Internazionale.
Non
è possibile mutare le diciture contenute nei passi della Bibbia, essa deve
essere applicata alla lettera.
Non
sarà possibile effettuare “traduzioni” diverse applicate sia dalla Bibbia MASORETICA,
quantomeno da quella Ebraica.
Non
sarà permesso mutare i capi d’accusa in corso del procedimento.
Preparare
una lista di testi da sottoporre alla Corte d’Assise o Corte Internazionale e/o
come si vorrà chiamarla.
Preparare
eventuali C.T.U. per la traduzione di eventuali contrasti nei termini
contemplati sia sulla Bibbia originale ebraica, che in quella Masoretica.
Preparare
la nomina di tutti i difensori dei vari imputati:
1)
Jahweh
2)
Mosè
3)
Giosuè
4)
Samuele
5)
Saul
6)
Davide
7)
Salomone
Dato
che non vi sarà interlocuzione, né dialogo con gli imputati, il P. M. e gli
Avvocati degli imputati potranno concludere con relative requisitorie ed
arringhe.
Per
poter formulare i vari capi d’imputazione è importante darsi delle linee guida,
pensando che certi atti criminali possono essere chiamati tali solamente se
sono stati previsti da accordi internazionali e noi prenderemo nella dovuta
considerazione la dichiarazione congiunta di Francia, Gran Bretagna e Russia,
resa nota il 24 Maggio 1915, riferita ai reati commessi dalla Turchia contro il
popolo Armeno e per la pria volta, venne coniata la dicitura “reati commessi
contro l’umanità e la civiltà”.
Fu
solo dopo la fine del II ° conflitto mondiale che si prese coscienza
dell’esistenza di un diritto Universale applicabile all’intera umanità e ad
ogni gruppo sociale riunito in un popolo, nazione, tribù.
Si
riconobbe pertanto l’esistenza di un diritto presente sino dalla nascita
dell’uomo sulla Terra, si ribadisce diritto comune a tutti gli uomini,
indipendentemente dalle varietà sociali e culturali di adesione e riferimento,
di qualunque continente, di impronta Etica, cioè di qualunque tipo comportamentale,
carattere, condotta, religione o cultura.
Orbene
quando questi diritti vengono lesi in ogni longitudine e latitudine della Terra
deve essere prevista una sanzione oltre che al rispetto morale.
Il
predetto diritto necessariamente non può che riferirsi alla lingua, alla
cultura, cioè quei gruppi umani che condividono quei valori che fanno riconoscere
i popoli, le razze, gli ideali, l’ambiente, la religione, il loro dio o gli
dei.
-Trattato
di Versailles del 28-6-1919, enunciando il diritto di giudicare e punire i
responsabili di gravi violazioni delle leggi e usi di guerra.
-Alla
fine della II° guerra mondiale che si sente il bisogno di dare una connotazione
giuridica nel voler perseguire le violazioni gravi delle leggi di guerra
perpetrate in Germania e in Giappone stipulando accordi tra gli alleati e la
costituzione di Tribunali militari internazionali per giudicare i criminali di
guerra, i cui crimini non hanno localizzazione geografica precisa, siano essi
accusati a titolo individuale o in quanto membri di organizzazioni o di gruppi
oppure per entrambi i titoli precedenti.
Nel
1993 il Consiglio di Sicurezza ONU, ha istituito il Tribunale Internazionale
Penale per i crimini commessi nella ex Iugoslavia e per i crimini commessi in
Ruanda.
Il
predetto Tribunale è competente a giudicare i crimini contro l’umanità, incluso
il genocidio, anche nella forma detta PULIZIA ETNICA, ha sede all’Aja, composto
da 11 Giudici. Comprende anche un Procuratore incaricato della fase istruttoria
dei procedimenti.
A
differenza del Tribunale di Norimberga, quello dell’Aja non pronuncia sentenze
di morte.
Quando
venne istituito il Tribunale di Norimberga, elencarono tra i reati da
contestare ai criminali nazisti, “il crimine contro l’umanità”.
