"PROCESSO A DIO"

 

Manuel Omar Triscari

 

 

 

PROCESSO A DIO.

 

 

 


 

 

 







 

EPITOME.


Si mette in rilievo come l’Elohim Jahweh, chiamato comunemente Dio nella Bibbia ebraica ed in quella cristiana, non sia un Dio misericordioso ma sia invece un essere che si è macchiato di stragi, di crimini verso l’umanità ed in particolare verso le donne ed i bambini.

Si sono raccolti tutti i passi della Bibbia in cui Jahweh, insieme a Mosè, Giosuè, Saul, Davide e Salomone hanno perpetrato genocidi nei confronti dei popoli degli Madianiti, Moabiti, Ammoniti, Malakiti.

In tali atti di pulizia etnica dei predetti popoli vi è stata la partecipazione attiva e personale di Jahweh che ha aiutato i succitati soggetti. Questi eccidi di massa sono stati perpetrati anche con mezzi meccanici, chiamati cavod e ruack, tradotti erroneamente come gloria del signore e nei vangeli chiamati spirito santo o spirito del signore, tra cui anche un arma denominata l’arca dell’alleanza.

L’opera crea i capi d’accusa giuridici nei confronti di tutti i personaggi antecedentemente citati, con l’intenzione di creare un virtuale ma verisimile processo.   

 

 

 














 

PREAMBOLO.

 

Tutte le volte che mi recavo al rito della Messa, ascoltavo in religioso silenzio il sermone riferito alla misericordia di Dio-Jahweh nell’amare gli esseri umani.

Un giorno, tornato a casa, mi accorgevo che la nonna Santa era venuta a trovarci e aveva portato con sé la Bibbia Masoretica e con lei volli andare a leggere quel passo meraviglioso che Don Meloni aveva appena letto, si parlava del Salmo 136, un cantico di ringraziamento all’Elohim cioè al Signore.

La nonna Santa era convinta che da grande continuando a studiare e continuando a stimare gli insegnamenti di Dio-Jahweh, sarei diventato un bravo cristiano.

Nonna Santa iniziò a leggere “Rendete grazie al Signore (El) poiché è buono, perché il suo amore è per sempre. Rendete grazie a Jahweh degli Elohim, perché il suo amore è per sempre. Rendete grazie all’El-Elohim degli Elohim, perché il suo amore è per sempre”.

Ma dopo la lettura dei primi tre Salmi improvvisamente la litania mutò.

La nonna continuando a leggere disse: “Colpì l’Egitto nei suoi primogeniti, perché il suo amore è per sempre. Da quella terra fece uscire Israele perché il suo amore è per sempre. Con mano potente e braccio teso, perché il suo amore è per sempre. Divise il Mar Rosso in due parti, perché il suo amore è per sempre. In mezzo fece passare Israele perché il suo amore è per sempre. Vi travolse il Faraone e il suo esercito perché il suo amore è per sempre. Guidò il suo popolo nel deserto perché il suo amore è per sempre. Colpì grandi sovrani perché il suo amore è per sempre. Uccise sovrani potenti perché il suo amore è eterno.”.

Le feci rileggere almeno quattro volte lo stesso brano e poi chiesi: “Nonna, ma questo Jahweh non è un Dio d’amore?”.

Mi misi a piangere “non può un Dio misericordioso uccidere, non può questo Dio-Elohim asserire ‘Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai fatto, beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra’.”.

Non riuscivo a credere che esistesse un Dio che sfracellasse i bambini sulla pietra, gioendo e facendo gioire chi leggeva quei passi.

La stessa nonna non si peritava di ciò che mi aveva appena letto.

Lei si era fermata a ciò che leggeva il prete nella Messa, ma non era mai andata oltre nella lettura.

Questo non era un Dio-Elohim d’amore come volevano farmi e farci credere, era un assassino, bravo solo con la tribù di Israele.

Chiesi ancora alla nonna “Ma noi siamo della famiglia di Israele?”

Lei candidamente mi rispose che noi eravamo Siciliani e che quel Dio non aveva fatto mai nulla a noi.

Non riuscii più a credere a quel Dio e pensavo che un essere così non era mai esistito, non con quelle modalità.

E poi perché hanno sempre voluto farci credere e farci pensare ad un essere di bontà, misericordioso, buono che amava tutto e tutti indistintamente?

Crescendo, morì la nonna, ma io continuai a leggere tutti i libri, e dato che avevo compreso che nelle Bibbie che venivano commercializzate, ogni credente ad una fazione religiosa aveva il suo scritto di favole, narrato nel modo più confacente al proprio credo, decisi di acquistare la Bibbia originale in Ebraico, con la traduzione in lingua Italiana.

Feci le comparazioni di tutte e mi accorsi che erano tutte rimaneggiate e con parole e vocaboli artefatti in base a chi era diretta la lettura o l’indottrinamento.

Mano a mano che andavo avanti nella lettura mi accorsi di una serie infinita di menzogne che rendevano improbabile che fosse avvenuto l’Esodo, addirittura impossibile che sia avvenuto, in particolare in quelle modalità.

La mia certezza era determinata da notizie fornite sempre dalla Bibbia che si è arrogata il diritto di affermare che essa era un libro rivelato dallo stesso Jahweh in persona.

Hanno voluto proporre per millenni ed a miliardi di individui che il popolo d’Israele era stato circa 430 anni in schiavitù.

E questo stato di sudditanza iniziò con l’entrata in Egitto di un loro Patriarca da cui prese il nome sia il popolo che il territorio in cui si andarono a stanziare.

Come tutti ben sanno, il presupposto che sia esistito l’Esodo è il fondamento della cultura Ebraica, se non ci fosse la fuga dalla schiavitù non ci sarebbe la Pasqua ebraica, quantomeno la figura di questo El-Elohim, che ripete sino all’esasperazione “Io sono colui che vi ha portato fuori dall’Egitto a seguito della vostra schiavitù verso il Faraone”.

Hanno voluto scientemente farcelo credere prima gli Ebrei e poi la Chiesa cattolica-cristiana che si è impossessato del loro Dio spacciandolo come un Dio di pietà.

Il tutto riconducibile all’Esodo, tutti i lettori della Bibbia hanno focalizzato la loro attenzione su questo El-Elohim che fece uscire Israele dall’Egitto con una moltitudine di persone quantificate sempre dagli esegeti biblici in un numero esorbitante che solo di maschi era di 600 migliaia, quindi conteggiando donne e bambini si supera abbondantemente i 2 milioni di persone.

Ma l’inganno non è questo, il lettore perde di vista nella lettura, il personaggio che avrebbe portato a termine questo disegno divino.

Eh, si, la manipolazione dell’intero testo non è né la schiavitù, né il periodo, quantomeno la moltitudine di anime che Mosè avrebbe portato fuori dall’Egitto.

L’inganno è proprio lui Mosè, lui era il bis-nipote di Levi, uno dei dodici figli di Giacobbe.

Cerchiamo di ricapitolare brevemente la storia narrata nella Bibbia di questo mitico individuo.

Era il figlio di Isacco e nipote di Abramo, gli esegeti biblici lo dipingono come colui che combatté contro un El-Elohim e non perse la vita. Da quel momento venne chiamato Ish-Ra-El e cioè colui che combatte con un essere Alieno che nella Bibbia viene chiamato prima El Chadday, poi Jahweh.

Questo racconto proposto come una favola narra di lui che ebbe due mogli e altrettante concubine e che da loro ebbe dodici figli e tante figlie che non vengono mai menzionate tranne una che venne violentata e che diede il destro di uccidere un’intera famiglia che dimorava a Sichem, sbeffeggiandosi di loro.

Uno di questi figli, un certo Giuseppe venne venduto a degli Egiziani come schiavo, solo perché era uno psicologo preistorico che aveva il dono di interpretare i sogni.

Questa sua dote, sempre secondo i biblisti, gli permise di interpretare dei sogni del Faraone e di entrare così nelle grazie del monarca che gli diede il sigillo, facendolo diventare la seconda persona più importante, dopo il Re.

Questo dono di interpretare i sogni gli permise di fare la propria fortuna e del padre e dei fratelli che vennero invitati dal figlio di Giacobbe, a stabilirsi in Egitto, per sfruttare tutta la fortuna accumulata e il potere che da essa ne derivava.

Al momento in cui entrarono in Egitto tutta la famiglia di Giacobbe e quella di Israele, contava 70 persone, comprese quelle di Giuseppe, sua moglie e i due figli.

Ma a noi interessa in modo particolare esclusivamente un fratello, un certo Levi, molto più vecchio di lui, che a sua volta aveva avuto tre figli prima di arrivare in Egitto, essi si chiamavano Ghereschion, Keath e Merari.

Vi erano circa trent’anni di differenza d’età tra Levi e Giuseppe, e i figli dello stesso erano quasi coetanei di Giuseppe, il quale quando l’intera famiglia del padre arrivò in Egitto, aveva trentasette anni.

Giacobbe-Israele visse ancora 17 anni in Egitto, quindi quando egli morì, Giuseppe aveva cinquantasette anni e nel contempo i figli di Levi erano già alla seconda generazione.

Occorre necessariamente porre in evidenza un’altra serie di elementi, come la durata di vita di Giuseppe che fu pari a 110 anni, cioè 56 anni dopo la morte di Israele.

Ma ciò che è molto rilevante è il fatto che si dica che Giuseppe vide la terza generazione di suo figlio Efraim e di Manasse.

Questa mia spiegazione è impostata sul dimostrarvi che sia Aronne che Mosè erano già nati e anche adulti, prima che il loro pro-zio morisse.

Questo pro-zio, ricco e potente permise alla famiglia d’Israele di vivere nella ricchezza ed agiatezza sino all’Esodo, in quanto la stessa Bibbia racconta che il Faraone subentrante a quello che aveva insignito Giuseppe al grado di Vice-Faraone accettò il rango che il precedente monarca aveva insignito il figlio d’Israele.

Non è pertanto verosimile che la famiglia di Israele abbia patito anche un solo giorno di schiavitù.

L’inganno narrativo creato ad arte nella Bibbia, ha permesso tramite l’Esodo di costruire nei minimi particolari i presupposti di una religione, riconducendo un evento base, come la strage dei primogeniti Egiziani e l’immunità creata col sangue sullo stipite della porta di salvaguardare i primogeniti maschi della famiglia di Israele, questo sempre per dimostrare che non era dio, in quanto essendo lui onnisciente non avrebbe avuto bisogno di marchi o segni riconoscitivi per identificare se uno fosse stato egiziano o ebreo (Esodo 12,7-22-23).

A seguito della creazione di questo primo evento inverosimile, gli Israeliti crearono artificiosamente una Pasqua su elementi che non sarebbero mai potuti avvenire.

Su una presunta fuoriuscita dall’Egitto, dove a causa proprio di Giuseppe, il popolo in schiavitù fu quello Egiziano e non Israelita, in quanto come si evince inequivocabilmente negli ultimi passi della creazione, negli anni di carestia, furono gli Egiziani che pur di avere il grano da Giuseppe, prima si spogliarono del denaro, e poi dei loro terreni, poi concessero carne ed ossa a Giuseppe e pertanto fu il suo Faraone pro-tempore che li ridusse realmente in schiavitù. (Genesi 47,19-20).

Pertanto essendo costruito l’Esodo su una mostruosa macchinazione artificiosa di eventi non veritieri, ma plasmati ad arte solamente per condurre il lettore nei meandri di un’inesistente schiavitù, per creare le basi di una nuova religione, si volle scrivere le fondamenta del presupposto di una dominazione presunta “divina”, di un essere Alieno che Mosè incontrò nel deserto, di cui l’unica dote importante in quel momento fu ed era una spropositata tecnologia che in quel momento storico un umano non poteva minimamente possedere.

Ma cerchiamo di analizzare, con le nozioni che ora abbiamo, questo essere, denominato Dio, che non corrisponde a quegli elementi di umanità che contraddistinguono un essere umano da un essere “diverso” e non corrispondente ai crismi di ordinaria analisi di un uomo.

Egli apparteneva a quei soggetti che appaiono continuamente nelle narrazioni di esseri mitici che popolavano la vita irreale e reale del passato, che l’uomo fece assurgere al rango di Dei-Divinità e che noi successivamente abbiamo in parte chiamati Dei, altri miti ed ancora, chissà perché quello narrato nella Bibbia, lo abbiamo chiamato Dio-Creatore.

