"TRITTICO EROTICO"


Manuel Omar Triscari

 

 

 

TRITTICO EROTICO.

 



 










 

MI ATTARDO

 

Mi attardo per spazi e gradini come pensili giardini

pencolanti ai piedi dei venti che vanno

nel diffuso torpore delle nubi e delle correnti

come foschie di sogni e foschi sonni,

ed è un fiume immaginato-trasecolato

in perenne transito, in perenne dialogo,

in perenne dialettica col greto amazonico

che anfitrionico sale

e a me viene leggero e caparbio

nell’ostinazione tremante della sua superficie,

nell’esitazione intrepida del suo dorso,

nella distrazione tragica del suo ristoro,

e mi rapisce l’orizzonte

e gioie d’Autunno si spargono sul mio capo

come effusioni di foglie in catartica tregua

o tremore di ore disposte all’oblio.

 

Oh, anima di brina sei, anima di rena,

anima di arnia e anima di ernia,

grappolo di dolore che attorno al cuore s’ingloba

e stordisce la mia gioia e sciupa il mio vivere:

lasciarmi andare a decomposte onde ineroiche

eroico io vorrei ma non posso.

 

Sei primo elemento di una proposizione moritura

imprecisa e persa in oscuri uteri di luce,

sei lo stacco invischiato del volo mattutino delle rondini,

sei soffio sugli occhi e brace e rischio,

piega e piaga che prega

e nel suo suppurare mostra elitre di mosca

superstiti in fine,

sei torpido torbido scrigno di occhi-sguardi,

confuso volitare di pensieri

che non sanno l’amore.

 

Ma in questa natura ambigua e alchemica

che seppi essere solo menzogna

rabbioso e protervo

io mi attardo.

 

 










 


 

TU SEI PER ME LA RABBIA

 

Amore mio, finché gireranno gli astri e le stelle

e sorgeranno i giorni e le notti,

allora anche tu esisterai

e la mia ragione e la mia rabbia sarai,

mia magnetica visione,

mio sesso e castità,

mio impeto e mio chiodo fisso,

mio elabro in mutande.

 

Amore mio, finché tu esisterai,

esisteranno paura e angoscia,

poiché non è altra pena

fuorché sapere che tu vivi e possa soffrire.

E allora nessun tormento mi sarà estraneo,

poiché su te dovrò vegliare

e ogni possibile male annientare.

 

Ma, amore mio, quando tu più non sarai,

allora per me sarà il buio,

poiché non è altra luce

se non quella che tu irradi

quando mi guardi

e dolcemente sorridi.

 

Il tuo volto è la mia luna,

il tuo corpo è la mia notte,

il tuo sorriso le mie stelle,

e tu, tu sei la mia rabbia:

finché vivi e vivo,

non esiste pena più grande

fuorché sapere che tu esisti

e possa soffrire.

 

Tu sei la mia schiavitù di saperti viva,

sei la mia ossessione di saperti tangibile,

sei la mia nostalgia di saperti inaccessibile

nel momento stesso in cui ti afferro,

            ombra fuggitiva d’ideale piacere,

tu sei per me la rabbia.

 

 








 


 

VERRÀ LA NOTTE

 

Verrà la notte e avrà i tuoi occhi, i tuoi umidi occhi,

questi occhi che mi spiano

anche quando non ci sei

e mi seguono da mane a sera

come l’ombra segue il sole,

questi occhi come una remota fragranza di finale rossore,

senz’altro ramo che l’improbabile mio sguardo

o la calda complicità della maledizione.

 

Verrà la notte e avrà il tuo odore.

Verrà la notte e avrà il tuo odore,

il tuo odore che m’inebria,

il tuo odore che mi perseguita

da mane a sera.

Verrà la notte e avrà il tuo odore,

quest’odore che mi accompagna dappertutto

nascondendosi tra le lenzuola e i vestiti,

impigliandosi ai miei capelli, ai miei tatuaggi,

intrappolato tra i minuti e le ore.

Quest’odore zucchero e cannella

che spunta all’improvviso

come una macchia sulla camicia.

Quest’odore che s’incolla come una mollica al palato

e come brivido si muove sotto pelle.

 

Verrà la notte e avrà il tuo odore.

Tu dormirai senza sospetto

ma i tuoi seni saranno spaventati nel buio,

si sentiranno i passi sugli scalini,

su udirà il cigolìo della porta,

e guarderanno le ombre sulle finestre

per tutta la notte.

 

Verrà la notte e mi coglierà di sorpresa,

come il tuo odore quando dormo e ti rifaccio in sogno.

Verrà la notte e sarà un momento (come la morte),

giusto il tempo per finire questi versi e dirti che,

quando sciogli i capelli, allora per me s’inizia la notte

esplodendo nel suo scintillante manto di stelle.

 

 


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