È
stato rilevante distinguere tale reato dal crimine di guerra, codificare i due
reati è stato importantissimo, in quanto è poi servito successivamente alla
fine del XX secolo per instaurare il processo contro quei militari che si
macchiarono sia dei crimini di guerra che di quelli riferiti ai crimini contro
l’umanità.
In
Italia nel 1998 vi è stata l’approvazione del provvedimento chiamato “Statuto
di Roma” dove si istituiva la Corte Internazionale in cui il reato di crimini
contro l’umanità è uno dei principali reati che la Corte potrebbe perseguire,
insieme ai crimini di guerra e di aggressione.
Sinora
i crimini contro l’umanità sono stati ascritti in tema di responsabilità penale
quasi esclusivamente a capi di Stato, dittatori e Generali, sempre e comunque a
una stretta cerchia di persone al potere che detengono una certa supremazia
politica, ma nessuno aveva mai pensato di ascrivere questo crimine ad un
dittatore religioso, cioè a colui che ha creato la religione Ebraica e quella
Cristiana Cattolica, che intorno all’anno zero si appropriò del Dio Ebraico e
del suo libro Sacro cioè Bibbia o Vecchio Testamento.
Ma
quali sono i reati perseguibili nei confronti di Jahweh e quali sono i crimini
che costui ha realmente effettuato? Sicuramente lui ha comandato ed eseguito
personalmente e/o ordinato ai suoi emissari, chiamati a volte Patriarchi,
Sacerdoti, Profeti, Re, i crimini contro l’umanità e deve pertanto essere
perseguito, per genocidio perché volle la pulizia etica dei popoli Moabiti,
Madianiti, Ammoniti, Amaleciti effettuando lo sterminio di massa, il genocidio,
strage con l’aggravante della premeditazione e la continuazione reiterata dei
reati per motivi abbietti e futili.
Abbiamo
già detto che a carico di Jahweh siano poste le imputazioni di pulizia etnica,
genocidio, sterminio di massa, deportazione, crimini di guerra, schiavismo,
distruzione e devastazione di circa 20 città.
Vediamo
che in concreto nei confronti di Jahweh e dei coimputati sono associati quei
crimini previsti in ogni Tribunale di ogni Nazione ed esattamente come crimini
di guerra, contro la pace e contro l’umanità, con una precisazione che i
predetti crimini non possano ricadere nella prescrizione e comportano
inevitabilmente un risarcimento dei danni, aggiungendo anche la relatività
della norma.
Quali
sono gli elementi essenziali che qualificano il crimine di genocidio:
1)
l’intenzione di porre in essere i crimini e gli elementi inequivocabili oltre alla
pianificazione dell’eliminazione del gruppo preso di mira;
2)
che vi sia un ente, una persona e/o un essere oppure uno Stato o Nazione, nel
nostro caso la tribù di Giacobbe-Israele, che organizza la pianificazione dello
sterminio;
3)
il porre in essere tutti quegli atti criminogeni rivolti contro le persone che
fanno parte di quel gruppo, tribù etnico razziale e/o religioso, rammentando
che deve essere l’intero gruppo ad essere perseguitato e sottoposto al
genocidio, perché se fossero una o poco più di qualche persona non sarebbe una
Corte Internazionale a prendere le loro difese, ma gli stati nazionali;
4)
vi deve essere la volontà, l’intenzione di una parte contro un’altra di
annientare l’intero gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso determinato
da un criterio insano e malvagio, nei confronti del gruppo “vittima” che
l’aggressore ha scelto per la sua distruzione;
5)
tante nazioni codificano nel proprio ordinamento il concetto di complicità nel
porre in essere quelle attività criminali nell’avere commesso e/o solamente
“incoraggiato” con consigli e apporti morali che riguardano lo sterminio e il
genocidio dei crimini contro l’umanità.
Sia
i P. M. che gli Avvocati difensori dovranno depositare nelle mani del nominando
Presidente della Corte Internazionale, la lista dei testi ed eventuali
Consulenti Tecnici d’Ufficio. Al termine dell’escussione dei testi e delle
eventuali C.T.U. da svolgere su richiesta delle parti. i P. M. dovranno fare le
rispettive requisitorie mentre i difensori dovranno espletare le loro
conclusioni con le arringhe per ciascun imputato. La Corte si dovrà ritirare
per l’emissione della sentenza.