Questo era il peggiore di tutti, in un analisi psicologica e delle cose che lui avrebbe fatto, sempre eventi raccontati da altri e minuziosamente descritti nei particolari, si evince indiscutibilmente che era un essere che amava la guerra, gli piaceva uccidere, godeva delle sofferenze che arrecava agli altri, non aveva il minimo senso di pietà, era irascibile, beveva, si ubriacava, usava sostanze allucinogene, si stordiva con gli odori, pretendeva che la carne umana, in particolare dei bambini primogeniti maschi e delle bestie, fossero date a lui, s’inebriava e si calmava con il cuocere sul fuoco di certe parti del corpo, descritte minuziosamente come di macelleria umana, specificando che se anche gli umani si fossero appropriati di questi prodotti, da lui richiesti in esclusiva, e venissero scoperti con l’appropriazione o la bruciatura di quegli organi, avrebbe dovuto essere messi a morte.

Questo essere non umano, si arrogò il diritto di uccidere chi gli pareva e come gli piaceva, secondo la tecnologia a lui confacente e, dopo avere addestrato alla guerra il popolo che fece girovagare nel deserto per quarant’anni, decise sua sponte di consegnargli una terra che era abitata da altri, di uccidere tutti coloro che l’abitavano con l’ordine imperituro “Uccidete tutti, bambini, vecchi e donne, lasciate solo in vita le bambine che non hanno conosciuto uomo e i bambini consegnateli a me”, chissà cosa ne faceva?

La parte che lascia perplessi è la strage di interi popoli semitici, l’annientamento di nazioni come i Moabiti, Amaleciti, Madianiti e tantissimi altri, solo per rubargli la terra e concederla alla tribù d’Israele.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ATTO PRIMO.

 

In un certo momento della mia vita, mi sono stancato di leggere che i proseliti di questo El-Jahweh, dopo circa duemila anni, avessero mutato questo essere da assassino stragista in una divinità benevola-creatrice del genere umano, il re di tutte le guerre divenne un’entità di pace, protettore dei deboli, malati (che odiava e non voleva in sua presenza), dispensante premi che sarebbero arrivati dopo la morte e che si sarebbero assisi presso di lui e beati della sua essenza-presenza.

Siamo riusciti nell’arco di quasi 4 millenni a mutare questo essere mostruoso, criminale contro l’intera umanità, e farlo diventare l’essere protettore di tutti, quando secondo la narrazione biblica, egli s’interessava esclusivamente dei suoi bisogni personali, di proteggere ed aiutare il popolo Israelita e di tutti gli altri non gliene importava nulla, non prometteva una vita eterna dopo la morte, ed a malapena dovevi essere felice se ti lasciava vivere la tua vita.

Sulla scorta di questi ragionamenti, essendo io una persona che ha dedicato la vita a proteggere gli uomini dalle prepotenze e ingiustizie e come difensore della legge, mi misi all’opera per effettuare un “giusto” processo a quest’essere, sulle stesse dichiarazioni riportate dai suoi proseliti Ebrei e Cristiani.

Volevo comprendere e capire quanto e a che punto siamo stati indottrinati e plagiati nello spazio temporale di millenni.

La mia analisi verteva focalizzando su tutti quei passi dove, quest’essere dedito alla guerra, potesse avere con la sua condotta commesso dei crimini e sino a dove il suo potere potesse avere plagiato gli individui che credevano in lui ed erano suoi complici nell’avere posto in essere tutte quelle uccisioni, stermini di massa di popoli, crimini contro l’umanità, strage di minori, infanticidio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ATTO SECONDO.

 

Per poter mettere in atto questi miei proponimenti, dovevo comporre una giuria, con i suoi Giudici, con il Presidente e i Giudici popolari, con due Pubblici Ministeri e i due o più Avvocati della difesa oltre al pubblico.

Affinché si possa svolgere un regolare processo è necessario che l’accusa prepari un accurato fascicolo contenente i capitoli d’accusa in capo all’Imputato o agli imputati.

I capi d’accusa devono contenere gli elementi di colpa e gli stessi devono essere provati documentalmente oppure avvalorati da testi che confermano l’accusa e le tesi svolte durante il processo e contenute nel Libro Sacro agli Ebrei e Cristiani.

È vero, sarà un processo virtuale, ma non per questo meno importante e comunque deve seguire certe regole che vanno rispettate.

La prima regola da rispettare in modo assoluto, è quella riferita all’applicazione di un diritto internazionale, cioè che si possa esperire, in e da tantissimi stati che abbiano delle norme e caratteristiche similari, che possono essere tese ad una condivisione d’intenti similari fra loro e con la medesima finalità.

Occorreva comunque superare il principio che le leggi hanno valore solo per il futuro e non possono essere retroattive, in quanto tutti i crimini perpetrati da Jahweh-Mosè e Giosuè sono stati posti in essere circa 3.500 anni fa, per tale motivo è giusto applicare le leggi retroattive emanate per il processo di Norimberga e quello della ex Iugoslavia e per Rwanda.

Affinché un processo possa svolgersi, occorre necessariamente una legge che venga infranta e colui che infrange i suoi precetti deve essere perseguito assumendo la veste di imputato.

Per contro deve esserci una struttura, un organismo che possa instaurare un regolare processo, con dei personaggi che abbiano raccolto delle prove in capo a questa persona.

I soggetti che possono essere sottoposti a processo devono necessariamente avere una buona capacità d’intendere e di volere (in altre parole essere sani di mente), pertanto un essere che noi abbiamo chiamato Dio, associandolo a chi ha creato l’uomo e l’intero Universo, vi è la presunzione che abbia una sana capacità d’intendere e di volere.

Cerchiamo di comprendere ed analizzare il nostro creatore, si certo, secondo l’indottrinamento che abbiamo ricevuto per migliaia di anni, essendo il pensiero dominante, colui che viene chiamato il Signore, Dio, l’Elohim, sarebbe lui che oltre l’umanità, ha creato tutto ciò che ci circonda, l’universo, le galassie, la stessa creazione del tutto e del niente è a lui riconducibile.

Vediamo ora se realmente, come si narra nella Bibbia, chiamata anche Tanach o Vecchio Testamento, se colui che noi chiamiamo Jahweh, sia il Dio Creatore che ci hanno voluto fare credere.

Gli esegeti biblici narrano, in questo libro che loro vogliono definire “Sacro”, in quanto è stato dettato direttamente da questo creatore che quasi sempre dagli studiosi ed in lingua ebraica originale, viene chiamato Elohim, oppure Jahweh, che questo Dio crea il Mondo, l’uomo e poi lo uccide a suo piacimento.

La narrazione contenuta in questo libro, inizia con la tesi che il creatore crea dal nulla l’universo, la Terra, il cielo e tutto ciò che sta sopra e sotto di essa. (teoria della relatività).

Improvvisamente, malgrado in questa terra siano apparsi esseri straordinari come i dinosauri, per cause non precisate questi esseri si estinguono, si viene a modificare la fauna e la flora della terra, appare e si evolve un ominide che per migliaia di anni si modifica sino a diventare un essere molto similare a quello attuale, con fattezze similari alle attuali.

Verso un periodo oscillante intorno ai 30.000 anni fa, vi è una svolta epocale, quell’ominide si estingue ed appare all’orizzonte una nuova razza che prende il posto della precedente.

Questo nuovo essere, radicalmente diverso, non nella crosta esterna, che continua ad essere similare a quella precedente, muta i componenti interni, cioè un componente che ha sempre avuto, ma che non si sapeva che esistesse sino ai primi anni del 1.900, quando degli studiosi scoprirono una sequenza genetica chiamata DNA cioè acido desossiribonucleico, questo elemento conteneva la nostra sequenza genetica, cioè quelle informazioni genetiche necessarie ed indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo e quello di tutti gli esseri viventi.

Orbene, comparando le notizie genetiche del nostro organismo attuale, con quello degli altri nostri predecessori, si venne a scoprire che il nostro DNA non era compatibile con le specie umane che ci hanno preceduto, pertanto in un certo momento storico qualcosa di esterno è accaduto.

Qualcuno ha mutato il corso della nostra evoluzione.

Ma come poteva essere accaduta una cosa simile?

La Bibbia e/o Vecchio Testamento ed altri libri da cui questo libro ha attinto le sue nozioni, molto più vecchi come quelli dei Sumeri-Accadi-Assiri-Babilonesi, spiegano come tutto ciò sia potuto avvenire.

In tutte le culture, civiltà è raccontata la medesima storia, narrano che degli esseri provenienti dal cielo, sono arrivati sulla Terra ed hanno effettuato delle leggere modifiche agli esseri che l’abitavano.

Le mutazioni riguardavano la fauna, la flora e anche l’aspetto geografico dei luoghi dove dimoravano e crescevano sia gli animali che i vegetali.

In tutti i documenti scritti dagli uomini, prima decantati oralmente e nei tempi tramutati in scritti, prima sulla roccia, poi sui papiri, pelli ed infine cartacei, si raccontano sempre le stesse storie.

Dai libri Atrahasis-Enuma Elish-Epopea di Gilgamesh deriva il Vecchio Testamento, il quale estrapola nella sua narrativa, la creazione dell’Universo e dei suoi protagonisti chiamati in modo diverso, ma nella realtà sono gli stessi personaggi con un vissuto similare e con le stesse discendenze.

Vi è poi la storia del diluvio, che si può definire realmente “universale”, in quanto decantato sempre con la medesima modalità anche se avvenuto in luoghi diversi secondo le fonti.

Nessuno ha mai voluto farci caso che l’Odissea contiene gli stessi racconti con la creazione, gli Dei, gli uomini, mutando solo i luoghi.

Noi per squisita comodità continueremo raccontando con minuziosità di particolari, gli eventi narrati nella Bibbia.

Nel giardino di Alcinoo, si raccontano per filo e per segno, tutti gli eventi di cui alla Bibbia, con fiumi che partono da quel luogo e con un particolare, che non continuerà mai di stupirmi, in uno di questi fiumi si trovavano enormi quantità di un minerale chiamato oro, come se tale elemento fosse necessario come alimento.

Ma continuiamo nel racconto biblico, inizialmente tutti i libri citati, raccontano che l’uomo già modificato-costruito-assemblato-manipolato, venne deposto in Eden, anzi più esattamente nel Gan Eden, che viene tradotto dagli esegeti biblici in Giardino Recintato Protetto e anche Paradiso.

Il termine “deposto” sta a significare che la manipolazione di questo essere era avvenuta in un altro luogo ed il Gan Eden, era il luogo finale ove esso doveva essere indottrinato ed addomesticato, in modo che fosse pronto a ricevere i comandi a cui era e sarebbe stato destinato.

Sino dalle prime righe scritte del Genesi, si dice che “Dio creò l’uomo a sua immagine”.

Questa frase è di facile interpretazione, anche se per millenni ci hanno fatto credere in modo diverso. Il suo significato esprime in un modo molto semplice che questi Dei cioè gli Elohim, hanno con il loro apporto spermatico, accoppiandosi con le femmine che loro stessi costruivano, modificato l’essere che era già esistente e che fuori dal giardino recintato, vivevano a migliaia.

Occorre denotare la scaletta che si è prefisso il narratore biblico nella sua “creazione, egli non dice che l’uomo e la donna sono nati insieme per una inequivocabile procreazione e discendenza dell’intera umanità.

No, questo non avvenne per mano di quel creatore che si narra nel Vecchio Testamento.

Lui preferisce dire che prima manipola il maschio, e poi da una “costola” costruisce con clonazione genetica la femmina.

Qui gli esegeti biblici hanno la prima titubanza, essi devono superare delle grosse difficoltà per ricondurre la “creazione” cioè questa manipolazione genetica in capo a Jahweh.

Mentre negli altri libri Sumero-Accadici sono più espliciti, il “creatore “manipolatore si chiama Enki, assistito da un altro scienziato manipolatore che risponde alla sorellastra Ninur Sag.

Nella Bibbia infatti Jahweh appare per la prima volta quando si parla di Enoch, figlio di Seth e nipote di Adamo ed Eva, cioè circa 250 anni dopo.

Ma perché appare? Perché il narratore biblico fece delle aggiunte alla Bibbia, raccontando circa mille anni dopo che un monarca di nome Ciro, Re dei Persiani aiutò il popolo ebraico a dare una forma scritta alle loro tradizioni con un libro chiamato Tanak, ove gli Ebrei, prendendo come esempio la religione Persiana professata da Ciro, che adorava un solo Elohim, un certo Haura Mazda, incentivava i religiosi ebraici a cancellare tute le divinità descritte oralmente in numero non inferiore ad una trentina, riconducendo tutto il racconto biblico all’adorazione di un solo El-Elohim, cancellandone prima il ricordo e successivamente la menzione nel libro Sacro agli Ebrei, per tale motivo risalendo sino ad Enoch si riuscì a cancellare tutti gli Elohim citati nel libro, mutandone il nome in Jahweh.

Ecco il motivo perché non si riuscì a mutare il “creatore” in Jahweh, in quanto non era possibile sostituirlo mettendo il suo nome, il tutto non sarebbe stato credibile, per le circostanze e gli eventi che fra poco narreremo.

Questi uomini chiamati Sapiens, che sostituiscono le specie che continuavano a vivere e moltiplicarsi fuori dal Gan Eden, danno origine alla civiltà Sumera, che nasce dal nulla, in un luogo dove questi esseri “scesi dal cielo” decidono che questa nuova civiltà prenda piede e inizi la sua evoluzione.

Mentre le specie precedenti arrivano dalla loro preistoria, questa nuova specie modificata si presenta al mondo, con la sua scrittura, nozioni di astronomia, aritmetica, geometria, numeri, capace di fondere i metalli, costruire città che si elevano in altezza e si propagano in linea orizzontale.

La cosa più strabiliante è che, sia nel giardino di Alcinoo che nel Gan Eden, si narri che tale luogo fosse controllato dai Keruvin-Cherubini, cioè macchine volanti che controllavano e custodivano con le loro “spade folgoranti” il Gan Eden, Genesi 3,24.

Dopo l’Elohim creatore, in persona di En-Ki e la sua sorellastra Ninur Sag, appare ad Abramo un soggetto chiamato Dio Onnipotente che gli esegeti biblici chiamarono col suo vero nome con il quale si era presentato e cioè El Chadday (Dio Onnipotente), ma in pochi passi della Genesi vi appaiono una serie impressionante di Elohim, Melkisedec e l’Altissimo tradotto quale Elyon, cioè il capo supremo degli Elohim, Genesi 14, 18-19-20.

Tutti questi Elohim appaiono, in quanto si stanno facendo la guerra con le loro armi convenzionali cioè armi che lanciavano dal cielo dai loro Cavod (la Gloria del Signore) e che produssero la distruzione di Sodoma e Gomorra, ma in altri libri, come i Veda si parla di altre due città distrutte che si chiamavano Haratta e Moenjodara, entrambe con armi che ancora noi non conosciamo, ma che determinarono la distruzione di tutte e quattro le città e dei popoli che in esse vivevano.

Nel contempo che Iddio Onnipotente, che appare scritto in Ebraico El Chadday, continua ad comparire ad Abramo, Isacco e poi a Giacobbe, con quest’ultimo accadono eventi meritevoli di essere menzionati, come il momento in cui Giacobbe, dopo il commiato con suo zio Labano, attraversa un intero accampamento di Elohim, che in ebraico viene tradotto Machanaim e che la Bibbia ricorda come Messi del Signore, tradotti dall’ebraico Malakim, ma nella Bibbia viene detto che quello era il Campo di Dio, dato che sempre nel predetto libro Sacro agli Ebrei. Il termine Elohim anche se è un plurale che dovrebbe essere tradotto in Dei, viene invece tradotto al singolare Dio.

Fatti alcuni kilometri dall’accampamento, Giacobbe incontra per la prima volta questo nuovo El di nome Jahweh.

Egli combatte con Giacobbe ed al termine della lotta, stranamente finita in parità, il figlio di Isacco viene da quel momento chiamato Jsh-Ra-El e cioè “Colui che ha combattuto con un El-Elohim”, questo El verrà chiamato d’ora in avanti Jahweh dagli esegeti biblici, e sarà il nume tutelare del popolo Israelita.

Ma non è da questo episodio che lui si fa conoscere dalla famiglia di Giacobbe.

Per poter assurgere a deità principale nella Bibbia si creano degli espedienti non indifferenti perché questa divinità rispondente al nome di Jahweh, possa essere adottato dal popolo ebraico quale divinità primaria e unica e nel contempo lui essere il protettore di Giacobbe, diventato secondo le scritture Israel, cioè l’uomo che combatté con Jahweh.

Ma qual è l’espediente usato dai narratori biblici per fare diventare questo El un Dio potente, unico, inimitabile?

Si inventano una inesistente fuga dall’Egitto per scappare da un’altra inverosimile schiavitù.

E questa nuova verità come viene narrata?

Per essa vengono spiegate minuziosamente tutte le fasi in cui l’evento sarebbe accaduto, raccontando nei minimi particolari degli eventi che cercano di proporre quali incredibili, ma che invece sono dei semplici e normali accadimenti naturali da loro chiamate “piaghe”.

Sulla scorta dei fatti da loro narrati, propongono la più spregiudicata menzogna e cioè che la loro schiavitù durava da circa 430 anni, ma nel proporre queste date dimenticano di omettere la cosa più evidente, la solita cronologia della discendenza dei figli di Giacobbe.

Dei fatti preponderanti, come il numero dei componenti della famiglia d’Israele che si presenta davanti al Faraone che non vogliono menzionare, in quanto si scoprirebbe l’inganno, viene sottaciuto, ma passa quasi in sordina che l’intera famiglia di Israele è composta da 70 persone comprendendo anche Giuseppe, la moglie e i figli (Genesi 46,27).

Tali elementi a prima vista appaiono insignificanti, ma nell’esposizione narrativa della Bibbia, hanno una rilevante importanza, in quanto a distanza di circa ottant’anni dalla morte di Giacobbe-Israele, questa famiglia improvvisamente diventa così prolifera superando abbondantemente i due milioni di persone, (Esodo 38,26), in quanto loro affermano che solo i maschi erano seicentomila.

Tali affermazioni non solo sono spropositate ed inverosimili, ma fanno inequivocabilmente divenire l’intero libro non credibile.

Ma noi non possiamo fare altro che fingere di crederci, in quanto per migliaia di generazioni, ci hanno indottrinato e addomesticato obbligandoci a credere che tutto ciò che è contenuto in tale libro, essendo rivelato direttamente da Dio, non può che essere veritiero.

Pertanto non possiamo esimerci dal credere che tutto ciò che si narra, corrisponde a verità, quindi continueremo a raccontare e credere ciecamente ad ogni cosa che in tale libro viene narrato, in quanto se dovessimo contestarne il contenuto, l’intera narrazione porterebbe automaticamente a disconoscere sia la religione Ebraica, quella Cristiana e Islamica.

Sino al momento in cui questo immenso popolo che era stato per 430 anni in schiavitù, viene liberato con atti mirabolanti da Mosè, in quanto non un solo atto viene realmente perpetrato da questo Elohim, dato che resta molto appartato ed un po’ sottotono, si arroga l’improbabile diritto di avere portato a termine la missione di far uscire dall’Egitto questa moltitudine di persone, dirigendole con il suo mezzo meccanico, chiamato cavod, ma che gli Ebrei per non farci capire che era un mezzo che volava, chiamavano la “Gloria del Signore”, ma scrivendolo nella Bibbia originale Ebraica col nome Cavod e/o Cabod.

Dopo migliaia di kilometri nella penisola Sinaitica, questi milioni di persone e di animali percorrono il deserto e vanno a fermarsi ai piedi di una montagna chiamata prima Oreb, poi Sinai per buttarsi in braccio a questo essere che loro chiamano Dio, ma che in realtà scrivono Jahweh e tale nome non possono neppure pronunciarlo, pena la morte.

Questo impressionante numero di persone, arrivati alla prima destinazione del monte dove è stanziale questo El con il suo cavod volante camuffato da nube durante il giorno e la notte si trasforma in un tubo fiammeggiante che esce da questa macchina che rimane sospesa in aria e che avvolgeva le tende di questo popolo, Esodo 40,34.

Il vero miracolo raccontato nella Bibbia fu quello che 3.500 anni fa, questa moltitudine di esseri che superava ampiamente i 2 milioni di uomini e donne ed altrettanti animali, sia riuscita a sopravvivere con un filo d’acqua che scaturiva dalle rocce del monte Sinai-Oreb, quasi totalmente privo di vegetazione tranne quelle poche oasi in cui per poter attingere l’acqua occorreva combattere ed uccidersi come fecero con il popolo degli Amaleciti, ma ciò che impressiona di più è che questa moltitudine visse per circa quarant’anni di un elemento quasi sconosciuto ai più, chiamata “manna”, che riuscì a sfamare giornalmente le persone, che si ribadisce, essere milioni e sempre milioni erano gli animali che si portavano dietro e che bevevano nelle pozze sgorganti nelle oasi e gli animali mangiavano anche essi la manna.

Gli esegeti biblici, in questi passi fanno un macroscopico errore nel non prendere nella dovuta considerazione che agli animali occorre dare quantità enormi di foraggio e granaglie, oltre all’acqua giornaliera, ciò che in quel paesaggio desertico era totalmente mancante.

La nostra caparbietà nel credere che tutto ciò che viene narrato nella Bibbia sia vero e realmente avvenuto non può che essere encomiabile!

Ma il paradosso sulla narrazione raccontato in particolare nell’Esodo, è quello riferito a tutte le pretese e le richieste fatte da questa divinità che tratta l’essere umano come una sua reale creatura e chiede di essere asservito in ogni sua richiesta e desiderio, precisando che il mancato esaudimento o addirittura non ottemperando ai suoi ordini, la morte era certa.

Affinché vi sia un crimine è necessario che vi sia il mandante e l’esecutore materiale della commissione del reato.

L’El-Elohim che si presenta ad Abramo-Isacco e Giacobbe-Israele, si chiama El Chadday, è lui a presentarsi con il predetto nome.

Cosa promette questo individuo al capostipite, patriarca e genitore di Isacco e nonno di Giacobbe?

Il patto stipulato con Abramo prevede solo una florida e corposa discendenza e l’insediamento nella terra che El Chadday e Abramo vedevano dall’altura che dominava Sodoma e Gomorra, chiamata “le querce di Mamrè” (Genesi 18,1).

Questo El-Elohim ottiene da parte di Abramo, il patto di non intromissione nella distruzione dal cielo con il suo “cavod-Gloria del Signore” concedono l’apporto materiale della presenza di Abramo e dell’El per la liberazione del nipote Lot dalla cattura avvenuta dalla fazione avversa delle schiere contrarie al grande capo in persona di Elyon (Capo Supremo, nella Bibbia viene chiamato l’Altissimo, fatto logicamente per confonderlo con Jahweh).

A seguito della strage perpetrata ai danni di un’altra famiglia, dimorante nella città di Sichem, motivata da uno stupro avvenuto ai danni di Dina, figlia di Giacobbe.

I figli di Giacobbe passarono a fil di spada l’intera famiglia e tutta la tribù di Camor e di suo figlio Sichem.

Successivamente a questo evento, essendo El Chadday El-Elohim anche di quella famiglia di Camor-Sichem, per non incorrere a quelle inutili liti con gli altri Elohim, consigliò l’intera famiglia di Giacobbe di fuggire da Sichem, (Genesi 34,13), chiedendogli di trasferirsi a Canaan e di mettersi al servizio di quell’El-Elohim che apparve a Giacobbe e che con lui lottò uscendone vivo, ebbene costui aveva il nome di Jahweh e chiamò da quel momento Giacobbe con il nome di Ish-Ra-El.

Costui disse a Israele che lui era pronto ad accettare la loro sudditanza e perpetrarlo stesso patto già stipulato con Abramo e Isacco, precisando che lo scambio prevedeva l’assegnazione del territori di Canaan e una prolificazione infinita come i granelli di sabbia e le stelle del cielo.

Ma cosa avvenne nel frattempo, a seguito della presa di potere dei popoli pastori Hyksos di cui Giacobbe-Israele faceva parte, un suo figlio, per vicende narrate in modo rocambolesco come una fiaba, Giacobbe con tutta la sua famiglia composta di 70 elementi, compresi Giuseppe, moglie e i due figli nel contempo diventò Gran Visir del Faraone, chiamò in Egitto la sua famiglia ed ivi dimorò in ricchezza sino alla nascita dei suoi bis nipoti Aronne e Mosè.

A seguito dell’omicidio di un soldato egiziano, Mosè dovette fuggire dall’Egitto ove era nato e si trasferì presso i suoi bis cugini, discendenti anch’essi da Abramo che presero il nome del suo predecessore Madian, da cui presero il nome di Madianiti.

Mosè si rifugiò presso un sacerdote del culto di Jah rispondente al nome di Jethro, l’El-Elohim Jahweh dimorava presso la montagna di Oreb-Sinai.