TRIBUNALE
PENALE INTERNAZIONALE
DEI
DIRITTI DELL’UOMO
SEZIONE
DISTACCATA DI TORINO
Caso
n. ISRAELE 09-09-2020
Il
P. M. del Tribunale
CONTRO
-JAHWEH
-MOSÈ
-GIOSUÈ
-SAMUELE
-SAUL
-DAVIDE
-SALOMONE
Il
Pubblico Ministero del Tribunale Penale Internazionale per la famiglia di
GIACOBBE-ISRAELE, in virtù dei poteri che gli sono stati conferiti nell’art. 18
dello Statuto del Tribunale Penale Internazionale, Sezione distaccata della
Città di Torino, per la famiglia di GIACOBBE, meglio conosciuta come ISRAELE
ACCUSA
-JAHWEH,
conosciuto anche come DIO, ADONAI, GEOVA, IL SIGNORE, L’ETERNO, L’ALTISSIMO, EL
CHADDAY, L’INTERDETTO, ELYON
E
-MOSÈ
E
-GIOSUÈ
E
-SAMUELE
E
-SAUL
E
-DAVIDE
E
-SALOMONE
DI
CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ
E DI VIOLAZIONI DELLE LEGGI O DELLE CONSUETUDINI DI GUERRA
In
base a quanto specificato in seguito.
IMPUTATI
1)
JAHWEH, non conosciuto il luogo e la data di nascita, meglio conosciuto come
Dio e anche Geova e con tanti altri nomi di cui all’accusa, dimorante per molto
tempo presso il deserto e le alture del Sinai, apparso per la prima volta ad
Abramo intorno il 2.000 a.C., facendosi chiamare anche El-Elohim, El Chadday, IL
Signore, Dio, esercitando di fatto il monarca della tribù di Giacobbe,
denominato poi Israele, ora chiamato semplicemente Dio.
Jahweh
ha iniziato la sua carriera di divinità biblica dopo l’incontro con Giacobbe
che una notte combatté con lui una lotta in cui alcuno fu vincitore, dopo
questa lotta Giacobbe venne chiamato Ish-Ra-El e cioè “colui che ha combattuto
un El”.
Solo
dopo l’incontro con Mosè, Jahweh prese il potere su tutto il popolo ebraico
proclamandosi il loro unico ed esclusivo Dio della famiglia di Israele, dato
l’inesistenza del popolo Ebraico, non ancora formatosi.
Il
vero e proprio impossessamento della tribù di Israele avvenne tra il 15° e 10 °
secolo a.C. quando Mosè incontrò Jahweh nel monte Sinai, con tutta la sua
famiglia ed altri esuli dall’Egitto.
L’incoronazione
come monarca di Jahweh viene narrata nella Bibbia al punto Esodo 34,27 “Io
concludo un’alleanza con te e con tutto Israele”, ed ancora Esodo 40,35 “E la
Maestà divina riempiva il tabernacolo” e con la presentazione di 70 anziani
della tribù d’Israele nel monte Sinai di cui all’Esodo 19,9-10-11-12-19-20-21-22-24.
Da
quel momento con l’insediamento del comando divino, Jahweh, mandò dei suoi
subordinati, chiamati Malakim, ma anche Messi del Signore ed altresì Angeli, ad
insegnare alla tribù d’Israele l’arte della guerra, Esodo 33,20 “Io mando
dinanzi a te un messo incaricato di vegliare sul tuo cammino e per condurti
alla meta che io ho disposto.”
2)
Da quel momento inizia la campagna del terrore e, per prima cosa Dio-Jahweh
comanda, tramite Mosè di uccidere tremila persone che avevano avuto l’ardire di
adorare un altro Dio, Esodo 32,27 “Alla vista del vitello d’oro, Dio-Jahweh
comandò ai figli di Levi di mettersi la spada al fianco e di uccidere tutti
quelli che avevano adorato il vitello d’oro e cioè un altro Dio-Elohim e quel
giorno caddero circa tremila uomini e Dio ne fu compiaciuto”, ma non cadde
Aronne, fratello di Mosè e il costruttore del vitello d’oro.