Come abbiamo detto antecedentemente, il capo supremo Elyon, chiamato l’Altissimo, ma confuso volutamente con Jahweh, assegnò allo stesso sia il territorio di Canaan che la famiglia di Giacobbe, ma a causa del trasferimento in Egitto da parte di questo patriarca e della sua famiglia composta di 12 figli, Jahweh aveva sì il territorio, ma gli mancavano i sudditi per poterlo abitare, in quanto nel contempo altre famiglie di pastori erranti, come gli Abiru, gli Hyksos, gli Amorrei, i Chivvei, i Moabiti, gli Amalechiti, gli Edoniti, i Madianiti, i Filistei, prima con i loro greggi e armenti occuparono i territori che Giacobbe aveva lasciato e costruendo tantissime città fortificate.

Mosè, pertanto avendo conosciuto nel suo esilio, questo El-Elohim chiamato semplicemente Jah e corrispondente al Dio della luna Amorrita e anche Egiziano, decise di stipulare con lui un nuovo patto.

Si convenne pertanto che Mosè sarebbe dovuto ritornare in Egitto e chiedere al Faraone pro-tempore il permesso di fare uscire la sua famiglia fuori dall’Egitto.

Chi ha una buona memoria, si ricorderà che circa 100 anni prima degli eventi che stiamo narrando e raccontati nella Bibbia, Giuseppe dovette chiedere al Faraone l’autorizzazione di fare entrare la sua famiglia per risiedere a Goshen, nel delta del Nilo, modificandone, già allora il nome in Pi-Ram-Ses (Genesi 45,17).

Era pertanto necessaria l’autorizzazione del Faraone sia per entrare che uscire dall’Egitto.

Questa autorizzazione per l’uscita, non arrivò mai, pertanto gli esegeti biblici si inventarono di sana pianta una schiavitù di 430 anni, totalmente inesistente.

Si inventarono altresì una serie di calamità naturali, facendo credere che fossero tutte ascrivibili al loro Dio protettore, ma ciò che colpisce di più è la menzogna più ardita, quella della costruzione fiabesca della Pasqua ebraica commemorativa di una liberazione mai avvenuta dalla schiavitù in quanto nottetempo la famiglia di Giacobbe-Israele fugge dall’Egitto, senza partecipazione diretta di Jahweh se non con il suo appoggio esterno, anzi dall’alto del suo cavod che indica la strada da seguire, senza incorrere nelle roccaforti egiziane sapientemente sorvegliate dall’esercito del Faraone.

Jahweh non appare mai personalmente, anzi lui manda un suo Malakim cioè un Angelo-Messo incaricato di vegliare sul suo cammino (Esodo 23,23).

Occorreva necessariamente incensare il proprio protettore, si inventano quindi un esodo cioè una fuga mirabolante con la morte del Faraone che annega nelle acque del Mar Morto insieme ai suoi 600 carri da guerra che avrebbero dovuto colpire 600.000 mila maschi d’Israele.

Venne altresì, camuffato un furto ai danni del popolo Egiziano, facendolo apparire come una donazione (Esodo 12,35-36).

Arrivati al monte Oreb-Sinai dove dimorava stanzialmente Jahweh con il suo cavod e i suoi Malakim, talvolta chiamati Angeli, altre volte Messi del Signore, i quali erano dei suoi subordinati, stipulò un nuovo e definitivo patto con Mosè.

Questa nuova alleanza prevedeva l’asservimento totale del popolo d’Israele a Jahweh e come controprestazione l’El-Elohim avrebbe concesso il territorio che era stato a lui assegnato e che gli esegeti biblici chiamavano la “terra del latte e miele” che in questi ultimi 150 anni erano stati abbandonati da Giacobbe, ma erano occupati da altri discendenti di Abramo, come abbiamo detto prima in tutta la penisola Sinaitica sino ad arrivare ai confini del regno Hittita nell’attuale Turchia, e quello Assiro nell’Iraq, vedendoli da un’altra angolazione dai fiumi Tigri ed Eufrate sino ad arrivare al Nilo.

Mosè e Jahweh decisero di fare un buon accordo, con Mosè che cedeva la proprietà della sua famiglia asservendola alla divinità e a sua volta Jahweh con le sue armi, che Mosè volle preventivamente vedere (Esodo 33,17-18-19-20) come il cavod, l’Arca e il Tabernacolo, che metteva a disposizione previo addestramento degli uomini d’Israele alla guerra, per poter conquistare i territori prima menzionati.

Per fare questo occorreva formalizzare i patti e come avvenne ciò?

Jahweh in persona scrisse le regole d’ingaggio per Israele doveva rispettare pena la morte. Tale patto non fu subito messo in opera, in quanto Mosè scendendo dal monte Oreb-Sinai, fu avvisato da Jahweh che i suoi seguaci lo avevano già tradito prima ancora di stipulare questo patto tramite il futuro sacerdote Aronne, dell’El-Elohim costruirono l’immagine-idolo di un altro Elohim, la dea Hathor (Esodo 32, 27).

In tale frangente, alla vista del vitello d’oro costruito da Aronne, Jahweh fece vedere la sua vera natura distruttiva ordinando ai figli della famiglia Levi, di cui sia Mosè che Aronne facevano parte: “Ognuno di voi si metta la spada al fianco, percorrete l’accampamento da una porta all’altra di esso e uccidete il fratello, ciascuno l’amico, ciascuno il vicino”, di coloro che avevano adorato un altro Dio-Elohim.

In quel giorno caddero circa 3.000 uomini e Jahweh ne fu compiaciuto, ma non fu ucciso Aronne che fu il creatore del vitello d’oro.

Questo fu il biglietto di presentazione di questo Dio di guerra che chiedeva al suo popolo un asservimento totale e una fedeltà inimmaginabile che solo gli animali, come per esempio il cane, riescono a dare all’uomo.

Jahweh chiedeva che tutte le norme che lui aveva dettato che erano 613 e non dieci come contenute nelle tavole della legge, fossero rispettate minuziosamente senza alcuna sbavatura, né intromissione umana.

A titolo d’esempio si ricorda nei Numeri 15, 26-32 che un uomo raccolse della legna nel giorno di sabato e per ordine di Jahweh dato a Mosè, tutta la comunità condusse l’uomo fuori dall’accampamento, lo lapidò e lui morì.

Questa nuova alleanza, viene sbandierata continuamente e Jahweh ripete sino all’inverosimile la litania della liberazione della schiavitù d’Israele, noi invece ribadiamo che non vi fu alcun esodo, non vi fu pertanto alcuna Pasqua, quantomeno un inseguimento di alcun Faraone che sarebbe perito annegato insieme ai suoi cocchieri dei carri nell’attraversamento di un reale camminamento nei canneti di una palude.

Da tutti questi eventi raccontati quale reiterata menzogna, fanno comprendere una serie di cose inverosimili.

Questa nuova alleanza aveva dei contenuti nuovi, mai richiesti prima? E i nuovi patti erano gli stessi che El Chadday aveva contratto con Abramo oppure l’Elohim non era lo stesso, quindi Jahweh è un nuovo subentro e si arroga i patti stipulati da altri?

Questa Alleanza-patto, stipulato con Israele era valido esclusivamente per questa famiglia.

In un attimo cadono nell’oblio centinaia di biblioteche e la stessa Bibbia inizia a vacillare nei suoi racconti.

Nel momento esatto in cui si attesta che Mosè nella sua fuga dall’Egitto per aver ucciso un soldato va a rifugiarsi presso un sacerdote Madianita che diventerà successivamente suo suocero di nome Jethro.

Ma di chi era sacerdote Jethro, lui asserviva Jahweh prima che arrivasse Mosè, cioè attendeva ai suoi bisogni alimentari, così come spiegato nella Bibbia.

Egli era molto felice quando suo genero arrivò con la famiglia di Israele nel monte Oreb-Sinai accolto in pompa magna ed il suocero diede a Mosè dei consigli che lui accolse volentieri (Esodo 18,24).

Ma improvvisamente e senza alcun preciso motivo Jahweh comanda ad Israele di sequestrare le donne e i bambini Madianiti “Presero tutte le spoglie e tutte le prede “(numeri 31,9) e ancora 31,17-18 Jahweh ordinò a Mose di uccidere ogni maschio Madianita tra i bambini e “ogni donna che aveva avuto rapporti sessuali con un uomo”, ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini lasciatele in vita per voi.

Tale affermazione mi ha sempre fatto sorridere, in quanto pensavo, ma come facevano i soldati Israeliti a riconoscere le donne vergini? In altre parole uccidevano tutte le donne adulte e risparmiavano solo le bambine.

Vi fu la spartizione del bottino di bestie a centinaia di migliaia e le donne e i bambini.

Ma sapete l’aspetto grottesco dello sterminio dell’intero popolo Madianita? Mosè con il sacerdote Eleazaro, figlio di Aronne, si arrabbiarono con i comandanti dell’esercito israelita non perché fu sterminato tutto il popolo Madianita, ma per il fatto che avessero risparmiato donne e bambini, pertanto per obbedire ciecamente agli ordini di Jahweh, Mosè ordinò che quelli ancora in vita venissero uccisi sul posto.

Questo evento non è insignificante, esso deve essere preso con la dovuta cautela come esempio per l’instaurazione di un processo a Jahweh, pensando che un intero popolo di centinaia di migliaia di persone fu massacrato, uccidendo uomini, donne, bambini e bestiame per la lucida follia omicida di quest’essere che anche loro adoravano ben prima d’Israele e che discendeva da Madian, figlio di Abramo.

Ciò che non può passare in sordina è la riflessione che deriva da un comandamento e cioè “Non uccidere” intimato al popolo e poi, il loro Dio non solo uccide, ma fa stragi, stermina interi popoli a lui devoti, ma vi è di più, lo stesso Mosè è mosso da una frenesia omicida ed ordina alla sua tribù, quella di Levi di uccidere 3.000 uomini del suo popolo, solo perché suo fratello Aronne costruì un idolo ad un altro Elohim.

Per poter effettuare un processo credibile a carico di Jahweh, Mosè e Giosuè chiamato anche Osea, occorre necessariamente ed obbligatoriamente una serie di elementi affinché sia possibile espletare il tutto credibilmente.

L’evento o gli episodi narrati nei vari passi della Bibbia devono essere realmente accaduti affinché siano eventi degni di essere presi nella dovuta considerazione e che essi diventino prove documentali e/o semplicemente provati con delle testimonianze che avvalorino la tesi narrata nel libro Sacro degli Ebrei.

Ma sapete cosa accadrà in realtà? Una modalità di risposta che nessuno si aspetta che avvenga.

Dato che le domande dovranno essere necessariamente poste ai ministri di culto delle tre religioni interessate cioè quella Ebraica, Islamica e Cristiana, gli eventuali testi interpellati sui passi oggetto di testimonianza, replicheranno con le seguenti risposte: ADR: Dica il teste chiamato a rispondere “È vero che il testo narrato in Giosuè 10: 36-37 afferma Jahweh lasciò che Giosuè uccidesse il re di Ebron ed il suo villaggio con ogni abitante-Non ne lascò sfuggire uno esattamente come aveva fatto a Eglon, la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano”.

La risposta sicura è quella che tutti diranno all’unisono, che sono eventi avvenuti migliaia e migliaia di anni fa oppure, sono narrazioni esagerate, affinché un popolo che si accingeva ad avere un posto nel Mondo affermava per potersi dare un tono politico di popolo al pari dei confinanti, oppure ancora, è un’allegoria, una modalità di dire che Jahweh era potente e grande e sicuramente una divinità più potente delle altre che proteggevano i popoli sconfitti.

La seconda difficoltà che si troverà è quella riferita al momento storico a cui l’evento possa risalire, al luogo dove esso avvenne.

L’ultimo scoglio è quello che in ogni processo ci sia oltre all’accusa un imputato che possa rispondere alle domande e che sia un buon interlocutore che si difenda con nozione di causa, mentre noi sappiamo sin d’ora che il processo sarà in totale loro assenza.

Nel nostro caso ci troviamo centinaia di episodi che non hanno bisogno di conferme in quanto le stesse si trovano nella Bibbia che si possono attingere a piene mani in quanto sono state avvalorate dall’atteggiamento di miliardi di persone che non solo hanno creduto alla sincera verità degli eventi narrati, ma in nome di questi scritti si sono evolute delle civiltà come quella Ebraica e poi Cristiana e per ultimo quella Islamica.

Sulle scorte delle rivelazioni contenute in questo scritto, si sono fatte guerre, stermini di massa, distruzione di città e popoli.

Per i predetti motivi è difficile che in un processo a quella divinità chiamata Jahweh in due religioni e in un altro modo in quella Islamica, affermando comunque che era la stessa persona e che loro dicono essere lo stesso Dio, possa essere condannata in quanto con la religione Cristiana è stato modificato in un Dio buono e misericordioso e la gente non crede che abbia perpetrato i crimini decantati nella Bibbia e qui riportati.