3)
Jahweh e Mosè a degli oppositori interni al regime dittatoriale che si stava
formando nella tribù di Israele con qualche arma particolare chiamata “flagello”
uccise quattordicimilasettecento persone (numeri 17,13).
CAPI
DI ACCUSA DA 1 A 3
REATI
DI STRAGE PER FINI POLITICI CONTRO GLI OPPOSITORI
4)
Numeri 31,9 “Su comando di Dio-Jahweh gli israeliti sequestrarono le donne e i
bambini Madianiti e tutto il loro bestiame, di ogni specie e depredarono tutte
le loro sostanze”.
5)
Numeri 31,17-18 “Dio-Jahweh, ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio Madianita
tra i bambini e ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo, ma tutte
le bambine che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita
per voi”.
6)
Numeri 31, 31-40 “Dio-Jahweh spartì il bottino di guerra tra i soldati,
sacerdoti e gli israeliti, senza tralasciare il tributo all’Elohim Jahweh,
seicentosettantacinquemila pecore, settantaduemila buoi, trentaduemila donne
che non avevano avuto rapporti sessuali con uomini, mentre per Jahweh il suo
tributo-bottino fu di trentadue bambine”. (pedofilia)
7)
Deuteronomio 2,33-34 “Sotto la guida di Dio-Jahweh, gli Israeliti sterminarono
completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicom, non lasciarono
superstiti”.
8)
Deuteronomio 3,4-5-6 Distruzione totale del popolo degli Ammoniti e di sessanta
città. “Sotto la guida di Dio-Jahweh, gli israeliti sterminarono completamente
gli uomini, le donne e i bambini”.
9)
Deuteronomio 4,3-5 Ha inizio una guerra tra Elohim-Dei, cioè Jahweh contro
altri, in questo caso il Dio degli Ammoniti era un certo Ba’al-Peor. “I vostri
occhi hanno visto ciò che fece Jahweh a Ba’al-Peor quando il tuo Dio distrusse
tutti gli uomini che seguirono Ba’al-Peor, mentre voi siete ancora vivi”.
10)
Deuteronomio 7,2 “Dio-Jahweh votò allo sterminio i Chittei (Ittiti), i
Ghirgasei, gli Ammorrei (Amarru-Assiri), i Cananei, i Chivvei e i Jevusei
(Filistei), disse ad Israele, Non farai alleanza con loro e non farai loro
grazia.
11)
Deuteronomio 20,10-13-14-16 Jahweh-Dio stabilì le regole della guerra ordinando
il massacro di tutti gli uomini, tralasciando le donne e i bambini, il bestiame
e possedimenti che potevano essere tenuti come preda, riducendoli in schiavitù,
raccomandandosi di non lasciare in vita, nulla che respiri.
CAPI
DI ACCUSA DA 4 A 11
STRAGE
DI FEMMINE CON FINE SELETTIVO DI RAZZA
STRAGE
DI MASCHI BAMBINI CON FINALITÀ SELETTIVA ETNICA
In capo a:
DIO-JAHWEH, MOSÈ, GIOSUÈ
12)
Giosuè 6,21-27 “Sotto la direzione di Dio-Jahweh, chiamato in questi passi
l’interdetto, Giosuè distrusse l’intera città di Gerico, passando a fil di
spada uomini, donne, fanciulli, vecchi, buoi, pecore e asini, bruciando poi la
città e tutto quello che conteneva”.
13)
Giosuè 8,22-25 “Dio-Jahweh appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare
dodicimila uomini e donne della città di Ai, nessuno sopravvisse”.
14)
Giosuè 10,10-27-28 “L’Elohim Jahweh-Dio aiutò Giosuè al massacro dei Gabaoniti,
sempre con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo
re a fil di spada, li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si
trovavano, non ne lasciò scampare una”.
15)
Giosuè 10,30 “Jahweh mise la città di Libna nelle mani di Giosuè e la mise a
fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano, non ne lasciò scampare
una”.
16)
Giosuè 10,32-33 “Dio-Jahweh chiede la sua approvazione affinché Giosuè
uccidesse ogni uomo, donna, bambino della città di Lachis con la spada”.
17)
Giosuè 10,34-35 “Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalla
spada di Giosuè e dalla sua armata”.
18)
Giosuè 10,36-37 “Dio-Jahweh lasciò che Giosuè uccidesse il Re di Ebron ed il
suo villaggio con ogni suo abitante. Non ne lasciò sfuggire uno, esattamente come
aveva fatto a Eglon, la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si
trovavano”.
19)
Giosuè 10,38-39 “Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir e l’attaccò, morirono
tutti.”
20)
Giudici 1,8-17 “Jahweh approvò l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme.
L’esercito mise la città a ferro e a fuoco. Poi Giuda partì con il suo fratello
Simeone e sconfissero i Cananei che abitavano a Sefat, distrussero interamente
la città”.
21)
Giudici 3,29 “Allora batterono Moab, circa diecimila uomini, tutti sani e prodi
e non scappò nessuno.”
22)
Giudici 20,18-42-46 “Jahweh ordinò di attaccare Beniamino, ma in due giorni
caddero nelle fila di Israele prima diciottomila uomini, poi dodicimila e
malgrado i pianti degli israeliti che chiedevano di cessare gli attacchi e le
perdite, Jahweh-Dio ordinò di attaccare, l’indomani caddero nelle fila di
Beniamino venticinquemila uomini”.
23)
Giudici 21,6 “Jahweh quel giorno decise di recidere una famiglia di Israele che,
quella di Beniamino ordinando di uccidere a fil di spada tutti gli abitanti di
Javesa insieme con le donne e bambini, prendendo come schiave quattrocento
ragazze vergini.
CAPI
D’ACCUSA DA 12 A 23
CRIMINI
DI GUERRA CONTRO L’UMANITÀ, GENOCIDIO-INFANTICIDIO,
OMICIDIO-FEMMINICIDIO
SELETTIVO
E
PEDOFILIA
In capo a JAHWEH-DIO / MOSÈ-GIOSUÈ
24)
Samuele 15,7-8 Jahweh-Dio ordina a Saul “Va dunque e colpisci Amalek e vota
allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per
lui, ma uccidi uomini, donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e
asini”.
25)
1 Samuele 15-33 “Samuele trafisse Agag, Re degli Amalechiti, in quanto Jahweh
aveva dato ordine di uccidere tutti, mentre Saul lo aveva lasciato in vita
disobbedendo a Dio”.
26)
2 Samuele 8,1-18 Davide uccise i due terzi dei soldati Moabiti e sterminò
ventiduemila Aramei e diciottomila Edomiti con l’aiuto dell’Elohim Jahweh.
27)
2 Samuele 10,18 Davide uccise quarantamila Aramei.
28)
1 Re 20,29-30 Gli Israeliti si batterono contro gli Aramei. L’ammontare delle
vittime per ogni singolo giorno fu di centomila. Sulle restanti ventisettemila
crollò un muro di pietra.
29)
2 Re 19,35 E in quella stessa notte uscì un Malak detto anche Inviato e/o
Angelo di Jahweh e percosse nel campo degli Assiri centocinquantamila uomini e
al mattino videro che erano tutti cadaveri.
30)
2 Cronache 13,16-17-18 Jahweh diede il controllo degli Israeliti ad Abia e
Giuda, cinquecentomila uomini scelti morirono, in quel tempo furono umiliati
gli Israeliti mentre si rafforzarono quelli di Giuda perché avevano confidato
nel Signore Dio-Jahweh.
CRIMINI
CONTRO L’UMANITÀ-VIOLAZIONE DELLE LEGGI O DELLE CONSUETUDINI DI GUERRA-VIOLENZA
Secondo
quanto sopra specificato.