Vediamo ora di comprendere le verità nascoste in questo libro chiamato Vecchio Testamento e/o semplicemente Bibbia, nel quale si raccontano le gesta di un soggetto, anzi più esattamente come loro lo chiamavano al plurale Elohim, in quanto invece è singolare cioè El che risponde al nome di Jahweh.

Questo essere viene proposto in questo libro come colui che avrebbe “creato” l’uomo in tutte le parti della Terra poi decise che come lo aveva fatto non gli piaceva e lo sostituisce con un altro che aveva si le stesse caratteristiche, ma non aveva più una durata di vita intorno ai mille anni, come i Patriarchi biblici, lo fa “ristretto”, decide di non farlo durare più di 120-130 anni.

Gli assegna un territorio dove vivere con un El protettore a comandarlo.

Per lui decide di assegnarsi non un popolo, ma una parte di una famiglia, quella di Giacobbe che sempre lui chiamerà Israele, cioè Jsh-Ra-El, in quanto prima ci combatte insieme e dato che questo gli tiene testa e ne esce quasi indenne da un combattimento notturno, gli “assegna” un grande futuro come figliolanza, ma nella realtà non gli da alcun territorio (Genesi 32,25-26-29)

Ma che fa questo Elohim, dato che i territori “lui” cioè il Creatore, anzi l’Altissimo-Elyon (Deuteronomio 32,8) li aveva già assegnati ad altri El-Elohim decide di combattere contro altri Elohim per prendersi i territori che sempre lui, l’Altissimo, gli aveva assegnato, uccidendo anzi sterminando i popoli che vivevano in quei luoghi per poi dire ai suoi protetti, cioè il popolo di Israele. “Questo è il territorio”, che io vi avevo promesso sino dalla vostra uscita dalla schiavitù che altri Elohim vi avevano costretto a subire, ma non poteva assegnarseli subito, cioè tenersi per lui i territori, per non doverli uccidere successivamente?

Questo è un racconto senza senso e costui che la famiglia di Giacobbe-Israele scelsero come nume protettore, non è quel “dio” che le varie comunità religiose, come quella Cristiana volevano e hanno voluto proporci e farci credere come un Dio buono e misericordioso.

Jahweh era un uomo di guerra e si denota che era un El giovane e arrivista, sicuramente a lui non fu assegnato proprio nulla, né territorio quantomeno un popolo da farsi asservire, così con un incontro nel deserto con Mosè entrambi per scopi affini decisero di creare quel tipo di associazione che oggi chiameremo “a delinquere”, creando un esercito paramilitare nel deserto, istruendolo per poi mandarlo a conquistare quei territori già occupati da altre nazioni.

Sterminare le persone nel luogo in cui vivevano, uccidendo tutti i maschi, bambini, anziani e donne che avessero conosciuto uomo e mantenendo in vita solo le bambine, in modo che potessero essere prolifiche solo per loro, mentre uccidevano tutte le persone che avrebbero potuto vantare diritti sui territori che loro andavano a conquistare.

Questo genocidio, sterminio, pulizia etnica aveva il solo fine di non trovare avversari che potessero recriminare alcun diritto sui territori che loro andavano a conquistare.

Come noterete, nella Bibbia le conquiste vantate sono a carico di piccoli popoli, nazioni inesistenti, tribù, con una serie infinita di nomi, quasi tutte discendenti da Abramo o/e dei suoi fratelli.

 Nello scacchiere territoriale della penisola Sinaitica delimitata da tre fiumi, Nilo-Tigri ed Eufrate, con il Mare Mediterraneo ad est, ad ovest la penisola Arabica, a nord il monte Ararat e l’Egitto a sud, una striscia di territorio di non più di 500 km. Per lato, questo Elohim di nome Jahweh decise di scontrarsi solo con altri piccoli Elohim come lui, protettori di esigue tribù che quasi sempre erano comandate da città così definite, ma che al massimo non superavano un centinaio di edifici, con popolazione che noi ora definiremo dei piccoli paesi di provincia e che al massimo tra le mura che le recintavano, non superavano le centomila unità.

Vediamo ora di elencare tutta una serie di crimini contro l’umanità che Jahweh avrebbe compiuto con la connivenza dei seguenti individui, che dovremo perseguire con un processo a loro carico.

Il primo in assoluto da incriminare è Mosè. Infatti nella guerra contro i Madianiti, il mandante dello sterminio è sempre l’El Jahweh, che diede l’ordine di uccidere tutti i maschi (numeri 31,5) “Vennero consegnati dalla tribù d’Israele mille per tribù, cioè in tutto dodicimila”, (ma dov’erano i seicentomila uomini usciti dall’Egitto?) 7 “Essi si armarono contro Midiam come l’El Jahweh aveva comandato a Mosè e uccisero ogni maschio”, 9 “I figli d’Israele catturarono le donne di Miriam, i loro bambini”, 12 “Essi portarono a Mosè, al sacerdote El’ Azar e a tutta la congrega dei figli d’Israele i catturati”, 14 “Mosè si adirò contro i capi dell’esercito contro i capi di mille e contro i capi di cento”, 15 “Mosè disse loro: Avete lasciato in vita tutte le femmine?”, 17 “Ed ora uccidete ogni maschio fra i bambini e ogni donna atta a coabitazione con uomo uccidetela”, 18 “Ogni bimba fra le femmine che non conobbe coabitazione con maschi tenete in vita per voi”.

Prosegue poi nella spartizione del bottino dopo la distruzione del popolo di Midiam-Madianiti (numeri 31,35) “Persone, donne che non abbiano conosciuto coabitazione con maschi erano trentaduemila (ricordarsi che erano bambine)”, 31,40 “Persone umane sedicimila ed il tributo a Jahweh trentadue individui”, 31,52 “Tutto l’oro dell’offerta che essi recarono a Jahweh era 16.750 sicli”.

Vediamo ora in questo passo ove gli ordini di Jahweh diventano reati e Mosè è il suo complice che esegue materialmente i crimini:

1) il primo ordine era quello di uccidere ogni maschio madianita, tale ordine non fu eseguito alla lettera, in quanto Mosè si adirò contro i capi dell’esercito dato che i soldati d’Israele catturarono le donne e i loro bambini,

2) Mosè pertanto chiese ai suoi comandanti: “Avete lasciato in vita tutte le femmine?”, ed alla risposta affermativa, rispose che occorreva uccidere tutte le donne che si erano unite agli uomini ed erano nati figli e contestualmente uccidere i nati solo di sesso maschile, lasciando vive le bambine,

3) per ultimo occorreva spartirsi il bottino, non indifferente di quasi un milione di bestie, e donne in numero di 32.000, pertanto gli uomini uccisi erano sicuramente altrettanti, mentre le persone umane catturate erano 16000, mentre coloro destinati a Jahweh erano 32 individui anzi 32 bambine.

Vediamo ora di comprendere quali reati sono da prendere in considerazione secondo la narrazione biblica.

Un popolo decide di andare in guerra contro un altro popolo e per tale motivo mette in moto tutte quelle arguzie e tattiche militari che conosce affinché possa uscirne vincitore.

Secondo il motto che ogni guerra debba avere i suoi morti, nel caso che stiamo analizzando è lo stesso cronista di guerra che ci dice che dalla sua fazione, grazie al censimento prima effettuato cioè prima della battaglia dalle sue fila nessuno manca, cioè alcun morto.

Mentre dall’altra fazione, quella dei Madianiti si racconta che vi sono 32.000 morti, 16.000 “persone umane” catturate e 32.000 femmine.

In una normale cronaca di guerra tutto ciò sarebbe passato nella cruda normalità di quel tempo, ma allora dove si annidano i crimini preventivamente sbandierati degni di passare all’incriminazione di Jahweh, Mosè?

L’ordine ricevuto da Mosè e a sua volta dato ai comandanti d’Israele era “Uccidete ogni maschio” e sin qui nulla è ed era anomalo in quanto in guerra allora andavano solo i maschi.

Ma ciò che induce qualunque persona di Diritto a riflettere, era la domanda posta da Mosè ai suoi generali “Avete lasciato in vita tutte le femmine e i loro figli maschi?”

Questa frase è quella che permette la Giustizia terrena di incriminare sia Jahweh che Mosè per lo sterminio selettivo che si volle fare di tutte le donne, bambini maschi e degli adulti.

In altre parole potevano rimanere in vita solamente le donne che non avevano avuto figli, in quanto sarebbero servite come incubatrici-schiave del popolo d’Israele, le quali non avrebbero mai potuto vantare alcun diritto sulle terre in cui stavano dimorando.

Questa pulizia etnica venne d’ora in avanti applicata sistematicamente dai comandanti dell’esercito israeliano, a carico di altri popoli, come vedremo più avanti, denominati Moabiti-Amaleciti-Amorrei, i quali si erano stanziati nei territori che Jahweh aveva preso di mira, ma che non riuscirà mai ad ottenere e conquistare nei secoli e millenni se non con uno strano stratagemma inventato nel secolo XX, appena trascorso.

Analizziamo ora una modalità anomala per un dio, come strano è in questo parlare di tributo-bottino di guerra e la porzione che sarebbe toccata a lui.

Non si comprende il perché ad un dio spettasse un tributo sui proventi della guerra ed esattamente 16.750 sicli d’oro, mentre il “tributo” umano era di 32 individui, femmine, bambine.

Occorre distinguere sugli individui, siccome i bambini maschi vennero uccisi con i loro padri e le loro madri, cosa ne faceva Jahweh di 32 bambine che non avevano toccato nella loro vita il maschio?

Ma vediamo ora di proseguire nel racconto biblico affinché vi sia la prova della reiterazione dei crimini da parte di Jahweh e di Mosè.

Nel Deuteronomio 2,33-34 si afferma “Sotto la guida di Jahweh, gli Israeliti sterminarono completamente le donne e i bambini di Sicon, “non vi lasciarono nessuno in vita”.

Deuteronomio 3,6 “Noi li distruggemmo come avevamo fatto per Sicon, re di Cheshbun, distruggendo ogni città, uomini, donne e bambini, ma tutto il bestiame ed il bottino della città predammo per noi”.

Deuteronomio 7,2 “E l’El-Elohim Jahweh li avrà posti davanti a te e tu li avrai battuti, dovrai distruggerli completamente, non dovrai fare patto con loro e non dovrai averne pietà”.

Questo passo è da carnefice impietoso, non solo che li avrai battuti, ma dopo dovrai sterminarli, senza fare alcuna alleanza e non farai loro grazia.

Deuteronomio 20,4 “Perché l’El-Elohim vostro Jahweh cammina con voi per combattere per voi contro i vostri nemici”. Qui vi è il coinvolgimento personale, 20,13 “l’El-Elohim tuo Jahweh, darà la città in tua mano e tu passerai ogni suo figlio maschio a fil di spada” 20,16 “Infatti delle città appartenenti a questi popoli che l’El-Elohim sta per darti in possesso non dovrai lasciare in vita alcun essere vivente, ma li dovrai distruggere, il Chitteo, il Cananeo, il Perizeo, il Chivveo e lo Jevuseo come l’El-Elohim Jahweh ti ha comandato.”

In questo passo è evidente il fine di Jahweh di non lasciare in vita nulla che respiri, facendo una pulizia etnica del popolo che lui aveva deciso di distruggere donne, vecchi, bambini, maschi, tranne quelle donne che non avevano avuto figli e, poi pensate che tipo di punizioni a coloro che non si adeguavano oppure erano disobbedienti?

Deuteronomio 28,47 “Come punizione per non avere servito l’El-Elohim Jahweh tuo, con gioia e con letizia, quando avevi tutto in abbondanza servirai il nemico che l’El-Elohim manderà contro di te” ed ancora “l’El-Elohim susciterà contro di te una nazione da lontano dell’estremità della terra che si getterà su di te come fa l’aquila … una nazione fiera che non porta rispetto al vecchio e che non sente pietà per il bambino”… ed ancora 28,53 “Mangerai il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie”.

Da questo momento entra in scena un nuovo condottiero israelita di nome Giosuè, figlio di Nun della famiglia del figlio di Giuseppe, gran Visir, di nome Efrain, questo comandante delle truppe d’Israele, ormai così “benedette” da Jahweh, equipaggiate con armi tradizionali, ma addestrate dagli Angeli-Messi-Malakim alle dirette dipendenze e ordini dell’El-Elohim.