IMPUTATI
JAHWEH-SAMUELE-SAUL-DAVIDE-SALOMONE
DICHIARAZIONI
GENERALI
a)
Il periodo a cui si riferiscono questi atti di accusa decorrono dall’Esodo e/o
fuga dall’Egitto sino all’arrivo degli Assiri-Babilonesi in Gerusalemme,
essendo esistito un continuo conflitto armato tra le tribù di Israele, contro i
Cananei-Moabiti-Aramei-Amaleciti-Madianiti-Filistei, in quanto Israele voleva
impossessarsi dei loro territori e per tale motivo voleva cancellare dalla
faccia della Terra i popoli sopra menzionati con una pulizia etnica di popoli
discendenti da un capostipite comune di nome Abramo.
b)
Ogni atto e omissione che si dichiara sin d’ora, appartiene e fa parte dei crimini
contro l’umanità fatti contro i suoi stessi parenti Semiti nel territorio che
si sviluppò tra il Nilo ed il Tigri e l’Eufrate e nella Penisola Sinaitica.
c)
Ogni imputato citato è singolarmente responsabile dei crimini a lui
attribuitogli e con il presente atto di accusa si vuole imputare e ricondurre
allo stesso la responsabilità criminale del soggetto, comprendendo
l’esecuzione, la pianificazione, l’istigazione, l’ordine, l’aiuto e il
favoreggiamento della sua pianificazione, preparazione e/esecuzione dei crimini
di cui ai capi di narrativa biblica elencati nelle imputazioni ut-supra svolte.
d)
In conformità degli eventi criminosi elencati nel Vecchio Testamento, avendo
assunto Jahweh-Dio il ruolo di capo supremo “della tribù “poi popolo d’Israele,
in qualità di capo spirituale, assumendo il comando, egli è criminalmente
responsabile degli atti dei propri subordinati.
e)
Jahweh, nell’assumere il comando della famiglia di Giacobbe-Israele, promise ai
dodici figli di questo patriarca di condurli nel paese imprecisato, denominato
“del latte e miele”, doveva pertanto conquistare il territorio che va dal mare
Mediterraneo sino al Golfo Persico e dai confini dell’attuale Turchia sino alla
fine della penisola Sinaitica.
Pertanto
affinché potesse insediare i suoi protetti decise non solo di sterminare coloro
che abitavano quelle terre, ma per non correre il rischio che i loro eredi
vantassero dei diritti su quei territori che andava a conquistare, decise sua
sponte di non lasciare alcuno in vita, pertanto sterminò i popoli che si
opposero alla conquista, così come raccontato nella Bibbia.
f)
Si opposero a lui gli Amaleciti-Aramei-Moabiti-Madianiti-Edomiti e lui li passò
a fil di spada e dal suo cavod (Gloria del Signore) prese parte attiva allo
sterminio di questi popoli, ammazzando, uomini, donne, bambini e mantenendo per
sé quale preda di guerra, oro, argento, rame e bambine vergini per suo uso
personale.
g)
Mosè secondo gli ordini ricevuti, dopo lo scontro con i Madianiti ed avendo
notato che i capi dell’esercito (numeri 31,14) avevano lasciato in vita le
donne e i bambini Madianiti e non avevano adempiuto agli ordini di Jahweh
d’uccidere tutte le donne e i bambini applicando così la selezione dell’intera
razza con la relativa strage, con l’aggravante della crudeltà.
h)
In riferimento al popolo Amalechita, Jahweh tramite il suo sottoposto Samuele,
ordina al Re Saul, che in realtà si chiamava Labayah, ma venne chiamato “il
Richiesto = Saul”, in quanto il popolo volle che fosse lui “l’unto del
Signore”, affinché sterminasse l’intero popolo Amalekita, ma precisò che non
erano importanti le sorti della battaglia, in quanto Saul avrebbe comunque
vinto, ma dopo la vittoria, avrebbe dovuto ucciderli tutti, in quanto nessuno
doveva rimanere in vita.
Saul
non doveva guardare nei vinti, alcuna età, pertanto l’ordine di uccidere valeva
per tutti, vecchi, donne e bambini.
Era
necessario cancellare il nome di Amalek dalla faccia della terra e Saul non
trovò alcuna ripugnanza nell’obbedire perché sapeva che il non obbedire ad un
ordine di Jahweh era molto pericoloso, pena la perdita della propria vita (1
Samuele 15,3).
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