Giosuè chiamato anche Osea, secondo la Bibbia era un capo spietato e sanguinario, vediamo secondo la narrativa biblica gli eventi e le stragi a lui riconducibili, sotto gli ordini di Jahweh, Giosuè 6 “E destinarono all’interdetto tutto ciò che era nella città passando a fil di spada uomini, donne, fanciulli, vecchi, buoi, pecore e asini”. “Bruciarono poi la città di Gerico e tutto quanto contenuto, risparmiando l’argento, l’oro, i vasellami di bronzo e di ferro che depositarono nel tesoro della casa dell’El-Elohim.

Giosuè 8, 22-25 “Cosicché furono battuti in modo che non ne rimase né superstite, né fuggiasco. Ma il re di Ai lo catturarono vivo e lo condussero da Giosuè. Quando Israele ebbe terminato di uccidere gli abitanti di Ai, sia in aperta campagna come nel deserto, dove li avevano inseguiti e colpiti dalla spada finché non ne rimase alcuno, Israele tornò verso Ai e la mise a fil di spada. Dodicimila furono tra uomini e donne che caddero in quel giorno, cioè tutta la gente di Ai e Giosuè non ritirò la mano nella quale teneva la lancia, fintantoché non ebbe sterminato gli abitanti di Ai, in altre parole nessuno sopravvisse.”

Giosuè 10,11 “L’El-Elohim scagliò dal cielo su di loro grosse pietre fino ad Azecà e morirono. E furono più quelli che perirono per i sassi della grandinata, che quelli che ne avevano ucciso i figli d’Israele con la spada.”

Giosuè 10,28 “In quello stesso giorno, Giosuè prese Makkedà e la passò col suo re a fil di spada, votandola all’interdetto con tutte le persone che vi si trovavano senza lasciare superstite alcuno e usò il re di Makkedà lo stesso trattamento al re di Gerico.”

Giosuè 10,29 “Poi Giosuè a tutto Israele con lui passarono da Makkedà a Livnà, dando l’assalto a quest’ultima. Giosuè la ridusse a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano senza lasciare superstiti, usando lo stesso trattamento di Gerico”.

Giosuè 10,31 “Quindi Giosuè passò da Livnà a Lachish accampandosi dirimpetto a questa e l’attaccò. L’El-Elohim diede anche Lachish in mano ad Israele che la conquistò al secondo giorno, la passò a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano come aveva fatto a Livnà”.

Giosuè 10,33 “Allora Horam, re di Ghezer, si mosse per aiutare Lachish, ma Giosuè batté lui e la sua gente in modo da non lasciare alcun superstite”.

Giosuè 10,34 “Giosuè con tutto Israele passò da Lachish a Eglon, si accamparono e diedero l’assalto. Presala in quel medesimo giorno la passarono a fil di spada con tutti gli abitanti che erano in essa votandola all’interdetto come si era fatto a Lachish”.

Giosuè 10,36 “Da Eglon salì Giosuè con tutto Israele a Chevron e l’attaccarono. Presala, la passarono a fil di spada col suo re con tutte le sue città insieme a coloro che vi abitavano in modo che non ne rimase superstite, come era già stato fatto a Eglon, votandola all’interdetto con tutte le persone che vi si trovavano”.

Giosuè 10,38 “Allora Giosuè con tutto Israele si rivolse a Devir e l’attaccò. La prese col suo re e con tutte le sue città mettendo la a fil di spada, votando all’interdetto ogni persona che vi si trovava, cosicché non ne rimase superstite. Trattò Devir e il suo re come aveva fatto a Chevron e a Livnà e al suo re”.

Ed ancora, Giosuè 10,40 “Conquistò tutto il paese, la contrada montuosa, il mezzodì, la regione bassa, le pendici dei monti e tutti i loro re. Non ne rimase superstite, votando all’interdetto ogni anima viva come aveva comandato l’El-Elohim Jahweh d’Israele”.

Così Giosuè li sconfisse da Cadesh Barnea fino a Gaza (Azza) e tutto il paese di Goscen fino a Ghiv’on.

Vorrei porre l’attenzione del lettore che il termine “interdetto” è sempre il Signore cioè l’El-Elohim, e che Dio è sempre scritto Jahweh e che l’interdetto di cui si parla è sempre il Dio-Jahweh che l’esegeta biblico vuole camaleonticamente ingannare, facendogli credere che sia un personaggio diverso, in realtà il termine “votò all’interdetto” è la solenne promessa che la persona-la cosa-la città era stata dedicata-separata in modo esclusivo all’El-Elohim-Jahweh cioè il Signore-Dio.

Giosuè 11,6-7-8 “Jahweh ordinò a Giosuè di sconfiggere il nemico presso le acque di Merom, tu taglierai i garretti ai loro cavalli e darai fuoco ai loro carri, Giosuè col suo esercito e sotto il comando di Dio sterminò il nemico senza lasciare scampo a nessuno, ed ancora, infatti l’El-Elohim Jahweh faceva si che il loro cuore si ostinasse a dar battaglia a Israele, perché Israele li votasse allo sterminio senza che ci fosse pietà per loro e li distruggesse come il Signore El-Elohim aveva comandato a Mosè”.

Giosuè 11,11-12-13-14 “Passò a fil di spada ogni anima vivente che vi si trovava votandola all’interdetto. Non vi lasciò anima viva e la città di Chatsor fu data alle fiamme. Giosuè prese tutte le città di quei re, tutti i loro re li passò a fil di spada, li votò all’interdetto”. Ed ancora “Le persone le passarono a fil di spada fino al loro totale sterminio, senza lasciare anima viva”.

Giudici 1,8-9 “I figli di Giuda combatterono poi contro Gerusalemme e la conquistarono, ne uccisero gli abitanti a fil di spada, ed incendiarono la città.

Giudici 3,29 “Allora batterono Moav, circa diecimila uomini, tutti sani e prodi e non scampò nessuno”.

Giudici 18, 27 “Giunsero sino a Laish, da una popolazione tranquilla e sicura, la percossero a fil di spada e bruciarono la città col fuoco”.

Giudici 20,17 “E gli uomini d’Israele si censirono senza Beniamino e risultarono quattrocentomila atti a maneggiare la spada, tutti guerrieri. Essi si mossero e salirono a Beth-El, consultarono Jahweh per sapere chi doveva attaccare per primo i figli di Beniamino e gli Israeliti uccisero ventiduemila uomini”.

È inaudito, Jahweh uccide i suoi stessi figli.

Giudici 20,25 “Il secondo giorno uccisero altri diciottomila, tutti atti a maneggiare la spada”.

Giudici 20,35 “Il terzo giorno Jahweh, l’El-Elohim sconfisse Beniamino davanti Israele e in quel giorno Israele uccise venticinquemila e cento uomini, tutti atti a maneggiare la spada e diedero alle fiamme tutte le città che trovavano, le persone rimanenti in città fuggirono nel deserto, ma li attendevano in agguato Israele e caddero lì diciottomila uomini, tutti di valore e poi uccisero qua e là per le strade altri cinquemila uomini subito a Ghid’on altri duemila, arrivarono a Selà Rimmon uccisero seicento uomini passandoli a fil di spada e distruggendo interamente la città”.

Giudici 21,10-12 “La comunità uccise ogni uomo e ogni donna non vergine di Jabes in Galad. Trovarono 400 vergini da portare con sé”.

Dai passi precedenti si comprende che dopo la scomparsa di Mosè e la morte di Giosuè-Osea, la situazione muta radicalmente, si susseguono vari condottieri e sacerdoti nel comando di Israele, quando all’orizzonte appare una figura molto carismatica, Samuele, costui era un fanatico servo della volontà di Jahweh.

Samuele 14,47 “Quando Saul ebbe preso possesso del regno d’ Israele mosse guerra a tutti i suoi nemici d’intorno, Moav, i figli di Ammon, Edom, i Filistei e ovunque si volgeva vinceva. Compì atti di valore, sconfisse gli Amaleciti”.

Samuele 15, 7-8-9 “Dopo avere vinto Amalec, prese vivo Agag, re di Amalec e distrusse a fil di spada tutto il popolo. Saul e il popolo risparmiarono Agag”.

Jahweh si rammaricò con Samuele perché non aveva ottemperato agli ordini ricevuti di uccidere tutti e per tale motivo era indegno di essere re perché non aveva ucciso il re Agag e a quel punto 15,33 “Samuele disse: Come la tua spada ha orbato dei loro figli tante donne così sia orbata fra le donne tua madre e Samuele trafisse Agag davanti all’El-Elohim in Ghilgal”.

Samuele II 8, 1-18 “In seguito David batté i Filistei e li umiliò”. “Sconfisse pure i Moabiti con due terzi di morti”. “Uccise e sterminò ventimila fanti”. “E quando vennero gli Aramei ne uccise ventiduemila”. “Uccise diciottomila Edoniti”.

Samuele II 10,18 Davide uccise settecento pariglie di cavalli e quarantamila Aramei.

Jahweh aveva anche dei suoi subordinati, in Re 19,35 “In quella stessa notte uscì un inviato dell’El-Elohim chiamato Angelo e Messo del Signore e percosse nel campo degli Assiri centocinquantamila uomini, e quando la gente si levò al mattino videro che erano tutti cadaveri”.

Cronache 2, 13-17 “Jahweh diede il controllo degli Israeliti ad Abia e Giuda. Cinquecentomila Israeliti al comando di Geroboano morirono”.

Ezechiele 20,26 Israele insorse e la punizione di Jahweh fu sobria “Feci si che si contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il fuoco ogni loro primogenito per atterrirli, perché riconoscessero che io sono l’El-Elohim”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

ATTO TERZO.

 

PREMESSA.

Come preannunciato sin dalle prime pagine di questo scritto, il cosiddetto Dio degli Ebrei è un personaggio sicuramente sgradevole, assume nel Libro Sacro una connotazione di essere essenzialmente geloso, uno stragista, ripuliture etnico, pregno di vendetta, assetato di sangue, un omofobo, femminicida, razzista ed infanticida, con il genocidio nel suo DNA, dedito alla pestilenza, sadomasochista, capriccioso e dedito al male ed è in assoluto il primo antisemita della storia.

Dal Vecchio Testamento traspare sin dalla Genesi ed in tutti i suoi libri successivi, un Dio crudele, propenso a terrificare gli uomini, vendicativo.

In tutta la Bibbia non vi è un solo passo dove possano trasparire in Jahweh dei sentimenti di pietà e di misericordia.

Se tale essere fosse apparso ora, sicuramente sarebbe stato interdetto e ristretto in un Ospedale psichiatrico.

Questo essere, saturo di sentimenti anti ebraici-Semiti, non è sicuramente quel Dio teologico-spirituale che vogliono fare apparire nel nuovo Testamento.

Jahweh è un essere tra i più spregevoli criminali che la storia possa annoverare, fra i più arroganti che la letteratura possa aver proposto, che si circondava di soggetti tendenti alla schizofrenia e malvagità come Mosè, stragisti convinti come Giosuè-Osea per poi continuare con Samuele, Saul, Davide e Salomone, tutti dediti e atti alla violenza ed esecutori materiali dei crimini commissionati da Dio-Jahweh, tutti questi soggetti inclini alla commissione della violenza perpetrata nei confronti delle tribù Cananee, loro cugini e tutti Semiti con discendenze e avi comuni.

Per i predetti motivi trovo giusto che questo essere debba essere sottoposto a processo nello stesso modo con cui si è svolto il processo di Norimberga e con le stesse modalità e con gli stessi principi che hanno mosso le nazioni a perseguitare i crimini che i Nazisti di Hitler hanno perpetrato con il fine di sterminare popoli come pulizia etnica, come gli Ebrei e Zingari.

Le modalità in cui si deve svolgere tale processo, devono ricalcare quelle del processo di Norimberga e cioè:

1) con la sua composizione di Giudici,

2) dei P.M. che hanno raccolto le prove ed hanno creato i capi di imputazione attingendoli esclusivamente dalla Bibbia,

3) dei testimoni che saranno sacerdoti e/o ministri del culto delle varie congregazioni religiose come quella Ebraica, Cristiana, Valdese, Greco-ortodossa, Protestante, le quali tutte dovranno confermare la verità biblica in questo senso:

a) A.D.R. i passi richiamati nei capi di accusa corrispondono alla verità biblica?

b) non si può e non si deve ricevere commenti dai testimoni, la risposta non può che essere corrispondente a SI oppure NO, senza che il testimoniando emetta pareri personali, sul genere “erano figurativi”, “si voleva intendere”, “si è cercato di spiegare” ecc.

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO.

Preliminarmente è necessario concordare con tutte le parti in causa e cioè il Collegio Giudicante, i Pubblici Ministeri e gli Avvocati, devono essere tutti consenzienti su quale legge applicare, rammentando che essa deve essere retroattiva e dire su quale convenzione, si effettua il processo.

Dopo aver optato a quale tipo di leggi a cui occorre sottoporre gli imputati, rammentando che noi in Italia, nel caso di un Processo di strage-sterminio-pulizia etnica-genocidio dobbiamo creare una Corte d’Assise, pertanto un Presidente del Collegio Giudicante, almeno due Giudici di cui uno deve essere il Relatore, sei Giudici popolari oltre altri 4 in caso di un indisposizione da parte dei popolari già designati.

La composizione di questa giuria può essere mutata in base a quale rito si vuole aderire e quale legge si vuole e si desidera applicare.

Io proporrei e opterei per una legge internazionale, il Collegio Giudicante composto almeno da 3 Giudici, con una giuria popolare composta da almeno 11 individui, i quali si ritirano a deliberare emettendo il verdetto di COLPEVOLE o INNOCENTE, senza che i Giudici “Togati” possano influire sulla sentenza, non entrando in Camera di Consiglio con i Giudici Popolari, i quali dopo aver sentenziato sul caso, debbano leggere solo il verdetto COLPEVOLE o INNOCENTE e farlo leggere dal Collegio Giudicante.

Il P.M. dovrà prima creare tutte le prove ricavandole esclusivamente dal TESTO SACRO denominato “ANTICO TESTAMENTO” oppure la BIBBIA, nella sua totale composizione con tutti i libri annessi.

Oppure creare un Collegio Giudicante di 11 Giudici, come fosse un caso Internazionale.

Non è possibile mutare le diciture contenute nei passi della Bibbia, essa deve essere applicata alla lettera.

Non sarà possibile effettuare “traduzioni” diverse applicate sia dalla Bibbia MASORETICA, quantomeno da quella Ebraica.

Non sarà permesso mutare i capi d’accusa in corso del procedimento.

Preparare una lista di testi da sottoporre alla Corte d’Assise o Corte Internazionale e/o come si vorrà chiamarla.

Preparare eventuali C.T.U. per la traduzione di eventuali contrasti nei termini contemplati sia sulla Bibbia originale ebraica, che in quella Masoretica.

Preparare la nomina di tutti i difensori dei vari imputati:

1) Jahweh

2) Mosè

3) Giosuè

4) Samuele

5) Saul

6) Davide

7) Salomone

Dato che non vi sarà interlocuzione, né dialogo con gli imputati, il P. M. e gli Avvocati degli imputati potranno concludere con relative requisitorie ed arringhe.

Per poter formulare i vari capi d’imputazione è importante darsi delle linee guida, pensando che certi atti criminali possono essere chiamati tali solamente se sono stati previsti da accordi internazionali e noi prenderemo nella dovuta considerazione la dichiarazione congiunta di Francia, Gran Bretagna e Russia, resa nota il 24 Maggio 1915, riferita ai reati commessi dalla Turchia contro il popolo Armeno e per la pria volta, venne coniata la dicitura “reati commessi contro l’umanità e la civiltà”.

Fu solo dopo la fine del II ° conflitto mondiale che si prese coscienza dell’esistenza di un diritto Universale applicabile all’intera umanità e ad ogni gruppo sociale riunito in un popolo, nazione, tribù.

Si riconobbe pertanto l’esistenza di un diritto presente sino dalla nascita dell’uomo sulla Terra, si ribadisce diritto comune a tutti gli uomini, indipendentemente dalle varietà sociali e culturali di adesione e riferimento, di qualunque continente, di impronta Etica, cioè di qualunque tipo comportamentale, carattere, condotta, religione o cultura.

Orbene quando questi diritti vengono lesi in ogni longitudine e latitudine della Terra deve essere prevista una sanzione oltre che al rispetto morale.

Il predetto diritto necessariamente non può che riferirsi alla lingua, alla cultura, cioè quei gruppi umani che condividono quei valori che fanno riconoscere i popoli, le razze, gli ideali, l’ambiente, la religione, il loro dio o gli dei.

-Trattato di Versailles del 28-6-1919, enunciando il diritto di giudicare e punire i responsabili di gravi violazioni delle leggi e usi di guerra.

-Alla fine della II° guerra mondiale che si sente il bisogno di dare una connotazione giuridica nel voler perseguire le violazioni gravi delle leggi di guerra perpetrate in Germania e in Giappone stipulando accordi tra gli alleati e la costituzione di Tribunali militari internazionali per giudicare i criminali di guerra, i cui crimini non hanno localizzazione geografica precisa, siano essi accusati a titolo individuale o in quanto membri di organizzazioni o di gruppi oppure per entrambi i titoli precedenti.

Nel 1993 il Consiglio di Sicurezza ONU, ha istituito il Tribunale Internazionale Penale per i crimini commessi nella ex Iugoslavia e per i crimini commessi in Ruanda.

Il predetto Tribunale è competente a giudicare i crimini contro l’umanità, incluso il genocidio, anche nella forma detta PULIZIA ETNICA, ha sede all’Aja, composto da 11 Giudici. Comprende anche un Procuratore incaricato della fase istruttoria dei procedimenti.

A differenza del Tribunale di Norimberga, quello dell’Aja non pronuncia sentenze di morte.

Quando venne istituito il Tribunale di Norimberga, elencarono tra i reati da contestare ai criminali nazisti, “il crimine contro l’umanità”.

È stato rilevante distinguere tale reato dal crimine di guerra, codificare i due reati è stato importantissimo, in quanto è poi servito successivamente alla fine del XX secolo per instaurare il processo contro quei militari che si macchiarono sia dei crimini di guerra che di quelli riferiti ai crimini contro l’umanità.

In Italia nel 1998 vi è stata l’approvazione del provvedimento chiamato “Statuto di Roma” dove si istituiva la Corte Internazionale in cui il reato di crimini contro l’umanità è uno dei principali reati che la Corte potrebbe perseguire, insieme ai crimini di guerra e di aggressione.

Sinora i crimini contro l’umanità sono stati ascritti in tema di responsabilità penale quasi esclusivamente a capi di Stato, dittatori e Generali, sempre e comunque a una stretta cerchia di persone al potere che detengono una certa supremazia politica, ma nessuno aveva mai pensato di ascrivere questo crimine ad un dittatore religioso, cioè a colui che ha creato la religione Ebraica e quella Cristiana Cattolica, che intorno all’anno zero si appropriò del Dio Ebraico e del suo libro Sacro cioè Bibbia o Vecchio Testamento.

Ma quali sono i reati perseguibili nei confronti di Jahweh e quali sono i crimini che costui ha realmente effettuato? Sicuramente lui ha comandato ed eseguito personalmente e/o ordinato ai suoi emissari, chiamati a volte Patriarchi, Sacerdoti, Profeti, Re, i crimini contro l’umanità e deve pertanto essere perseguito, per genocidio perché volle la pulizia etica dei popoli Moabiti, Madianiti, Ammoniti, Amaleciti effettuando lo sterminio di massa, il genocidio, strage con l’aggravante della premeditazione e la continuazione reiterata dei reati per motivi abbietti e futili.

Abbiamo già detto che a carico di Jahweh siano poste le imputazioni di pulizia etnica, genocidio, sterminio di massa, deportazione, crimini di guerra, schiavismo, distruzione e devastazione di circa 20 città.

Vediamo che in concreto nei confronti di Jahweh e dei coimputati sono associati quei crimini previsti in ogni Tribunale di ogni Nazione ed esattamente come crimini di guerra, contro la pace e contro l’umanità, con una precisazione che i predetti crimini non possano ricadere nella prescrizione e comportano inevitabilmente un risarcimento dei danni, aggiungendo anche la relatività della norma.

Quali sono gli elementi essenziali che qualificano il crimine di genocidio:

1) l’intenzione di porre in essere i crimini e gli elementi inequivocabili oltre alla pianificazione dell’eliminazione del gruppo preso di mira;

2) che vi sia un ente, una persona e/o un essere oppure uno Stato o Nazione, nel nostro caso la tribù di Giacobbe-Israele, che organizza la pianificazione dello sterminio;

3) il porre in essere tutti quegli atti criminogeni rivolti contro le persone che fanno parte di quel gruppo, tribù etnico razziale e/o religioso, rammentando che deve essere l’intero gruppo ad essere perseguitato e sottoposto al genocidio, perché se fossero una o poco più di qualche persona non sarebbe una Corte Internazionale a prendere le loro difese, ma gli stati nazionali;

4) vi deve essere la volontà, l’intenzione di una parte contro un’altra di annientare l’intero gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso determinato da un criterio insano e malvagio, nei confronti del gruppo “vittima” che l’aggressore ha scelto per la sua distruzione;

5) tante nazioni codificano nel proprio ordinamento il concetto di complicità nel porre in essere quelle attività criminali nell’avere commesso e/o solamente “incoraggiato” con consigli e apporti morali che riguardano lo sterminio e il genocidio dei crimini contro l’umanità.

Sia i P. M. che gli Avvocati difensori dovranno depositare nelle mani del nominando Presidente della Corte Internazionale, la lista dei testi ed eventuali Consulenti Tecnici d’Ufficio. Al termine dell’escussione dei testi e delle eventuali C.T.U. da svolgere su richiesta delle parti. i P. M. dovranno fare le rispettive requisitorie mentre i difensori dovranno espletare le loro conclusioni con le arringhe per ciascun imputato. La Corte si dovrà ritirare per l’emissione della sentenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

TRIBUNALE PENALE INTERNAZIONALE

DEI DIRITTI DELL’UOMO

SEZIONE DISTACCATA DI TORINO

Caso n. ISRAELE 09-09-2020

 

Il P. M. del Tribunale

CONTRO

-JAHWEH

-MOSÈ

-GIOSUÈ

-SAMUELE

-SAUL

-DAVIDE

-SALOMONE

 

Il Pubblico Ministero del Tribunale Penale Internazionale per la famiglia di GIACOBBE-ISRAELE, in virtù dei poteri che gli sono stati conferiti nell’art. 18 dello Statuto del Tribunale Penale Internazionale, Sezione distaccata della Città di Torino, per la famiglia di GIACOBBE, meglio conosciuta come ISRAELE

ACCUSA

-JAHWEH, conosciuto anche come DIO, ADONAI, GEOVA, IL SIGNORE, L’ETERNO, L’ALTISSIMO, EL CHADDAY, L’INTERDETTO, ELYON

E

-MOSÈ

E

-GIOSUÈ

E

-SAMUELE

E

-SAUL

E

-DAVIDE

E

-SALOMONE

DI

CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ E DI VIOLAZIONI DELLE LEGGI O DELLE CONSUETUDINI DI GUERRA

In base a quanto specificato in seguito.

IMPUTATI

1) JAHWEH, non conosciuto il luogo e la data di nascita, meglio conosciuto come Dio e anche Geova e con tanti altri nomi di cui all’accusa, dimorante per molto tempo presso il deserto e le alture del Sinai, apparso per la prima volta ad Abramo intorno il 2.000 a.C., facendosi chiamare anche El-Elohim, El Chadday, IL Signore, Dio, esercitando di fatto il monarca della tribù di Giacobbe, denominato poi Israele, ora chiamato semplicemente Dio.

Jahweh ha iniziato la sua carriera di divinità biblica dopo l’incontro con Giacobbe che una notte combatté con lui una lotta in cui alcuno fu vincitore, dopo questa lotta Giacobbe venne chiamato Ish-Ra-El e cioè “colui che ha combattuto un El”.

Solo dopo l’incontro con Mosè, Jahweh prese il potere su tutto il popolo ebraico proclamandosi il loro unico ed esclusivo Dio della famiglia di Israele, dato l’inesistenza del popolo Ebraico, non ancora formatosi.

Il vero e proprio impossessamento della tribù di Israele avvenne tra il 15° e 10 ° secolo a.C. quando Mosè incontrò Jahweh nel monte Sinai, con tutta la sua famiglia ed altri esuli dall’Egitto.

L’incoronazione come monarca di Jahweh viene narrata nella Bibbia al punto Esodo 34,27 “Io concludo un’alleanza con te e con tutto Israele”, ed ancora Esodo 40,35 “E la Maestà divina riempiva il tabernacolo” e con la presentazione di 70 anziani della tribù d’Israele nel monte Sinai di cui all’Esodo 19,9-10-11-12-19-20-21-22-24.

Da quel momento con l’insediamento del comando divino, Jahweh, mandò dei suoi subordinati, chiamati Malakim, ma anche Messi del Signore ed altresì Angeli, ad insegnare alla tribù d’Israele l’arte della guerra, Esodo 33,20 “Io mando dinanzi a te un messo incaricato di vegliare sul tuo cammino e per condurti alla meta che io ho disposto.”

2) Da quel momento inizia la campagna del terrore e, per prima cosa Dio-Jahweh comanda, tramite Mosè di uccidere tremila persone che avevano avuto l’ardire di adorare un altro Dio, Esodo 32,27 “Alla vista del vitello d’oro, Dio-Jahweh comandò ai figli di Levi di mettersi la spada al fianco e di uccidere tutti quelli che avevano adorato il vitello d’oro e cioè un altro Dio-Elohim e quel giorno caddero circa tremila uomini e Dio ne fu compiaciuto”, ma non cadde Aronne, fratello di Mosè e il costruttore del vitello d’oro.

3) Jahweh e Mosè a degli oppositori interni al regime dittatoriale che si stava formando nella tribù di Israele con qualche arma particolare chiamata “flagello” uccise quattordicimilasettecento persone (numeri 17,13).

 

CAPI DI ACCUSA DA 1 A 3

REATI DI STRAGE PER FINI POLITICI CONTRO GLI OPPOSITORI

4) Numeri 31,9 “Su comando di Dio-Jahweh gli israeliti sequestrarono le donne e i bambini Madianiti e tutto il loro bestiame, di ogni specie e depredarono tutte le loro sostanze”.

5) Numeri 31,17-18 “Dio-Jahweh, ordinò a Mosè di uccidere ogni maschio Madianita tra i bambini e ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo, ma tutte le bambine che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini, lasciatele in vita per voi”.

6) Numeri 31, 31-40 “Dio-Jahweh spartì il bottino di guerra tra i soldati, sacerdoti e gli israeliti, senza tralasciare il tributo all’Elohim Jahweh, seicentosettantacinquemila pecore, settantaduemila buoi, trentaduemila donne che non avevano avuto rapporti sessuali con uomini, mentre per Jahweh il suo tributo-bottino fu di trentadue bambine”. (pedofilia)

7) Deuteronomio 2,33-34 “Sotto la guida di Dio-Jahweh, gli Israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne ed i bambini di Sicom, non lasciarono superstiti”.

8) Deuteronomio 3,4-5-6 Distruzione totale del popolo degli Ammoniti e di sessanta città. “Sotto la guida di Dio-Jahweh, gli israeliti sterminarono completamente gli uomini, le donne e i bambini”.

9) Deuteronomio 4,3-5 Ha inizio una guerra tra Elohim-Dei, cioè Jahweh contro altri, in questo caso il Dio degli Ammoniti era un certo Ba’al-Peor. “I vostri occhi hanno visto ciò che fece Jahweh a Ba’al-Peor quando il tuo Dio distrusse tutti gli uomini che seguirono Ba’al-Peor, mentre voi siete ancora vivi”.

10) Deuteronomio 7,2 “Dio-Jahweh votò allo sterminio i Chittei (Ittiti), i Ghirgasei, gli Ammorrei (Amarru-Assiri), i Cananei, i Chivvei e i Jevusei (Filistei), disse ad Israele, Non farai alleanza con loro e non farai loro grazia.

11) Deuteronomio 20,10-13-14-16 Jahweh-Dio stabilì le regole della guerra ordinando il massacro di tutti gli uomini, tralasciando le donne e i bambini, il bestiame e possedimenti che potevano essere tenuti come preda, riducendoli in schiavitù, raccomandandosi di non lasciare in vita, nulla che respiri.

 

CAPI DI ACCUSA DA 4 A 11

STRAGE DI FEMMINE CON FINE SELETTIVO DI RAZZA

STRAGE DI MASCHI BAMBINI CON FINALITÀ SELETTIVA ETNICA

In capo a:

DIO-JAHWEH, MOSÈ, GIOSUÈ

12) Giosuè 6,21-27 “Sotto la direzione di Dio-Jahweh, chiamato in questi passi l’interdetto, Giosuè distrusse l’intera città di Gerico, passando a fil di spada uomini, donne, fanciulli, vecchi, buoi, pecore e asini, bruciando poi la città e tutto quello che conteneva”.

13) Giosuè 8,22-25 “Dio-Jahweh appoggiò Giosuè nel combattere e sterminare dodicimila uomini e donne della città di Ai, nessuno sopravvisse”.

14) Giosuè 10,10-27-28 “L’Elohim Jahweh-Dio aiutò Giosuè al massacro dei Gabaoniti, sempre con l’approvazione di Dio, Giosuè passò la città di Machedda ed il suo re a fil di spada, li votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano, non ne lasciò scampare una”.

15) Giosuè 10,30 “Jahweh mise la città di Libna nelle mani di Giosuè e la mise a fil di spada con tutte le persone che vi si trovavano, non ne lasciò scampare una”.

16) Giosuè 10,32-33 “Dio-Jahweh chiede la sua approvazione affinché Giosuè uccidesse ogni uomo, donna, bambino della città di Lachis con la spada”.

17) Giosuè 10,34-35 “Tutti gli abitanti della città di Eglon furono falciati dalla spada di Giosuè e dalla sua armata”.

18) Giosuè 10,36-37 “Dio-Jahweh lasciò che Giosuè uccidesse il Re di Ebron ed il suo villaggio con ogni suo abitante. Non ne lasciò sfuggire uno, esattamente come aveva fatto a Eglon, la votò allo sterminio con tutte le persone che vi si trovavano”.

19) Giosuè 10,38-39 “Poi Giosuè con tutto Israele tornò verso Debir e l’attaccò, morirono tutti.”

20) Giudici 1,8-17 “Jahweh approvò l’attacco di Giuda alla città di Gerusalemme. L’esercito mise la città a ferro e a fuoco. Poi Giuda partì con il suo fratello Simeone e sconfissero i Cananei che abitavano a Sefat, distrussero interamente la città”.

21) Giudici 3,29 “Allora batterono Moab, circa diecimila uomini, tutti sani e prodi e non scappò nessuno.”

22) Giudici 20,18-42-46 “Jahweh ordinò di attaccare Beniamino, ma in due giorni caddero nelle fila di Israele prima diciottomila uomini, poi dodicimila e malgrado i pianti degli israeliti che chiedevano di cessare gli attacchi e le perdite, Jahweh-Dio ordinò di attaccare, l’indomani caddero nelle fila di Beniamino venticinquemila uomini”.

23) Giudici 21,6 “Jahweh quel giorno decise di recidere una famiglia di Israele che, quella di Beniamino ordinando di uccidere a fil di spada tutti gli abitanti di Javesa insieme con le donne e bambini, prendendo come schiave quattrocento ragazze vergini.

 

CAPI D’ACCUSA DA 12 A 23

CRIMINI DI GUERRA CONTRO L’UMANITÀ, GENOCIDIO-INFANTICIDIO,

OMICIDIO-FEMMINICIDIO SELETTIVO

E PEDOFILIA

In capo a JAHWEH-DIO / MOSÈ-GIOSUÈ

24) Samuele 15,7-8 Jahweh-Dio ordina a Saul “Va dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini, donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini”.

25) 1 Samuele 15-33 “Samuele trafisse Agag, Re degli Amalechiti, in quanto Jahweh aveva dato ordine di uccidere tutti, mentre Saul lo aveva lasciato in vita disobbedendo a Dio”.

26) 2 Samuele 8,1-18 Davide uccise i due terzi dei soldati Moabiti e sterminò ventiduemila Aramei e diciottomila Edomiti con l’aiuto dell’Elohim Jahweh.

27) 2 Samuele 10,18 Davide uccise quarantamila Aramei.

28) 1 Re 20,29-30 Gli Israeliti si batterono contro gli Aramei. L’ammontare delle vittime per ogni singolo giorno fu di centomila. Sulle restanti ventisettemila crollò un muro di pietra.

29) 2 Re 19,35 E in quella stessa notte uscì un Malak detto anche Inviato e/o Angelo di Jahweh e percosse nel campo degli Assiri centocinquantamila uomini e al mattino videro che erano tutti cadaveri.

30) 2 Cronache 13,16-17-18 Jahweh diede il controllo degli Israeliti ad Abia e Giuda, cinquecentomila uomini scelti morirono, in quel tempo furono umiliati gli Israeliti mentre si rafforzarono quelli di Giuda perché avevano confidato nel Signore Dio-Jahweh.

 

CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ-VIOLAZIONE DELLE LEGGI O DELLE CONSUETUDINI DI GUERRA-VIOLENZA

Secondo quanto sopra specificato.

IMPUTATI

JAHWEH-SAMUELE-SAUL-DAVIDE-SALOMONE

DICHIARAZIONI GENERALI

a) Il periodo a cui si riferiscono questi atti di accusa decorrono dall’Esodo e/o fuga dall’Egitto sino all’arrivo degli Assiri-Babilonesi in Gerusalemme, essendo esistito un continuo conflitto armato tra le tribù di Israele, contro i Cananei-Moabiti-Aramei-Amaleciti-Madianiti-Filistei, in quanto Israele voleva impossessarsi dei loro territori e per tale motivo voleva cancellare dalla faccia della Terra i popoli sopra menzionati con una pulizia etnica di popoli discendenti da un capostipite comune di nome Abramo.

b) Ogni atto e omissione che si dichiara sin d’ora, appartiene e fa parte dei crimini contro l’umanità fatti contro i suoi stessi parenti Semiti nel territorio che si sviluppò tra il Nilo ed il Tigri e l’Eufrate e nella Penisola Sinaitica.

c) Ogni imputato citato è singolarmente responsabile dei crimini a lui attribuitogli e con il presente atto di accusa si vuole imputare e ricondurre allo stesso la responsabilità criminale del soggetto, comprendendo l’esecuzione, la pianificazione, l’istigazione, l’ordine, l’aiuto e il favoreggiamento della sua pianificazione, preparazione e/esecuzione dei crimini di cui ai capi di narrativa biblica elencati nelle imputazioni ut-supra svolte.

d) In conformità degli eventi criminosi elencati nel Vecchio Testamento, avendo assunto Jahweh-Dio il ruolo di capo supremo “della tribù “poi popolo d’Israele, in qualità di capo spirituale, assumendo il comando, egli è criminalmente responsabile degli atti dei propri subordinati.

e) Jahweh, nell’assumere il comando della famiglia di Giacobbe-Israele, promise ai dodici figli di questo patriarca di condurli nel paese imprecisato, denominato “del latte e miele”, doveva pertanto conquistare il territorio che va dal mare Mediterraneo sino al Golfo Persico e dai confini dell’attuale Turchia sino alla fine della penisola Sinaitica.

Pertanto affinché potesse insediare i suoi protetti decise non solo di sterminare coloro che abitavano quelle terre, ma per non correre il rischio che i loro eredi vantassero dei diritti su quei territori che andava a conquistare, decise sua sponte di non lasciare alcuno in vita, pertanto sterminò i popoli che si opposero alla conquista, così come raccontato nella Bibbia.

f) Si opposero a lui gli Amaleciti-Aramei-Moabiti-Madianiti-Edomiti e lui li passò a fil di spada e dal suo cavod (Gloria del Signore) prese parte attiva allo sterminio di questi popoli, ammazzando, uomini, donne, bambini e mantenendo per sé quale preda di guerra, oro, argento, rame e bambine vergini per suo uso personale.

g) Mosè secondo gli ordini ricevuti, dopo lo scontro con i Madianiti ed avendo notato che i capi dell’esercito (numeri 31,14) avevano lasciato in vita le donne e i bambini Madianiti e non avevano adempiuto agli ordini di Jahweh d’uccidere tutte le donne e i bambini applicando così la selezione dell’intera razza con la relativa strage, con l’aggravante della crudeltà.

h) In riferimento al popolo Amalechita, Jahweh tramite il suo sottoposto Samuele, ordina al Re Saul, che in realtà si chiamava Labayah, ma venne chiamato “il Richiesto = Saul”, in quanto il popolo volle che fosse lui “l’unto del Signore”, affinché sterminasse l’intero popolo Amalekita, ma precisò che non erano importanti le sorti della battaglia, in quanto Saul avrebbe comunque vinto, ma dopo la vittoria, avrebbe dovuto ucciderli tutti, in quanto nessuno doveva rimanere in vita.

Saul non doveva guardare nei vinti, alcuna età, pertanto l’ordine di uccidere valeva per tutti, vecchi, donne e bambini.

Era necessario cancellare il nome di Amalek dalla faccia della terra e Saul non trovò alcuna ripugnanza nell’obbedire perché sapeva che il non obbedire ad un ordine di Jahweh era molto pericoloso, pena la perdita della propria vita (1 Samuele 15,3).

 

Post più popolari